Nel Regno Unito il numero più alto di vittime in Europa. Macron: «spostamenti internazionali limitati in estate»

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Coronavirus, numero vittime UK rivisto a oltre 32mila. In Belgio superati gli ottomila, ma è primo se si considera il rapporto con gli abitanti. Nel resto del mondo la pandemia continua

Il Regno Unito ha registrato oltre 32.000 vittime da Covid-19, il bilancio peggiore e più drammatico fra tutti i Paesi europei. Lo rivelano le nuove cifre pubblicate oggi dall’ufficio di statistica nazionale secondo cui in Inghilterra e in Galles i decessi da coronavirus sono stati 29.649 alla data del 2 maggio. Se a questo parziale si somma il numero delle vittime registrare in Scozia e Irlanda del Nord, il totale sale a oltre 32mila unità, per la precisione a 32.313. Le cifre dell’ufficio di statistica (Office for National Statistics) tengono conto di tutti i casi in cui il certificato di morte indica il covid fra le cause del decesso. Sempre secondo l’istituto il coronavirus ha provocato gravi perdite nelle case di cura, come è avvenuto in Italia. Il numero totale degli anziani deceduti in queste strutture è stato infatti di 5.890 nella settimana terminata il 24 aprile, l’ultima per la quale questo dato è disponibile.

Altro fronte dalla Francia. Mentre il quotidiano Le Monde mette in prima pagina “l’Italia rivive, l’Europa impaziente” con la foto di clienti dell’edicola di piazza Santa Maria in Trastevere, a Roma, il tema del giorno è un altro. «Non abbiamo vinto la battaglia. L’abbiamo rallentata. Si apre una nuova fase ora, e se siamo tutti responsabili, ci arriveremo» – così Emmanuel Macron ha risposto ad una domanda sulla possibilità di riaprire l’accesso alle spiagge questa estate – «limiteremo gli spostamenti internazionali durante le vacanze estive. Cercheremo di restare in Europa, o forse in una zona più ristretta. Lo sapremo a inizio giugno. È troppo presto per dirlo oggi» ha aggiunto il presidente della Repubblica francese. Ricordando un altro problema comune al di là e al di qua delle Alpi: c’è bisogno di far tornare i bambini a scuola, come ha affermato durante una visita in uno stabile scolastico a Poissy, nel dipartimento delle Yvelines (vedi foto di apertura, ndr). Il titolare dell’Eliseo ha poi annunciato che il 7 maggio si terrà un Consiglio della Difesa durate il quale «saranno prese delle decisioni sull’uscita dalla quarantena».

Nel resto del mondo i contagicertificatisono giunti a quota 3,6 milioni e i decessi ufficiali hanno superato 250mila. Ferve l’attività per trovare cure e un vaccino adeguati, mentre continuano a contrapporsi le ipotesi di Cina e Stati Uniti (ma non solo) sull’origine del Covid-19, creando un clima internazionale poco propizio alla collaborazione. L’85% dei decessi mondiali riguardano Europa e Usa. Nel Vecchio Continente sono stati accertati oltre 1,5 milioni di contagi. Il Belgio supera la barra degli 8mila morti per il coronavirus, con 3.082 persone ricoverate, di cui 646 in terapia intensiva. Qui è sempre in vigore il confinamento, ma da lunedì sono state riattivate le attività produttive senza contatto diretto con i clienti, con l’uso obbligatorio delle mascherine sui mezzi di trasporto pubblico. Considerando però il rapporto con la popolazione, il Belgio conta 68 decessi per 100 mila abitanti, la Spagna 54, l’Italia 48. Le differenze dipendono anche dal numero di test che si fanno nei rispettivi Paesi. Fra gli Stati più grandi d’Europa, la Germania ha registrato finora il maggior numero di casi di Covid-19 per milione di abitanti (circa 1.962, ma l’Italia è a 3.484). La Germania è anche la seconda con il più alto tasso di decessi per milione di abitanti (80 contro i 475 dell’Italia) mentre il tasso più basso è stato registrato in Slovacchia (4). Tra il 27 aprile e il 4 maggio, il maggior aumento percentuale settimana su settimana dei casi confermati è stato registrato in Bielorussia (+67,2%), seguita da Ucraina (+36,9%) e Bulgaria (+24,5%).

 

Elodie Dubois

Foto © Le Monde

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