L’area del Monte Athos: terra di mito e di sogno

  • Condividi questo articolo

Il mare magnifico, la variegata offerta gastronomica e le attrattive culturali fanno della penisola Calcidica una destinazione ideale

14 giugno 2017 | di | Cultura - Viaggi

«In nessun luogo è possibile passare con tanta serenità dalla realtà al sogno», scrive Nikos Kazantzakis nel suo leggendario romanzo Zorba il greco a proposito del proprio Paese.  Un’affermazione che sentiamo di condividere in pieno, solcando i paesaggi bagnati di luce della penisola Calcidica.

Il Monte Athos

Nel chiarore del primo mattino la magnifica sagoma del Monte Athos risplende di una luce azzurrognola, quasi fosse un miraggio inattingibile. Dalla nave gli innumerevoli monasteri che ne punteggiano il territorio appaiono astratti e misteriosi. Le variegate architetture, quelle tipicamente russe del monastero di San Panteleimon o quelle impervie di Simonos Petras, individuano le coordinate di un territorio totalmente fuori dal tempo. Solo agli uomini abbastanza pazienti da procurarsi uno speciale permesso è concesso calpestarne il sacro suolo, mentre le donne devono accontentarsi di osservarli da lontano, appunto dalle murate del traghetto che giornalmente parte dal molo della cittadina di Ouranoupolis. Un divieto che ha un sapore medioevale, ma che contribuisce ad acuire il fascino del luogo. Trascorrere poche ore in uno dei monasteri, o addirittura alcuni giorni condividendo l’esistenza romita dei suoi abitanti, è un’esperienza unica. Quello che colpisce è il silenzio assoluto che avvolge questi luoghi. Attraversando ad esempio la porta del monastero del Dochiario si entra in un mondo altro, del tutto avulso dalla quotidianità alla quale siamo abituati. La visione è di quelle che non si dimenticano facilmente. I balconi di legno, gli innumerevoli camini che sormontano i tetti in scisto, la torre che sovrasta il complesso, delineano il profilo di un’architettura fiabesca. Con un gesto spontaneo, come spinto da un irrefrenabile impulso, nascondo la reflex nello zaino, per non turbare l’ineffabile pace del posto. Magnifici affreschi ornano le volte e le pareti, sparute figure ne attraversano gli spazi come apparizioni. Un monaco vestito di stracci, la barba lunga e lo sguardo ieratico come un personaggio dell’Andrej Rubliov di Tarkovskij, mi compare di fronte, per sparire velocemente nel proprio alloggio. La fuga dalla modernità e dalle costrizioni della vita contemporanea non è mai stata così chiara ai miei occhi. Un luogo intessuto di luce e ombra, intriso di inspiegabile e misteriosa sostanza spirituale. Pochi pellegrini russi accompagnati da un prete si inoltrano in una cappella buia, al cui interno è custodita un’icona dai poteri taumaturgici. Gli uomini si segnano tre volte secondo l’uso ortodosso e la baciano, per poi sparire nei corridoi labirintici del monastero. Dopo aver addentrato lo sguardo in queste prospettive infinite, il ritorno alla realtà appare traumatico. Vedo le cose in maniera diversa, e forse solo fra molti anni giungerò a capire pienamente il significato di questa peculiare esperienza.

Il cammino di Aristotele

Nel 2016 l’archeologo Kostas Sismanidis annunciò di aver scoperto la tomba di Aristotele nella sua città natale. Una notizia che, pur supportata da indizi ritenuti importanti, non sarebbe ancora confermata. Comunque stiano le cose, il sito archeologico di Stagira conserva un’attrattiva indiscutibile. Costeggiando il percorso murario che si getta a capofitto nel mare, si percepisce tutto  il fascino del mondo antico. Il sito è poco frequentato, per cui si riesce ad apprezzarlo senza essere disturbati dalle orde di turisti che affliggono il tempo moderno. Perimetri di case, tracce di arcaici santuari e scheletri murari convivono con una natura magnifica. Un luogo dove non è arduo immaginare che un uomo solo possa aver elaborato uno dei sistemi di pensiero più vasti e complessi dell’antichità. Metafisica, etica, retorica, logica, politica, psicologia, biologia e molto altro ancora, praticamente ogni materia dello scibile, trova posto nell’animo di Aristotele. La nostra cultura viene da qui, dal silenzio di questi luoghi nei quali hanno dimorato gli Dei. A poca distanza un parco dedicato al grande filosofo sfoggia le sue invenzioni. Il visitatore può imparare divertendosi, sperimentando in prima persona le acquisizioni del suo pensiero.

