Il Cantiere d’Arte di Montepulciano luogo di cultura e solidarietà

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In opposizione alla brutalità che sconvolge l’Europa e il mondo moderno un trittico di danza sul tema del contrasto fra natura e tecnologia

27 luglio 2016 | di | Cultura - Musica

Seguire il Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano significa fare un’appagante esperienza umana, oltre che estetica. Vedere al mattino gruppi di giovani che percorrono le strade del paese sventolando vessilli di tutto il mondo, accanto agli sbandieratori locali, significa opporre alla brutalità che percorre la realtà attuale i valori fondanti della cultura e della solidarietà. E’ questa la maniera migliore per portare avanti l’utopia ideata da Hans Werner Henze, creatore del festival, per mantenere intatto lo spirito di una manifestazione dove gli artisti si impegnano gratuitamente, per il semplice piacere di diffondere cultura, dove i tecnici e i musicisti mangiano l’uno accanto all’altro, senza barriere o pregiudizi di sorta.

IreneTrancossi_Danza_Prima_0022Il tema del contrasto fra natura e tecnologia scelto quest’anno ha trovato una declinazione particolare nel trittico di danza a cura di Azzurra di Meco, con coreografie originali commissionate dal festival, andato in scena in Piazza Grande. Partiamo dall’ultimo pezzo in programma. Le ballet mécanique di Georges Antheil ci rimanda alle atmosfere avanguardiste del primo novecento, al cinema cubista di Fernand Léger al quale era destinata la partitura. La musica, con i suoi ritmi ossessivi, è certo debitrice nei confronti della Sacre di Stravinskij. I ballerini dell’Accademia di danza di Roma interpretano con grande precisione tecnica la bella coreografia ideata da Francesca  Mommo.  

IreneTrancossi_Danza_Prima_0007Il balletto L’usignolo dell’imperatore dimostra il ruolo centrale che questo genere ebbe nella produzione di Henze. Le suggestioni favolistiche, derivate dal racconto di Hans Christian Andersen, prendono vita in una partitura che è quasi un concerto solistico per flauto. Apprezzabile per l’impegno profuso la prova dei danzatori dell’École de ballet, tutti giovanissimi e quindi con ampi margini di miglioramento. Ottima in entrambi i casi l’esecuzione musicale dal vivo affidata al RNCM Ensemble diretto da Alessandro Ferrari.

L’ultimo balletto del quale parliamo, in realtà il primo in programma, era invece eseguito su musiche registrate, dal celebre Adagietto di Mahler a Vivaldi e altri ancora. Una nuova produzione della Compagnia Francesca Selva dal titolo Terra Blu, basata sul dissidio fra natura e realtà contemporanea. Un’operazione di indubbio interesse su un soggetto originale di Marcello Valassina. Il tema viene dipanato in maniera suggestiva, anche se una maggiore concisione avrebbe giovato all’efficacia complessiva dello spettacolo.

Alla fine caloroso successo di pubblico per tutti.

Oksana Tumanova

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Le foto del servizio sono di Irene Trancossi

 

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