Cos’è e chi c’è dietro il Comitato per la provincia della Magna Graecia

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Domenico Mazza - Provincia Della Magna Graecia

Intervista a Domenico Mazza, cofondatore dell’iniziativa civica

Da circa un anno, in Calabria, si sta creando il dibattito per il Comitato per la Provincia della Magna Graecia. Di cosa si tratta precisamente?

«L’idea nasce dai tre fondatori: Matteo Lauria, Domenico Mazza e Antonio Caruso. Abbiamo iniziato questa esperienza civica con l’obiettivo di sensibilizzare sull’idea Magna Graecia, protesa a combattere le politiche di isolamento praticate dall’intera partitocrazia centralista rispondente ai centri di potere, cosentini e catanzaresi, che senza alcuna comprensibile motivazione, determinano di fatto, diseconomie e ingiustizia sociale, tra le aree est e ovest della Calabria. La proposta prevede la creazione di una nuova provincia – a saldo zero per lo Stato – che nasca dalle ceneri della provincia di Crotone e dalla quale differisca in fase statutaria, inglobando gli attuali ambiti Crotoniate e Sibarita (più afferenti territori d’entroterra), prevedendo due capoluoghi: Corigliano Rossano a nord, Crotone a sud, che con vicendevole sussidiarietà, amministreranno le rispettive pertinenze territoriali, ma con la valenza di essere un’unica area vasta agli occhi dello Stato. In questo modo si bilancerebbe l’attuale scriteriata situazione che vede un ingestibile elefante, quale la Provincia di Cosenza e un fazzoletto di terra, quale la Provincia di Crotone».

In questi ultimi mesisi sta valutando la trasformazione del Comitato da soggetto civico a movimento di carattere politico-culturale. Come mai?

Provincia Della Magna Gracia

«A distanza di circa un anno dalla nascita del nostro progetto, notiamo, tra i sindaci, figure fondamentali all’attuazione dello stesso, una sorta di titubanza nel dare esecuzione alle procedure. Non si può restare in eterno a svolgere attività di sensibilizzazione, a un certo punto è necessario adoperarsi per decidere e fare delle scelte.  Ragion per cui si sta pensando di abbandonare il percorso civico e aprirsi a un nuovo soggetto associativo di tipo politico-culturale. Come ogni aggregazione vi possono essere visioni differenti, circa l’opportunità o meno di costituirsi in soggetto politico-culturale. Abbiamo raccolto le varie posizioni e si è stabilito di proseguire nell’attività intrapresa di mediazione e di sensibilizzazione, ma entro la fine dell’anno, si darà vita a un nuovo processo che dovrà mettere ordine e responsabilizzare l’intero movimento».

Come pensate che questa trasformazione sia interpretata dall’opinione pubblica: non c’è forse il rischio che, a primo acchito, sia vista non del tutto positivamente?

«Non esistono idee e progetti che possano accontentare tutti. L’esigenza di trasformare il soggetto civico in politico nasce da alcune consapevolezze riguardo all’approccio della partitocrazia all’idea Magna Graecia. Avevamo detto, sin dalle prime battute, che nel caso si fossero palesati ostacoli alla concretizzazione dell’idea ci saremmo esposti in prima linea mettendoci la faccia. Entro l’anno, proseguiremo quindi, nel dare un volto al Comitato, ma in altra veste».

L’eventuale trasformazione del Comitato in area politica potrebbe significare un qualche coinvolgimento anche nelle prossime consultazioni elettorali che impatteranno l’area Jonica nei prossimi mesi e anni?

«I tempi, ovviamente, sono maturi. Tuttavia non amiamo l’improvvisazione, né propendiamo per liste affazzonate da ultima ora solo per il gusto di esserci. La nostra forza è quella di essere svincolati da interessi di ogni tipo, non abbiamo la fregola di dover raggiungere l’obiettivo nell’immediatezza o a tutti i costi. Magna Graecia ha un suo programma autentico, straordinario per valenza e portata, unico per originalità e progettualità. Per queste ragioni manterrà un atteggiamento di equidistanza dall’intera partitocrazia, la stessa da ritenere responsabile circa l’attuale isolamento dell’Arco Jonico».

Il notevole attivismo del Comitato in questi mesi può fare aprire una forma di confronto con la Regione Calabria. C’è qualche segnale in questo senso? E a che punto è il dialogo con i Comuni che dovranno far parte della nuova entità politico-geografica?

