Sviluppo sostenibile, Agenda 2030 e Legge di bilancio 2019 alla Camera

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Il portavoce dell’ASviS, Enrico Giovannini porta all’esame delle forze politiche i risultati di uno studio unico nel suo genere sullo stato dell’arte in Italia

28 Febbraio 2019 | di | Attualità - Eventi - Politica

In un clima di dialogo tra tutte le forze politiche, il giorno 27 Febbraio a Roma presso l’aula dei gruppi parlamentari della Camera dei Deputati si è svolto l’evento “La politica italiana e l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. A che punto siamo?“, organizzato dall’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile. Il dibattito ha visto una grande partecipazione politica, con la presenza del presidente del consiglio Giuseppe Conte, il presidente della Camera dei deputati Roberto Fico, del presidente e del portavoce dell’ASviS rispettivamente Pierluigi Stefanini ed Enrico Giovannini.

Saluti istituzionali e stato dell’arte

Il dibattito viene aperto dai saluti istituzionali di Roberto Fico, che evidenzia come le analisi dell’ASviS, (che riunisce oltre 220 tra i più importanti soggetti dell’economia e della società italiana) siano essenziali per indirizzare l’attività del parlamento e del Governo su queste questioni. Inoltre ribadisce che la realizzazione dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile, aiuta nel comprendere l’inadeguatezza dell’attuale modello di sviluppo sul piano economico-sociale oltre che ambientale. Il presidente della Camera si dichiara confortato del fatto che sulla base del sondaggio ASviS, i giovani risultano i cittadini più consapevoli su queste tematiche, i quali pur non essendo pienamente informati al riguardo, sono i più propensi a modificare i propri stili di vita. Per Fico il simbolo di questa consapevolezza è l’aumento globale di manifestazioni giovanili che chiedono risposte coraggiose e serie nella lotta ai cambiamenti climatici ai governi nazionali e sovranazionali. Sul piano politico evidenzia come in Italia malgrado gli strumenti avanzati, che possono fornire alle istituzioni elementi per attuare l’Agenda 2030, il Paese si trova in ritardo nel conseguimento di molti obiettivi non solo quelli del 2030 ma anche del 2020. Egli conclude che i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile sono una sfida che l’Italia e L’Unione europea devono saper affrontare, inoltre l’Agenda 2030 rimane una cornice strategica nella quale le istituzioni nazionali e sovranazionali possono e devono governare.

Per la conclusione dei saluti interviene Pierluigi Stefanini. Egli ringrazia tutti i partecipanti e ribadisce come l’occasione può aiutare il Paese, a fare lo sforzo necessario per colmare il divario che ci separa da un sentiero di sostenibilità. Il presidente sottolinea, come il Paese si trova un doppio divario, di come da una parte ci sono intenzioni concrete e condivisibili, ma dall’altra manca la capacità di intervento reale. Inoltre al tempo stesso, mentre c’è una diffusa capacità d’iniziativa da parte di tanti soggetti della società civile, delle imprese, dei sindacati, purtroppo mancano le risposte dalla politica. Per Stefanini dobbiamo portare alla sintesi questa situazione cambiando approccio, infatti non c’è solo un problema di riforme, ma anche culturale. Su alcuni punti chiave come il lavoro, le infrastrutture e le aree urbane rimane ancora tutto fermo. Sul lavoro evidenzia che non è stata ancora ascoltata con la proposta di realizzare un patto per l’occupazione giovanile attraverso una gestione evoluta della transizione tra scuola e lavoro. Sulle infrastrutture un enorme interesse dovrebbe destare il tema di manutenzione delle strade per la sicurezza stradale, considerando il primato negativo in Europa di morti sulle strade. Mentre per le città bisogna promuovere una strategia nazionale per realizzare l’agenda urbana su temi come la mobilità urbana, il consumo di suolo, il verde urbano e la qualità dell’aria. In conclusione, l’ambizione dell’ASviS è quella di lavorare per il futuro del Paese e dare uno stimolo per le istituzioni.

