Vuol vedere Danzica d’oro? L’ambra, vera ricchezza del mondo antico

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Il capoluogo della Pomerania, da sempre fulcro di commerci e città multiculturale, appare in costante crescita fra le destinazioni turistiche europee

17 Giugno 2019 | di | Cultura - Viaggi

C’è un filo sottile che lega la Praga d’oro cantata da Bohumil Hrabal alla Danzica d’oro, agglomerato urbano dalla storia tormentata ma anche fulcro di non trascurabili fermenti letterari. Non a caso lo scrittore polacco Pawel Marek Huelle, nativo della città sul Baltico, costruisce il proprio romanzo Mercedes-Benz come una lettera indirizzata proprio al collega ceco, noto oppositore del regime comunista. Una scelta certo non casuale che mira evocare i fantasmi della censura nella Cecoslovacchia sovietica, meditando nel contempo sulle vicende affini del proprio Paese e sulle lotte di Solidarność. Gli echi della storia si inseguono nelle ardite prospettive di queste due città dal passato denso e ricco di suggestioni.

Ma non è il tema politico che ci interessa in questa sede. Qual è il vero oro di Danzica? La risposta è semplice: l’ambra. Materia indecifrabile, consegnata a noi dagli abissi del tempo, a volte scrigno di inaudite sorprese fossili, questa resina conserva una luminosità sfuggente e misteriosa. Prima che le pietre preziose affluissero dall’oriente, era l’ambra del Baltico la vera ricchezza del mondo antico. I romani ne erano attratti in maniera irresistibile, tanto che il folle imperatore Nerone ne volle grandi quantità per ornare di magnificenza la sua Domus aurea. Mercanti temerari la portavano dalle terre del Nord fino al Mediterraneo, dove si incarnava in preziosi monili e nelle opere d’arte più svariate.

L’ambra come camera del tempo, argine alla decomposizione, frammento di immortalità. Trovarvi racchiuso un insetto vissuto milioni di anni fa ne accresce il valore, ne amplifica le suggestioni. Immaginiamo quell’essere minuscolo annaspare nella resina fino a esserne ricoperto, subire i rovelli di un’esistenza sotterranea, pensiamo alle ere glaciali, ai traumi che quella materia ha sofferto prima di giungere fino a noi, appena scalfita dal tempo.

Compito dello scrittore Roberto Polce tessere i fili di questa trama dorata, guidare lo spettatore nei segreti più reconditi custoditi dal capoluogo della Pomerania. Una meta non ancora frequentata come la già citata Praga, ma in enorme progresso come destinazione turistica.  Un evento promozionale tenutosi a palazzo Blumenstihl, all’interno del Festival corso Polonia 2019, organizzato dall’Ente nazionale polacco per il turismo insieme all’Istituto polacco di Roma e all’Ente del turismo di Danzica.

Un percorso che inizia dalla famigerata Porta d’Oro, passaggio obbligato per chi voglia addentrarsi nei meandri del tessuto urbano, e prosegue verso la fontana del Nettuno, legata alla nascita di una bevanda dal nome evocativo, la Goldwasser; liquore con autentici fiocchi d’oro, secondo la leggenda creato dallo stesso Dio del mare, apprezzato enormemente dallo zar di tutte le russie, prodotto ancora oggi seguendo una ricetta antichissima. Per restare nel tema ricordiamo la peculiare birra di Danzica, dal gusto davvero unico. Uno dei birrai della città fu addirittura Johannes Hevelius, precursore della moderna astronomia e autore della topografia lunare.

La serata è stata impreziosita da una dimostrazione pratica sulla lavorazione dell’ambra. Dorota Ceneka da sempre coltiva un rapporto privilegiato con questa preziosa resina, modellandola nelle forme più disparate. L’ambra, grazie alla sua elasticità, offre illimitate possibilità di design per l’artista creativo e fantasioso.

Fulcro del commercio sul Baltico durante la sua epoca gloriosa, tradizionalmente votata alla coesistenza multiculturale, Danzica sorge ora a nuovo splendore. Grande l’offerta culturale, enormi i fermenti in ogni settore, dalla musica alle arti in genere. Per dimostrare tale dinamismo, la serata si è conclusa con un concerto di percussioni del Trio Per Ka, una compagine che alla maestria tecnica unisce un’innata simpatia, capacità gestuali e di coinvolgimento emotivo non indifferenti. Particolarmente accattivante il programma, in grado di spaziare in ambiti diversissimi, dall’Argentina di Piazzolla alla Germania di von Moisy.

Uno spunto per visitare la Polonia, e in particolare questa città di capitale importanza nella storia europea, sono anche i due anniversari che cadono quest’anno: il primo settembre del 1939 i nazisti invadevano il Paese, mentre il 4 giugno del 1989 si tenevano le prime elezioni libere, rese possibili dalle lotte del sindacato Solidarnośćche vide la luce proprio a Danzica nel 1980.

 

Riccardo Cenci

 

Per info sulla Polonia: www.polonia.travel/it

Info su Danzica: www.visitgdansk.com

Ultime due foto all’interno del pezzo © Riccardo Cenci

Immagine a fianco www.gdansk.pl

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