L’astronauta Luca Parmitano e la nuova missione nello spazio

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Il futuro è già cominciato con l’operazione Beyond (“oltre”). Sarà il terzo europeo e il primo italiano ad avere il ruolo di comandante della navicella

12 Maggio 2019 | di | Attualità - Hi-Tech - Scienza

Luca Parmitano, tenente colonnello dell’Aeronautica Militare, astronauta dell’ESA  – European Space Agency – ha presentato alla stampa, nel centro Esa di Frascati, la sua nuova missione che si chiama “Beyond” (oltre, in italiano) e la cui partenza è prevista per sabato 20 luglio dal cosmodromo di Baiconur in Kazakistan. Una data importante che coincide con il 50esimo anniversario – 20 luglio del 1969 – quando  il modulo americano Apollo 11 atterrò sulla luna.

Luca ha scelto il nome “Beyond” per indicare l’importanza del programma della stazione spaziale internazionale, nell’estendere la conoscenza dell’Universo e permettere di esplorare mondi ancora più lontani dal nostro pianeta. Parmitano resterà nella stazione spaziale per oltre 200 giorni dove assumerà, dopo il primo periodo, il ruolo di comandante della navicella, diventando così il terzo europeo e il primo italiano ad avere questo ruolo.

«Per me è un compito importante» – ha dichiarato l’astronauta – «c’è un solo modo di porsi di fronte a una missione, con molta umiltà, ho una struttura fisica e mentale per affrontare questi rischi e l’addestramento finale da parte americana specie nella disciplina, è essenziale in ogni missione». Presenti all’incontro il direttore generale dell’Esa Jan Woerner, il direttore Esrin e delle attività di Osservazione della Terra Josef Ascbacher, il direttore del Volo umano e robotico dell’Esa David Parker e il neopresidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) Giorgio Saccoccia.

Tra le passeggiate spaziali che Luca Parmitano dovrà affrontare ve ne è una che l’astronauta ha definito «operazioni ancora più complesse di quelle fatte in passato per riparare il telescopio spaziale Hubble» riferendosi ad un esperimento internazionale AMS (Alpha Magnetic Spectometer) che dal maggio 2011 è installato all’esterno della Stazione Spaziale orbitante ed è a caccia di antimateria e materia oscura nello spazio, al quale l’Italia contribuisce con Asi e l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.

In questa missione si dovrà sostituire la pompa di raffreddamento «una operazione molto delicata» – ha spiegato Parmitano – «che ha richiesto la costruzione di strumenti delicati, alcuni molto piccoli e difficili da gestire con i guanti». Luca si è addestrato per manipolarli in modo da evitare di disperdere frammenti creando detriti spaziali. Sono state anche costruite maniglie speciali per lavorare in sicurezza.

Riguardo i cambiamenti climatici, l’astronauta ha  rivelato che nel suo precedente volo orbitale «ho visto cambiare dallo spazio il nostro pianeta e questo ci spaventa, ho visto» – ha proseguito – «come si incrementano alluvioni e cicloni. Sono un padre e ho due figlie (una di tre anni e l’altra di 12 anni, ndr) e credo nel futuro: dobbiamo unirci per combattere questo nemico globale. È difficile prendere provvedimenti per chi ha la leadership, ma la responsabilità è di tutti».

«In questo momento il grande nemico è l’uomo ma l’uomo potrà essere la soluzione nel momento che cercherà di fermare e invertire questo corso». Luca Parmitano e i suoi compagni avranno nella stazione spaziale Cimon un robot che ha la forma di una  sfera semovente con fattezze simili a quelle un po’ umane, e  che ha accesso a un grande quantità di dati con base sulla Terra.

Con Cimon gli astronauti potranno interfacciarsi e chiedere supporto. Grazie a sofisticati sensori questa intelligenza artificiale è in grado di interpretare le espressioni degli astronauti e interagire con essi. Il robot può capire uno degli aspetti più difficili dell’uomo: le sue emozioni.

In questa missione Parmitano effettuerà oltre 60 esperimenti che riguardano ricerche  sul cervello, sull’ambiente, la padronanza sulla presa di oggetti in assenza di gravità e sul modo di afferrarli, l’incidenza delle radiazioni solari. Sono in preparazione future missioni di esplorazioni sulla Luna e su Marte utilizzando un piccolo rover, che si muoverà su ruote e sarà guidato da remoto o meglio da una stazione spaziale nel 2024.

 

Giancarlo Cocco

Foto © Giancarlo Cocco

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