Festival Kouzina: gastronomia dell’Asia Minore

La penisola Calcidica è terra di contaminazioni, ricchissima di cultura. Il deflagrare del primo conflitto mondiale coincise con un’ondata di persecuzioni nei confronti degli armeni, degli assiri e dei greci del Ponto. Equilibri che sembravano consolidati vennero distrutti per sempre. Massacri, deportazioni e fughe di massa caratterizzarono questo tormentato periodo storico. Di conseguenza molti greci si rifugiarono proprio nella Calcidica. Ancora oggi possiamo seguirne le tracce. Numerosi abitanti del luogo vengono dall’Asia minore, e mantengono ben presenti le proprie origini. Influssi asiatici sono facilmente riscontrabili nella cucina, particolarmente accattivante nelle proprie creative mescolanze. Un mare particolarmente pescoso e materie di prima qualità contribuiscono a creare un autentico trionfo del gusto (un’esperienza interessante per il turista è la visita ad uno dei numerosi allevamenti di cozze presenti nella zona, come quello di Olympiada). Il Festival Kouzina, in programma dalla metà di maggio alla metà di giugno e giunto quest’anno alla sua settima edizione, vuole porre l’attenzione su quello che è un vero e proprio valore aggiunto della penisola Calcidica. Sorprendenti scoperte gastronomiche attendono il visitatore curioso, dalle ricette più arcaiche a quelle in uso presso i monaci che popolano il Monte Athos, a base di verdure e di pesce. Numerosi festival e sagre locali contribuiscono ad immergere il turista nelle atmosfere folcloriche più autentiche.

Il mare

«Felice l’uomo che prima di morire ha la fortuna di veleggiare sul mare Egeo», scrive ancora Kazantzakis nell’opera sopra citata. E infatti il mare che bagna la penisola Calcidica e l’area del monte Athos è fra i più belli dell’intera Grecia. Meno affollato rispetto ad altri luoghi del Paese ellenico, e questo è certo un valore aggiunto, offre spiagge magnifiche bagnate da acque di cristallino nitore. Di fronte alla costa la piccola isola di Ammouliani, raggiungibile in pochi minuti di motoscafo, costituisce un interessante diversivo per il turista in cerca di luoghi isolati, di cibo genuino e di paesaggi spettacolari. Dalle sue coste si ammira il monte Athos, distante e commovente come una promessa. Un piccolo museo del folclore ripercorre la storia dell’isola e dei suoi abitanti, scampati alle persecuzioni negli anni venti del Novecento e approdati dalle terre tormentate dell’Asia minore in questo angolo di paradiso.

Testo e foto di Riccardo Cenci

***

Suggerimenti per un soggiorno nell’area del Monte Athos

Info: www.mountathosarea.org

Dove alloggiare:

Ayia Marina Suites – tutto il comfort di un hotel di lusso in questa piccola struttura di Ouranoupolis

www.ayiamarinasuites.com/en/

Skites – hotel-bungalows a conduzione familiare – frequentato da artisti

www.skites.gr

Hotel Liotopi – deliziosa struttura a conduzione familiare

www.hotel-liotopi.gr

Hotel Germany

www.hotel-germany.gr

sull’isola di Ammouliani

Hotel Sunrise 

www.sunrise-ammouliani.gr

***

Per i palati più esigenti

Alexandros Palace – hotel & suites a 5 stelle

www.alexandroshotel-halkidiki.com

Eagles Palace Resort – Eagles Villas – Hotel di lusso a 5 stelle

www.torhotelgroup.gr / www.eaglespalace.gr

***

Servizi noleggio barche e motoscafi

www.luxurysportcruise.com

Servizi vari

www.greektravelservices.gr

 

 

 

 

 

  • Condividi questo articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *