Protocollo d’intesa tra il Mattm e Sapienza per sostenibilità ambientale

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Formare la classe dirigente del futuro al concreto impegno e progettualità per uno sviluppo ecosostenibile nel pieno rispetto delle biodiversità

1 Agosto 2019 | di | Ambiente - Giovani - Scienza
Sergio Costa ed Eugenio Gaudio

Stipulato un protocollo d’intesa tra il ministero dell’Ambiente, della tutela del territorio e del mare (Mattm) con l’Università Sapienza di Roma, per la sensibilizzazione sull’ecologia, per la promozione di tematiche e iniziative  protese allo sviluppo sostenibile e al benessere equo e sostenibile.
Il ministro Sergio Costa e il rettore Eugenio Gaudio hanno firmato questo significativo accordo nella Sala del Senato, presso il Palazzo del Rettorato nella città universitaria. Erano presenti Lorenzo Fioramonti, viceministro presso il ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca; il direttore generale Simonetta Ranalli e il prorettore alle Politiche energetiche Livio de Santoli per la Sapienza; il capo di gabinetto Pier Luigi Petrillo e il segretario generale Silvana Riccio per il ministero dell’Ambiente; la senatrice Patty L’Abbate, capogruppo M5S della commissione Territorio Ambiente e Beni Ambientali del Senato della Repubblica.

Questo protocollo di cinque anni comprende per gli studenti corsi di alta formazione su temi della sostenibilità, la promozione di una cultura per la salvaguardia della biodiversità, la conoscenza dell’ecosistema nonché la massima riduzione dell’impatto ambientale nelle stesse Università.

La riduzione della plastica monouso (in anticipo rispetto alle direttive europee) vuole essere, tra gli obiettivi dell’accordo, un impegno concreto e immediato tra i comportamenti virtuosi all’interno della comunità universitaria, come adottare una la mobilità sostenibile, il cibo sostenibile nelle mense universitarie, l’uso consapevole dell’acqua, il riciclo e il riuso compatibile con l’ambiente. Di primaria importanza  l’impegno congiunto per attuare sistemi di raccolta dei rifiuti sempre più efficaci, per la riqualificazione  ed efficientamento energetico dei vari impianti universitari.

Una giornata importante – ha commentato il ministro dell’Ambiente Sergio Costa – che si inserisce nell’ambito di un percorso di collaborazione già ampiamente avviato tra ministero e università, che ha visto la Sapienza cogliere appieno la sfida dell’eliminazione dell’utilizzo della plastica monouso, e il ministero aprirsi a offrire il proprio contributo sui temi legati alla sostenibilità ambientale: dall’efficienza energetica ai criteri ambientali minimi, alla mobilità sostenibile, alla responsabilità sociale legata agli eventi culturali».

«L’accordo che abbiamo siglato oggi con il ministero dell’Ambiente – ha affermato il rettore Eugenio Gaudio – si inserisce nel quadro delle iniziative che la Sapienza ha attivato per rafforzare il ruolo dell’università nel processo di salvaguardia ambientale e di sostenibilità. L’Ateneo è impegnato a coordinare azioni in un quadro unitario anche sul fronte energetico, con un piano imponente di conversione alle energie rinnovabili, sul tema dei rifiuti e sul piano didattico, con il progetto di un corso che declini il concetto di sostenibilità in tutte le tematiche proprie delle nostre undici Facoltà».

«È bello vedere come un’università prestigiosa come la Sapienza ha investito e creduto in questo progetto, sugellando, tramite il protocollo di intesa firmato ieri alla presenza del ministro dell’Ambiente Sergio Costa, il forte legame tra l’Ateneo e la tutela della nostra casa comune». Ha commentato la senatrice Patty L’Abbate, PhD Economista ecologico. «Un gesto concreto e importante per la salvaguardia del nostro ecosistema che mi auguro possa stimolare molti altri centri di ricerca, non solo a replicare l’iniziativa presentata ieri, ma anche e soprattutto a cambiare la forma mentis, avendo il coraggio di mettere in pratica un salto di paradigma richiesto con forza dal nostro tempo. Mi riferisco alla necessità di ripensare, oggi, al concetto stesso di “sostenibilità”, non solo in chiave ambientale, ma bensì a 360 gradi, intesa questa come anche economica,sociale e culturale. L’approccio tenuto dal mondo dell’istruzione e delle università, sin ora, è stato quello di dividere i saperi, effettuare un’analisi delle parti, mentre è necessario studiare le interazioni fra le parti, fra i sistemi, la rete quindi che interconnette ogni parte. La visione lineare, deve lasciare il posto all’approccio sistemico. È necessario che, chi si occupa di istruzione si faccia promotore, mettendosi in gioco per evitare che si continui ad avere una visione “a blocchi” e ad agire per “compartimenti stagni”: ogni dipartimento, ogni facoltà, ogni singolo ufficio. È giunto il momento di fare un salto in avanti, formare coscienze biosferiche  per supportare il viraggio dal capitalismo in declino ad un modello economico circolare ecologico, collaborativo e inclusivo».

Tra i fautori di questo protocollo, hanno dato un sostanziale contrubuto: Roberto Monaldi – ex portavove del M5S di Roma; Lorenzo Pastore– dottore in ingegneria energetica;  Livio De Santoli – prorettore alle Politiche energetiche.

La Sapienza è già impegnata per il raggiungimento di alcuni di questi obiettivi, aderendo tra l’altro alla campagna #StopSingleUsePlastic e avendo attivato sei gruppi di lavoro nell’ambito delle attività della Rete delle Università per lo Sviluppo sostenibile – Rus.

In occasione del tradizionale appuntamento di orientamento Porte aperte alla Sapienza sono state recentemente distribuite le nuove borracce, per consentire agli studenti e al personale di rifornirsi gratuitamente dell’acqua potabile disponibile nel campus, con un sistema recentemente potenziato di fontanelle pubbliche.

 

Riccardo Angelo Ronconi

Foto e video © Riccardo Angelo Ronconi

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