L’insostituibile apporto dei nonni alle nuove generazioni. Le ultime frasi pronunciate da Papa Francesco in occasione dell’ottavo incontro mondiale delle famiglie
Filadelfia è stata l’ultima tappa toccata da Papa Francesco nel suo faticoso soggiorno in America. Bergoglio ha voluto incontrare al Boulevard Franklin Parkway le migliaia di persone che si erano lì riunite per l’ottavo incontro mondiale delle famiglie evento nato da una felice intuizione di Giovanni Paolo II 20 anni fa. Molti hanno atteso il Santo Padre sin dalla notte precedente e hanno dormito nell’isola pedonale che ha un perimetro di oltre dieci km e un raggio di quattro. Rivolgendosi alle migliaia di famiglie provenienti da tutto il mondo Bergoglio ha lasciato da parte il discorso preparato e ha raccontato dell’incontro con un bambino che un giorno gli aveva fatto questa domanda: «Padre che cosa faceva Dio prima di creare il mondo?».
«Rimasi interdetto – ha risposto Papa Francesco – poi gli dissi: prima di creare il mondo Dio amava, perché Dio è amore e non poteva essere egoista e doveva andare oltre se stesso per avere qualcuno da amare fuori di sé». «Lì» – ha proseguito il Papa – «Dio creò il mondo questa meraviglia che stiamo distruggendo». Continuando: «Dio ha creato l’uomo e gli ha donato il mondo e tutto l’amore di questa creazione, l’ha donata ad una famiglia. La carta di cittadinanza alle famiglie gliela ha data Dio».
Proseguendo nel suo intervento ha dichiarato: «nelle famiglie ci sono difficoltà, spesso discutiamo, a volte volano piatti (sic!), i bambini provocano il mal di testa, e non voglio parlare delle suocere…In ogni famiglia ci sono croci ma dopo la croce c’è la resurrezione…Ci sono difficoltà nelle famiglie ma con l’amore si supera tutto».
Fulcro dell’ intervento di Papa Francesco è stato quando ha parlato del fatto che «bisogna avere una speciale attenzione per i bambini e i nonni». I primi sono il futuro della famiglia, i secondi la memoria. «Ci hanno dato la fede, ce l’hanno trasmessa. Curare i nonni e i bambini è dimostrazione di amore, la più promettente per la famiglia, perché garantisce il futuro. Un popolo che non sa prendersi cura dei bambini e dei nonni è un popolo senza futuro perché non ha la forza e la memoria».
La famiglia è bella – ha continuato a sottolineare Bergoglio – ma crea problemi. Ci sono mariti che lottano con la moglie, figli che guardano male i genitori «ma io vi invito a concludere la giornata facendo la pace». «Difendiamo la famiglia» – ha concluso il Papa – «perché qui si gioca il nostro futuro».
Domani, venerdì 2 ottobre si celebrerà la festa dei nonni, istituita nel 2005 per ricordare a tutti l’importanza del loro ruolo svolto all’interno della famiglia.
L’anziano di oggi ha una sua vitalità,un suo programma di vita, una sua funzione nella famiglia e nella società ed è un punto di riferimento non solo economico; è espressione di saggezza e di esperienza, fa volontariato, cura e coltiva relazioni amicali, è depositario di memoria e competenze e Bergoglio nel giorno in cui la Chiesa ha ricordato i Santi Gioacchino e Anna genitori della Vergine Maria e quindi nonni di Gesù, ha voluto ringraziare «tutti i nonni per la loro preziosa presenza nelle famiglie e per il contributo che essi danno alle nuove generazioni».
Giancarlo Cocco
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