Lo sviluppo sostenibile e la legge di bilancio 2019 

Secondo il portavoce dell’ASviS, Enrico Giovannini «La Legge di Bilancio avrebbe potuto fare molto di più per portare l’Italia su un percorso in linea con l’Agenda 2030 anche perché il ritardo accumulato dal nostro Paese è molto ampio». «Con questo documento» – continua Giovannini – «si dimostra che un nuovo modo di disegnare e valutare le politiche è possibile».

Il sondaggio realizzato dalla Fondazione Unipolis a Gennaio del 2019 mostra come gran parte degli italiani si dichiara favorevole alle politiche per lo sviluppo sostenibile. Inoltre è a favore di politiche per lo sviluppo sostenibile il 91,6% dei giovani tra i 15 e i 24 anni (contro il 75,3% degli ultrasessantacinquenni), così il 90,5% di chi possiede un elevato titolo di studio (contro il 66,3% di chi ha una bassa istruzione).

l’ASviS ha anche pubblicato l’aggiornamento degli indicatori compositi relativi alla situazione dell’Italia in relazione ai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile.

In sintesi, emerge che, tra il 2016 e il 2017, l’Italia mostra segni di miglioramento in dieci aree: povertà, salute, uguaglianza di genere, condizione economica e occupazionale, innovazione, disuguaglianze, condizioni delle città, modelli sostenibili di produzione e di consumo, qualità della governance, pace, giustizia e istituzioni solide, cooperazione internazionale.

La condizione appare invariata per due aree, educazione e lotta al cambiamento, mentre per la Flora e fauna acquatica non è stato possibile stimare il dato relativo al 2017 a causa della mancanza di dati aggiornati.

Per quattro aree, invece, la situazione peggiora:

  • Obiettivo 2 (Sconfiggere la fame) – Dopo un marcato miglioramento nel periodo 2012-2016, nel 2017 l’indicatore composito evidenzia un leggero calo, causato dalla diminuzione dell’indice di buona alimentazione.
  • Obiettivo 6 (Acqua pulita e servizi igienico-sanitari) – Si conferma il trend negativo del composito registrato dal 2014 in poi, causato principalmente dall’aumento della quota di famiglie che lamentano irregolarità nell’erogazione di acqua.
  • Obiettivo 7 (Energia pulita e accessibile) – Dopo l’aumento del 2016, nel 2017 l’indicatore composito arretra nuovamente, assestandosi sui livelli registrati nel 2010. Tale andamento risente positivamente del lieve aumento dei consumi di energia da fonti rinnovabili e negativamente della diminuzione della quota di famiglie soddisfatte per la continuità del servizio elettrico.
  • Obiettivo 15 (Flora e fauna terrestre) – Si conferma, anche per il 2017, il continuo e drastico peggioramento causato dall’andamento negativo del consumo suolo.

 

 

La posizione del Governo

Sulle conclusioni dell’analisi, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ribadisce i passi avanti fatti dal governo finora, tuttavia riconosce che molto deve essere ancora fatto. Egli si dichiara soddisfatto dell’introduzione fin dal Def (Documento di economia e finanza) del 2017, del indicatore Bes (Benessere equo e sostenibile) fattore importate perché le variabili macroeconomiche da sole non risultavano sufficienti per dare una visione del Paese e della società. Inoltre sulla tutela della qualità alla vita, egli sottolinea i risultati degli otto mesi di governo, in particolare la legge anticorruzione problema endemico che distorce il sistema paese e peggiora la qualità dei servizi pubblici. Conte sottolinea anche il ruolo delle numerose iniziative varate in materia di rischio idrogeologico, economia circolare, efficienza del sistema idrico e fonti rinnovabili. Infine annuncia la partenza presso la presidenza del Consiglio della struttura di coordinamento delle politiche ministeriali in materia di sviluppo sostenibile e assicura anche il suo massimo impegno a coordinare una strategia nazionale del Cipe verso obiettivi di sviluppo sostenibile.

 

James Sekitoleko

Foto e Video © James Sekitoleko

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