In Europa in 10 anni +70% di uccelli selvatici a rischio di estinzione

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Rapporto Lipu, in Italia si possono cacciare ancora cinque specie minacciate, in uno stato di conservazione sfavorevole e minacciate a livello globale

19 maggio 2017 | di | Attualità - Europa - Eventi - in evidenza

«Un balzo in avanti del 70% in soli 10 anni»: con questo dato allarmante l’associazione Onlus Lipu avverte come gli uccelli selvatici ad alto rischio di estinzione passano in Europa dalle 40 specie del periodo 1990-2000 alle 68 del periodo 2000-2010. Si tratta dell’informazione più rilevante – e preoccupante – della nuova edizione di “Birds in Europe 3“: un rapporto redatto dalla ong animalista Birdlife International (dopo quelle del 1994 e del 2004) e presentato oggi all’Assemblea nazionale di Lipu-BirdLife Italia, che si tiene a Parma fino al 21 maggio presso il Palazzo del Governatore, in Piazza Garibaldi 19.

Nibbio reale

“Birds in Europe 3” ha preso in considerazione 541 specie di uccelli selvatici in 50 Paesi europei, con il contribuito di migliaia di ornitologi e appassionati in tutta Europa. Fra le specie “Spec 1” (in uno stato di conservazione sfavorevole e minacciate a livello globale), in Italia ci sono la berta minore (nella foto di apertura, ndr), specie pelagica la cui popolazione mondiale nidificante risiede per il 65% proprio nel Belpaese, e il nibbio reale, rapace diurno concentrato nei paesaggi agricoli e steppici del sud Italia.

Ci sono poi cinque specie ancora cacciabili, nonostante siano “Spec 1”: coturnice, moriglione, pavoncella, tortora selvatica e tordo sassello. La Lipu ha scritto di recente a Ispra, Regioni e Ministero dell’Ambiente chiedendo di escludere subito queste specie dalla lista delle cacciabili. In Italia sono 16 le specieSpec 1“, 21 leSpec 2” (specie in stato di conservazione sfavorevole e concentrate in Europa), tra cui la passera d’Italia, e 47Spec 3” (specie in stato di conservazione sfavorevole, ma non concentrate in Europa), tra cui pernice sarda, lanario, grillaio, fratino e fraticello, airone rosso e nitticora.

Per le specie svernanti, l’Italia ha una responsabilità su moretta tabaccata, moriglione e folaga. Note positive per gru, cicogna bianca e nera, spatola, re di quaglie e pollo sultano, che escono dalla categoria “Spec” grazie ad efficaci azioni di conservazione europee, compresi i progetti della Lipu, come la reintroduzione del pollo sultano in Sicilia. A livello europeo “Birds in Europe 3” mette in evidenza la grande sofferenza di gazza marina, edredone, moretta codona, pispola, beccaccia di mare, zigolo boschereccio.

All’aumento delle specie in declino contribuisce, oltre a fattori quali la distruzione dell’habitat, anche il cambiamento climatico, che tende a far anticipare l’arrivo degli uccelli migratori e ritardare la presenza di insetti-preda, causando un grave danno agli uccelli che non trovano cibo nei territori di destinazione.

«Serve un salto di qualità nella conservazione della natura e della biodiversità» – afferma Fulvio Mamone Capria, presidente Lipu-BirdLife Italia – «La Commissione europea ha stabilito che è giunto il momento di applicare pienamente le direttive Uccelli e Habitat. L’Italia, ultimamente un po’ distratta, faccia la sua parte».

 

Lena Huber

Foto © Lipu (in apertura: Berta minore – Foto Michele Mendi)

 

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