L’Ue guarda al futuro e riparte dal Digital Day

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Trattati Roma: 40 ministri europei lanciano trasporto automatico e supercalcolo. Gli interventi di Calenda, Fedeli, Gozi e del presidente del Comitato delle Regioni

23 marzo 2017 | di | Europa - Eventi - Hi-Tech - in evidenza

Quaranta ministri europei, trecento fra funzionari comunitari, esperti e aziende interessate, hanno partecipato ieri a Roma al Digital Day, evento connesso ai Sessant’anni dell’Unione europea e rivolto al futuro tecnologico dell’Ue. Sette Paesi, tra cui l’Italia – il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda – hanno firmato due lettere di intenti sull’implementazione di un sistema di computer ad alto potenziale utilizzabile in tutta l’Unione e sulla cooperazione, mentre tutti gli attuali Ventotto Paesi dell’Ue, più Norvegia e Svizzera, hanno firmato un accordo comune per lo sviluppo della mobilità automatizzata e connessa, cioé per lo sviluppo del trasporto senza pilota.

Carlo Calenda

Il Digital Day, che si è tenuto a Palazzo Doria Pamphilj, era diviso in quattro sessioni dedicate rispettivamente alla tecnologia dei supercomputer, al trasporto automatizzato, sull’industria 4.0 (ossia sull’industria digitalizzata e automatizzata) e infine sull’impatto che l’automatizzazione avrà sul mondo del lavoro. L’iniziativa era connessa ai festeggiamenti per i 60 anni dei Trattati di Roma. Grazie ai quali, l’Unione europea ritrova le sue radici e, allo stesso tempo, si proietta in avanti.

In un vicino futuro, infatti l’Europa sarà unita da un mercato unico digitale, avrà una rete d’infrasrutture che consentirà di spostare persone e merci su mezzi senza guidatore, potrà usufruire di capacità di calcolo migliaia di volte superiore grazie a una rete di supercomputer europei in supporto di tutti i settori, dalla medicina alla progettazione, e avrà infine una produzione industriale di punta digitalizzata e automatizzata. Organizzato dalla Commissione europea, dal governo italiano con l’egida della presidenza di turno maltese dell’Ue, il Digital Day 17 ha, come suddetto, visto la presenza di 40 ministri europei (per l’Italia i titolari allo Sviluppo economico, Carlo Calenda, Lavoro, Giuliano Poletti, e Pubblica Istruzione, Valeria Fedeli), due commissari europei (al Bilancio e Risorse Umane, Guenther Oettinger, e il vicepresidente Andrus Ansip, commissario per il Mercato unico digitale) e oltre 300 fra imprenditori, specialisti, operatori, politici e amministratori da tutta Europa.

Gunther Oettinger

L’evento ha prodotto due lettere d’intenti: la prima firmata da sette Paesi, fra cui l’Italia, sullo sviluppo di una rete disupercalcolo” (High Performance Computing, Hpc) per connettere e coordinare i 21supercomputerche già operano in Europa (il maggiore dei quali è quello del consorzio interuniversitario italiano Cineca di Casalecchio sul Reno, Bologna, al quale sono connessi 70 atenei italiani). Il secondo accordo ha impegnato tutti i 28 membri Ue a iniziare a lavorare alla mobilità automatizzata e connessa, cioé al trasporto senza pilota, che richiederà la connessione dei mezzi di trasporto l’uno con l’altro e con un’infrastruttura digitale su tecnologia 5G.

«Nel mondo ogni anno un milione di persone muore in incidenti stradali (oltre 40.000 solo in Europa) che nel 90% dei casi sono provocati da errore umano», ha sottolineato il capo di Dg Connect, il direttorato generale europeo per le reti di comunicazione e le tecnologie, Roberto Viola. Cifre drammatiche che la guida connessa e automatizzata potrebbe in futuro abbattere. Viola ha anche ricordato che il 50% degli ammalati di cancro oggi ancora muore: con l’ausilio del supercalcolo (Hpc), ha spiegato, si potranno compiere enormi progressi in medicina, come la personalizzazione delle cure e dei medicinali, possibile solo quando ci saranno banche dati statistiche enormi, correlate anche al genoma individuale.

Valeria Fedeli

I ministri europei riuniti a Roma hanno anche affrontato per la prima volta una discussione per creare una futura piattaforma comune per la produzione automatizzata e digitalizzata, la cosiddetta Industria 4.0, sulla quale si preventiva un impegno finanziario europeo di 50 miliardi di euro, fra fondi europei, governativi, regionali e privati. L’intera digitalizzazione dell’economia vale circa 110 miliardi di euro, ma ha anche un costo sociale, che è stato affrontato nella quarta sessione, in cui l’Europa si impegna a futuri programmi di aggiornamento e abilitazione al digitale, orientati in particolare ai giovani.

«Da un po’ di tempo abbiamo cominciato ad affrontare il problema», ha assicurato il ministro Poletti. In Italia 90 mila giovani sono iscritti al programma “Crescere in digitale“, che prevede corsi online per la formazione di competenze digitali finalizzate all’ingresso nelle piccole e piccolissime imprese. L’Europa, da parte sua, ha già avviato il programma “digital opportunity”, una sorta diErasmus digitale“, che consentirà ai giovani di fare esperienze all’estero in imprese del settore delle telecomunicazioni o informatica.

Andrus Ansip

L’avvento della tecnologia digitale come della automatizzazione dei trasporti e l’Industria 4.0 avranno inevitabili ricadute sull’occupazione in Europa e anche in Italia, e «noi ci stiamo preparando perché come tutti i cambiamenti anche questo preoccupa ma siamo in grado di superarlo» ha commentato il ministro allo Sviluppo Economico, Carlo Calenda, intervenendo al Digital Day, insieme alla collega della Pubblica Istruzione, Valeria Fedeli, su occupazione e formazione per le future professioni digitali. «L’Italia – ha dichiarato Fedeli – ritiene strategici l’espansione, l’evoluzione e l’integrazione delle infrastrutture di calcolo Hpc (High Performance Computing, ndr)”, che diverranno fondamentali per istituti di ricerca italiani come Cineca, Garr, Infn e il Cnr.

Per il sottosegretario al ministero delle Politiche comunitarie Sandro Gozi «la rivoluzione digitale è uno dei punti di forza della nuova Europa che vogliamo lanciare da Roma (…) Ho avuto l’onore di rappresentare l’Italia nel negoziato sulla portabilità digitale, cioé sull’eliminazione delle assurde barriere nazionali ai contenuti digitali», ha dichiarato Gozi, a proposito dell’accordo sull’ultimo tassello dell’abolizione del roaming in Europa, che diventerà effettivo dal 15 giugno.

Markku Markkula

Anche le regioni e le città in Europa «devono allargare la loro prospettiva e la loro forma mentis» e usufruire non solo della tecnologia digitale, che verrà in loro aiuto, ma anche le novità imprenditoriali, come ad esempio Uber, che finora godono di attenzione limitata, ma che si possono implementare su scala maggiore»: è quanto ha dichiarato all’Agenzia Ansa il presidente del Comitato delle Regioni Ue, il finlandese Markkus Markkula, a margine dei lavori per il Digital Day.

Secondo Markkula, molto del futuro oggi viene dal basso, come ad esempio dal “Terzo Settore”, dalle università, dalle imprese, che collaborano fra loro. Questo avrà un impatto sul tipo di governo di cui avremo bisogno. I governi nazionali e le regioni devono aprirsi alla condivisione di dati, attraverso la digitalizzazione, e aprirsi all’innovazione.

 

Nicola Del Vecchio

Foto © European Union

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