Con “Flora” a Roma si torna ad assaporare la “Dolce vita”

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Inaugurato il nuovo ristorante del Rome Marriott Grand Hotel, in via Veneto. Alta cucina e ambiente cosmopolita per restituire alla storica via l’appeal internazionale di un tempo

13 ottobre 2017 | di | Costume - Enogastronomia

Sono trascorse decine di anni da quando Via veneto era fulcro palpitante della vita mondana e culturale del nostro Paese. Una via magica, che la sera si animava accogliendo non soltanto le grandi star di Hollywood, ma anche politici, artisti e letterati che spesso si riunivano per confrontarsi e discutere in qualche celebre caffè. Via Veneto ha scritto le pagine di un periodo importante della nostra storia, in cui Roma godeva di un fascino unico che contagiava chiunque avesse il privilegio di visitarla, o anche solo immaginarla attraverso le pagine dei giornali.
Una città che incantava, e che riusciva ad attrarre per la cultura, l’arte e la storia che si respira ad ogni passo, ma anche per quel profumo di esclusività mondana che permeava alcune vie. Via Veneto in primis.
Fa male, oggi, vedere le saracinesche del celebra Café de Paris abbassate. Pensare che di lì sono passati Alberto Moravia, Tommaso Landolfi, Ennio Flaiano, Mario Pannunzio, solo per citarne alcuni.

Eppure quella Dolce vita ancora si respira, passeggiando per Via Veneto, ed esistono ancora imprenditori illuminati che hanno voglia di scommettere su una delle vie storiche della Capitale.
In questo contesto si colloca la nuova apertura di ”Flora”, il nuovo ristorante del Rome Marriott Grand Hotel Flora. Un luogo raffinato all’interno di uno dei grandi alberghi di Roma, un edificio in stile liberty, nato nei primi del ‘900, appartenente alla “Salvatore Naldi Group” e dal 2001 sotto il prestigioso brand Marriott. In queste stanze dormirono personaggi quali Richard Nixon, Paul Getty, Christian Barnard, Joan Crawford, Cassius Clay e, naturalmente, Federico Fellini.

Un luogo con una storia importante, dunque, che da oggi inizia una nuova avventura grazie all’apertura del ristorante “Flora”. L’idea è quella di far rivivere ai propri ospiti l’atmosfera raffinata e allo stesso tempo glamour dei salotti romani di una volta. L’ambiente è ricercato ma non barocco, contemporaneo e cosmopolita. Per la sua realizzazione, sono stati coinvolti grandi professionisti come Maurizio Cortese, CEO della Cortese Way; mentre la ristrutturazione è stata affidata all’architetto Stefano Mantovani, con il contributo del light designer, Filippo Cannata.

La brigata di cucina è composta da giovani preparati e appassionati, guidati da Raffaele de Mase, napoletano trapiantato a Roma, con alle spalle importanti esperienze al fianco di Heinz Beck, Salvatore Bianco, Ludovico D’Urso e Michelino Gioia. In sala, Antonella Cardella.

Quella di de Mase è una proposta che fonda le sue radici nella nostra terra, e sfrutta magistralmente le nostre materie prime, seguendone la stagionalità. Pochi, semplici ingredienti accostati con sapienza, con un occhio molto attento alle consistenze e alle temperature. Piatti che stupiscono anche per l’eleganza e i giochi cromatici,

Lo staff di sala e cucina di Flora

nonché per l’impatto olfattivo, molto intrigante.

Ai dessert il giovanissimo Baptiste Foronda, talento della pasticceria d’Oltralpe che al Flora ricopre il ruolo di Pastry Chef. Notevole anche la carta dei vini curata da Antonella Cardella, con proposte che spaziano dalle etichette del territorio a referenze internazionali (soprattutto da Francia e Germania). I vini sono stati selezionati con estrema cura, rifuggendo la tentazione di proposte “ruffiane” di facile appeal soprattutto sugli stranieri. Piacevole anche il bar nel dehors, dove sarà possibile scegliere uno dei cocktail della ricca carta (con due “signature” made in Flora) e usufruire di un’offerta food più smart ma sempre estremamente curata e invitante.

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