Provincia Della Magna Graecia Calabria

«Al momento il problema risiede nei sindaci ai quali abbiamo trasmesso il report contenente l’idea-progetto “Magna Graecia” e tentato di coinvolgerli in incontri pubblici. Alcuni hanno risposto positivamente, di altri non si ha traccia. Ci sono adesioni, ma ancora per numero contenute. Così come abbiamo avuto modo di incontrare parlamentari nazionali e regionali, anche qui l’impatto è parzialmente positivo. Tuttavia registriamo la creazione di un intergruppo parlamentare ad opera della deputata Elisabetta Barbuto, che per la prima volta, nella storia della Repubblica, ha portato la “Vertenza infrastrutture joniche” in Parlamento».

Questo progetto ha bisogno di adesioni convinte, di essere interiorizzato da tutti?

«Non necessita d’adesioni di facciata tanto meno siamo disponibili a strumentalizzazioni di vario genere. Al presidente Santelli non abbiamo chiesto alcun incontro poiché appena dopo il suo insediamento è scoppiata l’emergenza “pandemia” e, francamente, considerata la delicatezza e la complessità del momento, non era il caso».

Quali sono i prossimi appuntamenti che intendete promuovere sul piano della sensibilizzazione dell’idea della Provincia estesa dal Crotoniate alla Sibaritide?

«Proseguiremo con il pieno utilizzo di un ufficio stampa, con banner e spot promo. Usciti definitivamente dalla pandemia e abolite le restrizioni, riprenderemo gli incontri pubblici, mentre sono in itinere quelli telematici. Nei prossimi giorni presenteremo il sito di Magna Graecia, saremo online in condivisione con il mondo dei social». 

Gli insufficienti collegamenti e trasporti sull’area jonica tra Crotoniate e Sibaritide rimangono la questione al momento più importante. Oltre alla denuncia si può pensare a una mobilitazione?

«È insopportabile l’approccio che lo Stato e la Regione continuano ad avere sull’asse Sibari-Crotone, l’unico corridoio che prevede rotatorie a differenza della Roseto-Sibari e Crotone-Catanzaro in cui si progettano carreggiate a 4 corsie. Assurdo il silenzio da parte di tutte le rappresentanze territoriali! E se a questo aggiungiamo la sospensione dei lavori di elettrificazione Sibari-Crotone operata dal Mibac, per qualche plinto che impatta con il paesaggio, l’ipotesi che vi sia la solita manina centralista dietro questi giochetti si trasforma in un qualcosa di consolidato. Lo stesso Mibact (ministero dei Beni culturali) che quando si tratta di fermare i lavori che prevedono una sorta di sviluppo per l’intera area è pronto a bloccare i lavori (si veda anche il nuovo ospedale della Sibaritide) implicitamente riconoscendo la valenza di Sibari e dell’Antica Kroton sul piano storico-culturale, quando invece si tratta di predisporre investimenti sulla stessa area fa orecchie da mercante. La storia, insomma, si ripete».

A quasi un anno dall’esordio del Comitato per la Provincia della Magna Graecia, qual è il primo bilancio dell’attività svolta?

«Abbiamo fatto molto, con il solo impiego di risorse umane e la buona volontà all’inizio di pochi ma oggi di tanti. Realizzato tre incontri pubblici: Corigliano Rossano, Crotone e Cariati, dove abbiamo presentato il report dell’idea progettuale corredato di atto amministrativo; attivato una pagina social Facebook che ha raggiunto in un anno circa 25mila followers; prodotto 80 comunicati stampa; incontrato una parte di sindaci e parlamentari regionale e nazionali; redatto report e note rivolte alle rappresentanze parlamentari nazionali affinché il caso dell’isolamento di Magna Graecia divenga una vertenza nazionale. La maggiore soddisfazione è, tuttavia, il riscontro che si ha nella gente comune, dal cui sentore emerge l’intolleranza nei confronti dei poteri centralisti. Nei prossimi mesi, inoltre, il progetto sarà racchiuso in un volume, affinché lo stesso possa arrivare anche a chi non accede ai mezzi social e al web».

 

Mario Gallo

Foto © Comitato per la provincia della Magna Graecia

Video © Eurocomunicazione

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