Sangalli all’assemblea di Confcommercio 2018: ”Italia vulnerabile e coraggiosa”

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Di Maio: «La ricetta per fare decollare le imprese che creano lavoro, sviluppo e nuove tecnologie è di lasciarle in pace»

8 giugno 2018 | di | Economia

Si è svolta a Roma presso l’Auditorium di via della Conciliazione la consueta assemblea annuale di Confcommercio Imprese per l’Italia. Il presidente Carlo Sangalli nella sua relazione ha messo in evidenza come il voto del 4 marzo «ha rappresentato uno spartiacque all’insegna del cambiamento» e come «il ceto medio ha rappresentato un silenzioso punto di riferimento economico e sociale» confermando anche:  «…l’Europa, politica prima ancora che economica, sia l’interlocutore e il protagonista () non dobbiamo essere europei ed europeisti solo perché costretti a competere nel mercato globale () il fine vero dell’Europa è lo stare insieme tra Paesi diversi in uno spazio di libero scambio di beni e servizi, capitali, idee e tra persone».

Sangalli ha ricordato come la Banca d’Italia abbia detto che l’alto livello del debito pubblico «rende l’economia italiana vulnerabile a forti tensioni dei mercati finanziari con previsioni di ribasso delle prospettive di crescita» ma ha anche avvertito che è l’eccesso di pressione fiscale e di burocrazia a «strozzare la ripresa ogni volta che sta per riprendere fiato». Auspica quindi una crescita concreta e duratura per «ricucire le crescenti distanze tra il Mezzogiorno e il resto del Paese». Ha ricordato al ministro Luigi Di Maio presente, che il Belpaese è cresciuto dal 1995 solamente del 6,3% rispetto al 38% del resto d’Europa «siamo all’ultimo posto in graduatoria»e ha chiesto ai rappresentanti del neo-Governo il blocco dell’aumento dell’Iva che se attuato, farebbe ricadere sulla testa di ogni cittadino 200 euro «…una beffa che sarebbe la fine certa delle già modeste prospettive di ripresa».

Rivolgendosi ai ministri in sala ha ricordato che vi sono imprenditori coraggiosi che «non mollano nonostante un difficile accesso al credito» e ai tanti che operano in zone difficili dove la criminalità e l’illegalità spadroneggiano. Il mondo di Confcommercio ha creato negli ultimi 3 anni 740 mila occupati e 50 mila solo nel commercio al dettaglio. Ha parlato di lavoro dignitoso e salario giusto ma anche di una vera politica di sicurezza sul lavoro basata sulla prevenzione e che «non è possibile che le tasse portino via il 62% delle entrate di un’impresa» con il “tridente d’attacco, costituito da IMU-TASI-TARI”, che potrebbero essere sostituite da una local-tax unica semplice e certa nonché dalla deducibilità dell’IMU sugli immobili strumentali. È necessario – afferma il presidente Sangalli –investire nelle autostrade del mare, accendere l’Italia investendo nella innovazione diffusa, ma anche in infrastrutture per ridare ricchezza ai porti italiani «sulle infrastrutture il ruolo dell’Europa è decisivo a partire dallo scomputo degli investimenti essenziali dal computo del deficit».

Ha preso la parola poi il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio il quale ha rassicurato tutti che «l’Iva non aumenterà e le clausole di salvaguardia saranno disinnescate» un fragoroso applauso dei centinaia di imprenditori presenti, ha accolto queste parole e ha proseguito «aboliremo lo spesometro ed il redditometro e inseriremo l’inversione dell’onere della prova. Perché siete tutti onesti ed è lo Stato che deve provare il contrario» e ha aggiunto: «se vogliamo bene all’Italia, se vogliamo portare avanti progetti economici, dobbiamo contrattare con l’Europa le condizioni che l’Italia non può più sostenere, dicendo anche dei no».

 

Giancarlo Cocco

Foto © Giancarlo Cocco

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