Nasa: “scoperta più importante” ad oggi su vita aliena

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Nell’atmosfera del pianeta Venere possibile impronta dell’esistenza: è la fosfina, prodotta sulla Terra da microrganismi

Segnali di vita su Venere? Nelle nubi del pianeta, infatti, tramite analisi spettroscopiche sono state rintracciate tracce persistenti di fosfina che è un gas (sostanza altamente tossica) che sulla Terra viene prodotto solo industrialmente (per esempio nella fabbricazione dei prodotti che si usano per sterminare i parassiti attraverso la fumigazione) o da microrganismi (batteri) che prosperano in ambienti privi di ossigeno. La sorprendente scoperta, rivelata da “Nature Astronomy“, è stata fatta da un team internazionale di astronomi di cinque università, guidata dalla professoressa Jean Greaves dell’Università di Cardiff. Il team ha utilizzato per la prima volta il James Clerk Maxwell Telescope (Jcmt) alle Hawaii per rilevare la fosfina, e poi ha avuto il tempo di seguire la loro scoperta con il gruppo di 45 telescopi dell’Atacama Large Millimeter / submillimeter Array (Alma) in Cile dell’Osservatorio europeo meridionale (Eso, European Southern Observatory). Questo, spiega Greaves, «è stato un esperimento fatto per pura curiosità, in realtà, sfruttando la potente tecnologia Jcmt e pensando a strumenti futuri. Ho pensato che potessimo escludere scenari estremi, come nubi piene di microrganismi. Quando abbiamo avuto i primi accenni di fosfina nello spettro di Venere, è stato uno shock!».

La presenza di fosfina, o fosfuro d’idrogeno, una molecola gassosa formata da un atomo di fosforo e tre di idrogeno, formula chimica PH3, è concentrata – osservato alle latitudini medie del pianeta, a circa 50-60 chilometri di altitudine – non in maniera elevatissima in termini assoluti (10-20 parti per miliardo) ma nel contesto di Venere è alta e soprattutto inspiegata. Le molecole gassose nell’atmosfera del pianeta, spia della presenza di vita, è «la più importante scoperta» ad oggi sugli alieni, come ha commentato l’amministratore della Nasa, Jim Bridenstne, su Twitter. «Circa 10 anni fa la Nasa scoprì la vita microbica a 120.000 piedi nella parte più esterna dell’atmosfera. È arrivato il momento di rendere prioritaria Venere». Gli scienziati da decenni vanno a caccia di impronte di vitaaliena” su mondi lontani. Queste tracce potrebbero, invece, nascondersi più vicino del previsto, nel giardino di casa della Terra, sul pianeta gemello Venere. Le osservazioni hanno sorpreso gli astronomi, dato che Venere è un pianeta inospitale, con uno spaventoso effetto serra.

«Nell’atmosfera terrestre la fosfina è tutta prodotta da microrganismi che utilizzano i minerali fosfati, attraverso processi di ossidoriduzione. Ma su Venere» – spiega John Robert Brucato, esobiologo dell’Istituto nazionale di Astrofisica (Inaf) – «questa molecola dovrebbe degradarsi e sparire velocemente, a causa delle condizioni estreme presenti sul pianeta: una pressione atmosferica molto alta e temperature di oltre 450 gradi in prossimità del suolo», precisa lo studioso. Dopo le osservazioni, gli astronomi hanno, quindi, verificato se le quantità osservate potessero derivare da processi naturali non biologici su Venere, come luce solare, minerali spinti verso l’alto dalla superficie, vulcani o fulmini. Nessuno di questi fenomeni, però, è al momento in grado di produrre abbastanza fosfina, sottolineano gli esperti. I loro calcoli, infatti, mostrano che queste sorgenti non biologiche producono al massimo un decimillesimo della quantità di fosfina vista dai telescopi. «Il fatto di averla trovata suggerisce, quindi, che ci possa essere una produzione continua di fosfina», aggiunge Brucato. La domanda che invade adesso la comunità scientifica è quale sia l’origine di questa molecola. Per Brucato, «potrebbe venire da microrganismi o da processi abiotici, cioè di tipo geologico o geofisico. Ma a oggi non si conoscono processi abiotici da cui potrebbe originarsi la fosfina. Per questo la scoperta è interessante. È un po’ un campanello d’allarme che può suggerire la presenza di qualche forma di vita nell’atmosfera venusiana, dove la temperatura è sensibilmente minore rispetto al suolo. La fosfina» – conclude Brucato – «potrebbe essere l’impronta digitale della presenza di qualche microrganismo su Venere”. Microbi extraterrestri

 

Fiasha Van Dijk

Foto © Space, Inaf

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