Investimenti al tempo del Covid-19

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Sfruttato il periodo dell’emergenza per investire sulle proprie strutture. Alberghi sottoposti a restyling per essere pronti alla riapertura

Per tutto c’è un momento e un tempo per ogni azione.
Il tempo del coronavirus, la pandemia che ha modificato il nostro modo di vivere e che ha colpito pesantemente le attività produttive del Paese, è servito per qualcuno (per molti?) per procedere a un restyling del proprio negozio, ristorante, albergo. Per ripresentarsi dopo la fine del lockdown rinnovati e pronti alla ripartenza.
È ciò che ha fatto Rodolfo Funaro, proprietario e direttore generale di “Condotti Hotels Group” (quattro strutture alberghiere a Roma e appartamenti ricettivi in vari punti della città, ma anche alberghi a Miami) che ha sottoposto a lavori di restauro gli alberghi della capitale con la rivisitazione degli arredi classici, inserendo elementi contemporanei scelti con l’ausilio e l’opera di produttori e artigiani italiani per mobili, tessuti e marmi.
«Siamo stati tra i pochi albergatori ad aver sfruttato il periodo dell’emergenza per investire sulle proprie strutture – ha sottolineato Rodolfo Funaro (nella foto) – e tra gli accorgimenti adottati, un prodotto (il “Titano”) che viene evaporato su tutti i tessuti e gli arredi delle camere ad ogni nuovo soggiorno degli ospiti, nonché la disinfezione della biancheria e la sanificazione delle calzature con appositi tappetini igienizzanti allestiti nella hall».
Quattro alberghi e appartamenti ricettivi che si trovano nel centro storico della capitale e all’incrocio con stradine percorse per anni, per decenni, per secoli da turisti italiani e stranieri.
Il capofila del Gruppo è “Hotel Condotti” tra via Mario de’ Fiori e via della Croce, una vecchia strada di Roma che nel 1860 accoglieva il “Circolo degli inglesi”. In questa via a pochi passi da piazza di Spagna, via del Corso, via del Babuino, via Margutta, sono passate celebrità dell’arte, della letteratura, del cinema, perché quello era allora il quartiere del turismo elegante, il centro della mondanità internazionale.
Il palazzetto di via Mario de’ Fiori, oggi albergo “Hotel Condotti” a 4 stelle, era stato edificato negli anni venti del secolo scorso e acquistato nel 1990 dal nonno di Rodolfo e apripista degli investimenti successivi con il “Condotti Palace” in via della Croce, il “Vatican View” vicino piazza San Pietro e “Stay Inn” in via del Corso.
Una filosofia commerciale lineare, quasi low profile: acquistare palazzetti di 10/20 camere per poi ristrutturarli e adibirli ad alberghi stellati con tutti i comfort richiesti dal mercato. L’ “Hotel Condotti” è l’esempio più evidente ed emblematico di questa scelta.
Lo sconfinamento della propria attività di albergatore negli Stati Uniti, a Miami, non è il sogno americano di Rodolfo Funaro, ma l’ampliamento e arricchimento per conferire una dimensione internazionale del Gruppo.
Gli alberghi della capitale sino all’avvento del coronavirus registravano un tasso di occupazione delle camere del 95%; oggi l’attività sta riprendendo «ma prevediamo il ritorno alla normalità per i primi giorni del 2021 – aggiunge Funaro -. La nostra clientela è rappresentata per il 40% dal mercato statunitense, per il 15/20% da quello italiano, il restante Europa e Medio Oriente».

Uno dei più grandi illustratori di Roma della prima metà dell’Ottocento, Antonio Nibby, era solito dire che c’erano tre itinerari per vedere la città: uno di 3 giorni per coloro che volevano dire di esserci stati; uno di 1 mese per chi voleva dire di averla vista; uno che durava tutta la vita, itinerario riservato a lui e a pochi altri. Insomma, Roma non basta una vita. E l’attività di albergatore di Rodolfo Funaro tende alla promozione e valorizzazione di Roma, la città dove è nato.

 

Enzo Di Giacomo

Foto © Enzo Di Giacomo e Condotti Hotel

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