L’attribuzione delle Agenzie europee giocate con due buste

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A proposito di EMA: secondo i Trattati la scelta delle sedi è sottoposta alla procedura di co-decisione, cioè Consiglio e Parlamento europeo

31 gennaio 2018 | di | Attualità - Europa - Politica

A seguito della Brexit, l’11 dicembre dello scorso anno, la sede per l’attribuzione dell’Agenzia per i farmaci comunitari, da spostare sul “Vecchio Continente”, è stata decisa a Bruxelles con un sorteggio che possiamo definire a testa o croce. La città di  Milano era la candidata primaria a ospitare l’EMA (European medicinal agency) l’Agenzia europea del farmaco in trasmigrazione da Londra che ora, invece, andrà ad Amsterdam.

Dopo il terzo scrutinio c’era stato il sorteggio, con due buste – e non con la monetina come si era in un primo momento annunciato – a definire quale città avesse l’onere e l’onore di ospitare l’EMA. Questa “procedura straordinaria” era stata proposta da Donald Tusk, presidente del Consiglio europeo, in accordo con Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione, successivamente criticata per la mancanza di base giuridica nei trattati, ma che dovrà essere formalizzata in proposte legislative.

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Fino all’ultimo Amsterdam e Milano avevano ricevuto gli stessi voti 13 a 13 con l’astensione fondamentale della Slovacchia. Milano era arrivata prima alla prima e seconda votazione, superando il secondo turno davanti ad Amsterdam e a Copenaghen, eliminata nell’occasione. Quindi la scelta finale, surreale, di inserire in due buste, il nome delle finaliste. L’Agenzia europea per il farmaco dovrebbe quindi traslocare nel Paese dei tulipani dove arriveranno 890 addetti, ben 4 mila esperti coinvolti e 300 milioni di euro di budget annuali per una delle Agenzie più grandi e rilevanti dell’Unione europea, ma non è detta l’ultima parola perché, notizia di ieri, il Parlamento europeo ha chiesto un sopralluogo nei Paesi Bassi.

Lo ha riferito Giovanni La Via, relatore per la Commissione ambiente del Parlamento europeo, facendo una richiesta formale all’ambasciatore olandese. In realtà – ha aggiunto La Via – «al Parlamento europeo è scaduto il termine per la presentazione degli emendamenti in commissione e ne sono stati presentati 50, alcuni riguardano la sostituzione di Amsterdam con Milano, altri riguardano città francesi, ma potrebbero esserci anche proposte di altri Paesi». Ci sono emendamenti che richiedono una garanzia nella scelta della sede in particolare che venga garantita l’operatività dell’Ema e Milano avrebbe al momento tutte le carte in regola.

C’è da dire che l’EMA è il punto di riferimento di un mercato continentale che genera un giro di affari di 200 miliardi di euro l’anno e 800 mila posti di lavoro, ma anche un  indotto di un miliardo e mezzo l’anno grazie a oltre 40 mila camere di albergo prenotate dall’Agenzia del farmaco europeo. Non ha perso solo Milano ma tutta  l’Italia, in quanto  la Lombardia è la prima regione farmaceutica in Europa per numero di addetti, oltre 45 mila e 400 milioni di euro di investimenti in ricerca e sviluppo. Numerose sono le Agenzie dislocate in 24 dei 28 Paesi dell’Unione europea e ci costano 1,2 miliardi di euro l’anno. A fare la parte del leone nel computo delle agenzie è il Benelux, triangolo fondatore dell’Unione incardinato nell’asse franco-tedesco: Belgio Paesi Bassi e Lussemburgo.

A Bruxelles, che già ospita Parlamento, Consiglio e Commissione, ce ne sono 9, il Lussemburgo ospita l’Agenzia esecutiva Ue per i Consumatori, salute, agricoltura e cibo, la Banca europea di investimenti e la Corte di Giustizia europea. Nei Paesi Bassi ci sono all’Aja gli uffici di Europol ed Eurojust per la collaborazione tra forze di polizia e giudiziaria. L’ Italia ne conta tre e mezzo: la Sicurezza alimentare  a Parma, quella per la Formazione a Torino e il Centro per la meteorologia che si sposterà dal Regno Unito a Bologna, infine a Varese c’è l’Ispra l’Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale.

 

Giancarlo Cocco

Foto © EMA

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