Unione europea d’accordo con Amazon e strutture affini

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La legge impone semplicemente la presenza di un mezzo di comunicazione (qualsiasi esso sia) col consumatore che sia efficace e diretto. Ergo, ci si accontenti della chat

11 Luglio 2019 | di | Attualità - Hi-Tech

Fondata nel 1994 con lo scopo della vendita online di libri, Amazon si è imposta nel tempo diventando la più grande internet company al mondo, specializzandosi nella vendita di qualsiasi genere di prodotto, rivoluzionando il modo di fare acquisti.

Di recente Amazon è stata citata in giudizio dalla Germania dal Bundesverband der Verbraucherzentralen und Verbraucherverbände (l’Unione federale delle centrali e delle associazioni dei consumatori)in quanto, nella fattispecie il sito tedesco della società www.amazon.de sembrerebbe non rispettare l’obbligo di legge che consiste nel fornire ai consumatori una adeguata metodologia di comunicazione con essa, sottolineando l’assenza di un numero di fax o di telefono.

Il problema principale è che per l’Unione federale il servizio messo a disposizione da Amazon non soddisfaceva i requisiti di informazione e che il consumatore prima di riuscire a mettersi in contatto con l’operatore, doveva completare diversi passaggi.

Sistema macchinoso e contro la legge tedesca la quale stabilisce che “prima di concludere un contratto a distanza o un negoziato fuori dei locali commerciali, è obbligo del professionista fornire in ogni caso un numero di telefono”.

Il Bundesgerichtshof (Corte federale di giustizia) si è rivolta alla Corte di giustizia dell’UE per verificare se la direttiva 2011/83/UE  dei consumatori vada in contrasto con la legge nazionale e se una società così importante come Amazon possa continuare a utilizzare strumenti di comunicazione col consumatore come sistemi di messaggistica o richiamata telefonica. Senza la necessità di fornire un numero di telefono, fax o se debba istituire una casella di posta elettronica per tali esigenze.

La Corte in risposta, con l’odierna sentenza ha stabilito che la direttiva non pone obbligo al professionista di avere un numero di telefono o di fax o la creazione di un indirizzo di posta, ma di comunicarli esclusivamente nel caso in cui esso disponga di tali mezzi di comunicazione e afferma che la legge impone semplicemente la presenza di un mezzo di comunicazione (qualsiasi esso sia) col consumatore che sia efficace e diretto. L’importante è quindi che soddisfi i requisiti richiesti e necessari, non si esprime contro l’utilizzo di altri strumenti di comunicazione.

La direttiva mira alla tutela del consumatore assicurando l’ informazione e la  sicurezza nelle transazioni con i professionisti e la rapidità e l’efficacia con cui il consumatore può mettersi in contatto col professionista, fa parte della tutela del consumatore e del diritto di recesso.

La CortescagionaAmazon evidenziando che il fatto di dover effettuare vari passaggi prima di visualizzare il numero di telefono non implica l’informazione al consumatore venga fornita in modo poco chiaro o meno e conclude affermando che spetta ai giudici nazionali il compito di valutare se i mezzi di comunicazione forniti rispondano efficacemente alle esigenze dei consumatori e se siano di facile comprensione o meno.

 

Gianfranco Cannarozzo

Foto © Pixabay, Wikipedia

 

 

 

 

 

 

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