Parigi: il terrorismo irrompe nelle elezioni francesi

  • Condividi questo articolo

L’attentato agli Champs Elysées, costato la vita a un poliziotto e il ferimento grave di altri due, potrebbe condizionare l’esito delle presidenziali

21 aprile 2017 | di | Politica

Se le notizie diffuse dai media francesi verranno confermate una domanda sorge spontanea, ovverosia come sia possibile che un uomo, già condannato nel 2003 per aver aperto il fuoco contro alcuni poliziotti che lo inseguivano mentre era a bordo di un’auto rubata, protagonista di episodi di violenza anche durante il periodo di detenzione, arrestato lo scorso febbraio per minacce nei confronti delle forze dell’ordine e poi rilasciato, segnalato come potenziale terrorista, potesse girare indisturbato per le vie di Parigi armato di un kalashnikov. Una leggerezza che è costata la morte di un agente e il ferimento grave di altri due poliziotti, destinata a generare il consueta strascico di polemiche riguardo l’inefficienza dell’intelligence francese. Una donna di nazionalità tedesca la quale vive in Francia, coinvolta nell’attacco, ha riportato invece ferite più lievi.

Parigi precipita di nuovo nell’incubo. L’Isis rivendica l’attentato, confermando la pista del terrorismo di matrice islamica. Dopo l’arresto di due presunti estremisti a Marsiglia, la capitale francese torna al centro del mirino jihadista. Il luogo scelto per l’azione, quegli Champs Elysées quotidianamente percorsi da folle di turisti, è uno dei simboli più noti della ville lumière. Scenari di guerra hanno subito interessato la zona, con l’evacuazione dei passanti, la chiusura dei negozi e di tutte le fermate del metrò.

Pur in assenza di dichiarazioni ufficiali riguardo l’identità dell’attentatore ucciso, un atteggiamento dettato dalla prudenza riguardo eventi ancora non del tutto chiari, sembra che si chiamasse Karim e che fosse nato nella periferia Est della capitale francese. Un soggetto pericoloso già schedato, noto per il suo odio nei confronti della polizia. Tre i membri della sua famiglia fermati stamani per accertamenti.

Un uomo belga segnalato alle autorità di Bruxelles, sospettato di aver partecipato all’assalto, si è presentato spontaneamente al commissariato di Anversa, in quanto non avrebbe alcun legame con i fatti di Parigi. La notizia di un complice in fuga, diffusa subito dopo l’attentato, non è dunque al momento confermata.

Un ennesimo evento terroristico che deve farci riflettere riguardo la fragilità delle nostre democrazie. Già gli analisti parlano di un evento che dovrebbe favorire Marine Le Pen, leader del Front national e candidata alle imminenti elezioni, la quale ha già dichiarato l’intenzione di reintegrare immediatamente le frontiere francesi sospendendo il trattato di Schengen (senza pensare che i terroristi, sovente, sono di nascita francese), procedendo nel contempo alla chiusura delle moschee e all’espulsione di tutti gli individui segnalati dalle forze dell’ordine. La candidata dell’estrema destra ha inoltre cancellato in via prudenziale tutti gli spostamenti in programma per la campagna elettorale.

Non è facile capire se i fatti di Parigi avranno ripercussioni concrete e decisive sul voto. Certo è che i populismi, veleno per le nostre democrazie, traggono vantaggio da un clima di incertezza e di costante paura.

Riccardo Cenci

***

Foto in evidenza © European Union , 2017   /  Source: EC – Audiovisual Service   /   Photo: Etienne Ansotte

Foto Marine Le Pen WikiCommons

  • Condividi questo articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *