Turismo (tar)tassato

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La tassa di soggiorno fa ancora discutere l’Europa. La Francia dice no all’aumento dell’imposta, una bocciatura che fa da monito all’Italia

22 Luglio 2014 | di | Economia - Europa - Viaggi

Una tassa poco amata dai turisti di tutta Europa. É l’imposta di soggiorno che negli ultimi tempi sta diventando sempre più spesso oggetto di proposte correttive e di attacchi più o meno diretti. É di qualche giorno fa la notizia della bocciatura del tentato aumento dell’importo in Francia. L’attuale va da 0,20 a 1,5 euro, sulla base delle diverse decisioni delle singole amministrazioni comunali.

 

Nell’ambito di una manovra correttiva di bilancio, all’Assemblea Nazionale era stato proposto e in prima battuta approvato, un aumento della tassa di soggiorno ad un massimo di 8 Euro. Il Ministro degli Esteri, Laurent Fabius, che ha competenza sul turismo, si è detto decisamente contrario definendo la cosa totalmente contraria alla promozione turistica che rappresenta una priorità per l’equilibrio dei conti esteri della Francia. Di conseguenza l’Assemblea ha respinto la proposta.

 
In Italia, secondo i dati dell’ultimo Rapporto sull’Imposta di Soggiorno di Federalberghi, a fine giugno i Comuni che hanno applicato l’imposta di soggiorno sono 651 (rispetto ai 510 dello scorso anno). Per quanto riguarda gli introiti previsti dall’imposta per il 2014 ammonteranno a 354 milioni di euro (rispetto ai 268 milioni del 2013) e l’importo oscilla da un minimo di 0,20 ad un massimo di 5 euro.
«Ci auguriamo che la scelta francese – ha sottolineato il Presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca- costituisca un esempio per l’Italia, rammentando al Paese l’importanza economica del settore e, nel contempo, un monito per il Comune di Roma, inducendolo a recedere dalla assurda proposta di portare la tassa fino ad un massimo di 7 Euro a notte a persona».

 
La Taxe de séjour, l’imposta comunale istituita con l’obiettivo di ricavare fondi per finanziare la promozione turistica, a Parigi va da 0,42 a 1,50 euro a notte per persona. Esiste anche in Germania, dove ha debuttato a Berlino il 1° gennaio 2013, con un contributo fisso del 5% sul valore del soggiorno. Stesso importo per la tassa ad Amsterdam e in altre città dell’Olanda.

Luisa Mosello

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