Solo silenzio all’ipotesi di negoziato segreto Roma-Bruxelles

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Trattativa avanzata dal quotidiano La Repubblica: flessibilità sui conti italiani in cambio delle riforme

17 Agosto 2014 | di | Attualità - Economia - Europa - Politica

Solo congetture, lo stato delle finanze pubbliche del Belpaese sarà analizzato in autunno insieme a quello di altri Paesi membri. Questo l’unico commento che il portavoce del commissario Ue per gli Affari economici ha inoltrato dopo l’articolo apparso su Repubblica, ripreso da quasi tutte le agenzie. Quella che sembrava l’accordo perfetto per spingere ulteriormente l’Italia sulla via delle riforme, avvalorato anche dall’incontro segreto tra Renzi e Draghi di pochi giorni fa, in cambio di maggiore flessibilità e riduzione di alcuni parametri del Fiscal Compact si sta rivelando un bluff.

La Commissione rimanda invece al prossimo autunno, quando sarà effettuata «la valutazione delle Leggi di stabilità per il 2015, che tutti gli Stati dell’Eurozona devono sottoporre a metà ottobre», dichiarazione di Simon O’Connor, portavoce di Jyrki Katainen, riportata dall’Ansa. Al contrario di quanto scritto da Repubblica nell’articolo di Claudio Tito di oggi, per il quale da qualche settimana sarebbe in corso una trattativa per aumentare la flessibilità nell’applicazione dei parametri europei, che varrebbe per l’Italia (un “risparmio” di oltre 4 miliardi sulla prossima manovra) e per tutti i Paesi che non riescono a raggiungere l’obiettivo di pareggio di bilancio.

Per il quotidiano, «l’emergenza ormai sta investendo quasi tutta l’Europa – compresa la locomotiva tedesca – e anche quella che il premier italiano Renzi chiama la “tecnostruttura” dell’Ue inizia a rendersi conto che la linea del rigore assoluto non è più percorribile. E che, anzi, bisogna prendere in esame anche soluzioni che non costringano i partner più in difficoltà – tra cui l’Italia – a operazioni draconiane e soprattutto procicliche con il rischio di danneggiare ulteriormente il tentativo di superare la fase di stagnazione, in particolare quella dei consumi».

Aphrotiti Papadopoulos

Foto © European Community, 2014

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