Osce, all’unanimità presidenza 2018 all’Italia

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I 57 Paesi membri dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa lo hanno conferito al Belpaese, che è già rappresentato dal segretario generale

30 Luglio 2016 | di | Attualità - Europa - Eventi - in evidenza

Nel 2018 l’Osce sarà ancora di più a direzione italiana. Oltre al lavoro del segretario generale Lamberto Zannier, infatti, con una decisione unanime i 57 Paesi membri dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa hanno scelto l’Italia per la presidenza. «Si tratta di una decisione che rappresenta pienamente il riconoscimento dell’impegno e della volontà del nostro Paese di contribuire fattivamente alla pace e alla stabilità in Europa», è stato il commento del ministro degli Esteri italiano Paolo Gentiloni.

In effetti, in un momento in cui attraverso i confini meridionali del Vecchio Continente passano le sfide più impegnative degli ultimi decenni, a partire ovviamente dai numerosi e incontrollabili flussi migratori determinati dalle crisi e guerre delle altre sponde del Mediterraneo. E soprattutto quando la fragilità all’interno dell’Europa si manifestano con più evidenza.

257031L’impegno italiano partirà dal 1 gennaio del prossimo anno, quando il Belpaese entrerà a far parte della cosiddetta Troika Osce che coprirà il triennio 2017-2019, un arco di tempo in cui si lavorerà in stretto contatto con le presidenze 2016 (Germania), 2017 (Austria) e appunto 2018 (Italia). Le prime proposte che disegnano l’impronta che Roma darà alla sua presidenza sono state già divulgate dal ministro Gentiloni: «La ricerca di una soluzione alla crisi ucraina e ai cosiddetti “conflitti congelati” nell’area Osce (Nagorno-Karabakh, Georgia e Transnistria), la crisi dei migranti e dei rifugiati e il rafforzamento del Partenariato con i Paesi della sponda Sud del Mediterraneo saranno al centro dell’agenda per la nostra presidenza».

Come riporta l’agenzia Ansa, l’Osce rappresenta un foro privilegiato di cooperazione e di dialogo a favore della pace, della sicurezza e della stabilità nell’area che vada Vancouver a Vladivostok“, ispirandosi al concetto di sicurezza onnicomprensiva contenuto nell’Atto finale di Helsinki del 1975, e che ne rende oggi il ruolo cruciale e che implica la necessità di una costante attenzione a tutte le “dimensioni” e gli obiettivi in campo politico-militare, economico-ambientale e nella dimensione umana.

256701Proprio un anno fa, il 1 agosto 2015, l’Organizzazione ha compiuto 40 anni. Nata come Csce (Conferenza per la cooperazione e la Sicurezza in Europa) con la firma, appunto, degli Accordi di Helsinki nel 1975, nella sede storica di negoziati a Vienna fra l’Occidente e l’ex impero sovietico, diventata poi Osce nel 1995, è la più grande piattaforma per la sicurezza regionale nel mondo. Fra i suoi compiti, la tutela della pace e della ricostruzione dopo i conflitti e il disarmo. Sono i suoi osservatori a monitorare regolarmente il corretto svolgimento delle elezioni nei Paesi membri ed è fra gli obiettivi dell’Osce garantire la parità di genere, la tutela dei media e la libertà di stampa, il rispetto delle minoranze e dei diritti umani.

 

Giovanni De Negri

Foto © OSCE

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