Italia-Cina: intrapresa la nuova economia sulla “Via della Seta”

  • Condividi questo articolo

Vediamo in sintesi i sei paragrafi del documento firmato a Roma lo scorso 23 marzo. Si recupera il tempo perduto dopo gli accordi degli altri Paesi europei con Pechino

31 Marzo 2019 | di | Economia - Europa - in evidenza

La firma del Memorandum d’Intesa tra Italia e Cina è a tutti gli effetti un evento storico e non solo, a prescindere dai reciproci accordi di natura commerciale e industriale, questa iniziativa rappresenta una sostanziale svolta che il governo Conte vuole dare alla politica italiana in ambito europeo e internazionale.

Ormai è assodato che la compagine europea non abbia comuni strategie, a tal proposito il ministro Di Maio ha più volte sottolineato che questa iniziativa vuole semplicemente equiparare l’Italia ad altri Paesi europei che hanno in essere molti più scambi commerciali con Pechino. Eravamo rimasti indietro, soprattutto dopo l’ingresso della Cina nell’Organizzazione mondiale del commercio (W.T.O., dall’acronimo inglese World Trade Organization) avvenuto l’11 dicembre del 2001, che di fatto ha cambiato l’economia globale, un cambiamento che ci ha trovato impreparati e che ha sostanzialmente comportato  la perdita di un quarto della nostra produzione industriale rispetto al periodo precedente.

Con la Cina non si può competere, non solo per una questione di “grandezza” ma soprattutto di sistema economico, là dove per le aziende lo Stato è a tutti gli effetti un partner, il sostegno più forte specialmente nelle loro mire espansionistiche industriali e commerciali.

Il documento firmato a Roma il 23 marzo si articola in sei paragrafi.
In sintesi, nel primo paragrafo “Obiettivi e principi della collaborazione” sostanzialmente  viene sottoscritta l’intenzione di rafforzare i rapporti politici, i legami economici e gli scambi diretti tra i due popoli, lavorare per lo sviluppo e la prosperità comuni e condividere l’ impegno a realizzare le infrastrutture necessarie a tal proposito.

Nel secondo paragrafo “Ambiti della collaborazione” vengono appunto elencati i settori interessati :
1° Dialogo sulle politiche – Adoperarsi congiuntamente nell’ambito della Banca Asiatica d’Investimento per le Infrastrutture (AIIB).
2° Trasporti, logistica e infrastrutture – Condividere una visione comune circa la necessità di migliorare il sistema dei trasporti e facilitare lo sdoganamento delle merci, rafforzando la cooperazione per trovare soluzioni di trasporto sostenibile, sicuro e digitale.
3° Commercio e investimenti senza ostacoli –  L’impegno ad  accrescere investimenti e flussi di commercio in entrambe le direzioni, la collaborazione industriale bilaterale, la collaborazione nei mercati di Paesi terzi, attraverso l’individuazione di modalità utili a favorire una reale ed efficace collaborazione reciproca.

#ItaliaCina: #DiMaio, Italia primo Paese del #G7 nella #ViadellaSeta

Pubblicato da Eurocomunicazione su Sabato 23 marzo 2019

4° Collaborazione finanziaria – Rafforzare la comunicazione e il coordinamento in tema di politiche fiscali, finanziarie e di riforme strutturali, al fine di creare un ambiente favorevole alla cooperazione economica e finanziaria, anche attraverso l’istituzione del Dialogo Italia-Cina a livello finanziario tra il Ministero dell’Economia e delle Finanze della Repubblica Italiana e il Ministero delle Finanze della Repubblica Popolare Cinese.
5° Connettività people-to-people – Ampliare gli scambi interpersonali, sviluppare la rete di città gemellate, valorizzare il Forum Culturale Italia-Cina per la realizzazione dei progetti di gemellaggio tra siti italiani e cinesi registrati dall’UNESCO quali patrimoni dell’umanità.
Promuovere la collaborazione, tra le rispettive Amministrazioni, sui temi dell’istruzione, della cultura, della scienza, dell’innovazione, della salute, del turismo e della previdenza pubblica.
6° Cooperazione per lo Sviluppo verde – Sostenere l’obiettivo di sviluppare la connettività seguendo un approccio ecostenibile.

Nel terzo paragrafo “Modalità di collaborazione” vengono elencate varie modalità come scambi di visite e discussioni nel quadro dei meccanismi di scambio governativi e non governativi già esistenti. Promuovere l’attuazione dei progetti dell’iniziativa “Belt and Road”. Seguire principi di mercato, promuovere la collaborazione tra capitale pubblico e privato, incoraggere gli investimenti e il sostegno finanziario attraverso modelli diversificati.

Il quarto paragrafo  “Meccanismi di collaborazione” l’impegno per utilizzare a pieno i meccanismi bilaterali già esistenti al fine di sviluppare la collaborazione nell’ambito dell’iniziativa “Belt and Road”. Il Comitato Governativo Italia-Cina sarà utilizzato per monitorare progressi e seguiti.

Nel quinto paragrafo “Divergenze Interpretative” l’impegno a risolvere amichevolmente eventuali divergenze interpretative del Memorandum d’Intesa mediante consultazioni dirette.

          Il vicepremier Luigi Di Maio

Quindi il sesto paragrafo “Legge applicabile” dove viene precisato che il Memorandum d’Intesa non costituisce un accordo internazionale da cui possano derivare diritti e obblighi di diritto internazionale. Nessuna delle disposizioni del Memorandum deve essere interpretata e applicata come un obbligo giuridico o finanziario o impegno per le Parti. L’interpretazione del Memorandum d’Intesa deve essere in conformità con le legislazioni nazionali delle Parti nonché con il diritto internazionale applicabile e, per quanto riguarda la Parte italiana, con gli obblighi derivanti dalla appartenenza dell’Italia all’Unione europea.

Contestualmente sono stati firmati accordi commerciali per un valore di 2,5 miliardi di euro che a detta del ministro Di Maio potranno generare un indotto di 20 miliardi.

 

Riccardo Angelo Ronconi

Foto e video © Riccardo Angelo Ronconi, Eurocomunicazione

 

  • Condividi questo articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *