Ebola, Stylianides: «La comunità internazionale ha sottostimato i rischi»

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Il coordinatore Ue per la lotta al virus ribadisce la necessità di un’azione congiunta con Federica Mogherini «per sensibilizzare la politica nei Paesi e nella Regione»

«Devono essere mobilitati 40.000 esperti». È questo l’appello che Christos Stylianides, da poco designato coordinatore dell’Unione europea per la lotta all’Ebola, ha lanciato durante la sua prima conferenza stampa. Appello che racchiude in sé tutta l’urgenza e la drammaticità della situazione: «i risultati dell’epidemia sono francamente spaventosi – ha dichiarato Stylianides – Si contano più di diecimila casi e cinquemila morti, 443 operatori sanitari infettati dalla malattia, di cui 244 sono morti».

Le cifre del virus ebola si fanno sempre più preoccupanti e rendono necessario un intervento immediato e massiccio anche da parte dell’Unione europea. Il coordinatore dell’Ue ha inoltre evidenziato come la comunità internazionale abbia «sottostimato» i rischi legati all’Ebola, sottolineando che il virus ora «rischia di estendersi ben oltre l’Africa Occidentale».

Stylianides ha poi annunciato che a metà novembre si recherà proprio nei Paesi dell’Africa occidentale maggiormente colpiti dal virus, Liberia, Sierra Leone e Guinea, così da «valutare meglio le esigenze e le lacune nei nostri sforzi». Per quanto riguarda gli esperti che dovranno recarsi nelle regioni colpite dal virus, il coordinatore Ue ha ribadito che dovranno ottenere «garanzia che saranno evacuati in caso di necessità». Le operazioni di evacuazione saranno organizzate in stretta collaborazione con i diversi Stato membri.

Sarà fondamentale, ha spiegato Stylianides, anche la collaborazione con l’Alto rappresentante per la politica estera, Federica Mogherini, con la quale, ha dichiarato «faremo in modo che ci sia un’azione congiunta per sensibilizzare la politica nei Paesi e nella Regione».

Intanto in Italia, nella base militare di Vicenza, sono stati messi in quarantena 11 soldati americani provenienti dalla Liberia, dove erano in missione. I militari, come previsto dal protocollo di sicurezza internazionale, rimarranno in isolamento per 21 giorni. Altri 100 militari sono attesi nel nostro Paese nei prossimi giorni: sono americani di ritorno dalla missione voluta dal Barack Obama in Liberia, per aiutare la regione ad affrontare l’emergenza Ebola.

In Australia, invece, il ministro Scott Morrison ha annunciato di voler ricorrere a misure drastiche, procedendo alla chiusura delle frontiere. L’Australia, ha dichiarato in un intervento in Parlamento «sospenderà provvisoriamente il programma d’immigrazione e il programma umanitario nei Paesi colpiti dal virus Ebola». Inoltre non saranno più rilasciati visti agli immigrati che provengono dall’Africa occidentale.

 

Valentina Ferraro
Foto © European Community, 2014

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