Svolta epocale in Francia, sindaci verdi nelle principali città

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Macron ora promette svolta ecologista: 15 miliardi per l’economia green. E il referendum nel 2021, con clima e biodiversità nella Costituzione

Vittoria storica dei candidati Verdi alle municipali francesi: la bandiera ecologista di Europe Ecologie-Les Verts (EELV) sventola ora sui municipi di città decisive come Lione (il sindaco sarà Grégory Doucet), Bordeaux (Pierre Hurmic), Marsiglia (Michèle Rubirola), Strasburgo (Jeanne Barseghian), Poitiers (Léonore Moncond’huy), Besançon (Anne Vignot) e Tours (Emmanuel Denis). Il risultato uscito dalle urne è uno schiaffo per il presidente Emmanuel Macron, i candidati del cui partito, La République en marche, sono stati sconfitti quasi ovunque. A Parigi, l’ex ministro della Salute, Agnès Buzyn, non è arrivata che in terza posizione (13,56%), ben lontana da Anne Hidalgo (sinistra, che si conferma alla guida della Ville Lumiere) e Rachida Dati (destra). A Lille, Violette Spillebout (20,58 %) ha subito un distacco di ben 20 punti da Martine Aubry (vincente dopo testa a testa) e dal candidato ecologista Stephane Baly.

La formazione macronista ha registrato ugualmente una disfatta nelle città dove ha stretto alleanza con la destra in funzione anti-ecologista, il che ha portato i verdi a denunciare un “fronte anti-ambientalista” riuscendo evidentemente a mobilitare gli elettori. È successo così a Lione, che era stato feudo per il presidente in carica, dove i candidati EELV hanno conquistato il comune con un largo margine di vantaggio. Macron (nella foto), che si è detto «preoccupato per l’astensione» (oltre il 60%) dovrà adesso tenere conto del successo verde nella già prevista formazione di un nuovo governo per gli ultimi due anni del suo mandato. Cosa peraltro già chiara al presidente francese, che ora promette una svolta ecologista: ha annunciato, infatti, lo stanziamento di 15 miliardi di euro per favorire la transizione ecologica nel Paese negli ultimi due anni del suo mandato, come riporta il quotidiano francese Le Parisien. Macron ha incontrato nel giardino dell’Eliseo i 150 cittadini della Convenzione dei cittadini per il clima, assemblea indetta per avanzare proposte sull’emergenza ambientale planetaria.

Di fronte ai membri della Convenzione il capo dello Stato francese ha annunciato anche un prossimo referendum per la revisione della Costituzione proprio legato alle tematiche ambientaliste. Si tratta della prima risposta istituzionale del capo dell’Eliseo all’onda verde delle elezioni dei sindaci e alle proposte sul clima dei 150 cittadini. Il referendum, che dovrebbe tenersi nel 2021, verterebbe su modifiche della Costituzione, in cui dovrebbe essere “iscritta l’ecologia” come principio fondamentale, oltre alla “riscrittura dell’articolo 1 per inserire” come priorità i principi della “lotta contro il cambiamento climatico e della biodiversità“. «È veramente un momento storico. Segnerà un prima e un dopo» commenta l’eurodeputato ecologista Yannick Jadot, leader degli ambientalisti, «quel che ha vinto è la volontà di un’ecologia concreta, in azione». Lei stessa vede adesso prendere forma nei fatti una candidatura alle elezioni presidenziali del 2022.

Al di là della vittoria ambientalista, cioè che fa riflettere è anche come, tre mesi dopo un primo turno elettorale stravolto dall’inizio dell’emergenza sanitaria del coronavirus, il secondo turno di ieri abbia registrato un’astensione record, circa il 60% nonostante le misure di sicurezza senza precedenti e l’obbligo della mascherina per tutti nei seggi elettorali. Il disinteresse degli elettori è stato considerato con “preoccupazione” non solo come già scritto da Macron ma da molti analisti e politologi. Certo non sminuisce la vittoria dei Verdi, da soli o nell’ambito di una coalizione, se si pensa che in alcuni casi come a Bordeaux la città era governata da sindaci di destra da 73 anni, o altre dove sarà una novità assoluta avere dei primi cittadini ecologisti: Besancon, Tours Poitiers, Annecy. L’unico risultato di peso portato a casa dall’attuale maggioranza è quello ottenuto dal premier francese Edouard Philippe, che si è candidato e ha vinto il ballottaggio nella sua città, Le Havre. Ma anche questo potrebbe far felice Macron solo a metà: in vista delle Presidenziali del 2022 si potrebbe andare verso uno scontro tra i due. Intanto, le voci di un rimpasto di governo sono sempre più insistenti.

 

Elodie Dubois

Foto © Courrier international, Le Télégramme, The Irish Times

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