Nell’ottobre di 90 anni fa debuttava il primo film sonoro italiano

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Fu proiettato al Supercinema di Roma, presenti membri dell’aristocrazia e della Real Casa

Il 7 ottobre del 1930 al Supercinema di Roma, all’epoca il più elegante della Capitale, veniva proiettato il primo film sonoro italiano. A dargli voce furono una giovane attrice originaria di Rovigo, Etra Pitteo, in arte Dria Paola ed Elio Steiner anche lui veneto. In sala c’erano gli alti rappresentanti del governo di allora guidati dal capo del governo Benito Mussolini e dal ministro delle corporazioni Giuseppe Bottai, nonché alcuni membri della Real casa e numerosi esponenti della nobiltà romana.

Il film che venne riprodotto fu La canzone dell’amore tratto dalle Novelle per un anno di Luigi Pirandello e diretto da Gennaro Righelli. La proiezione fu preceduta dalla Marcia Reale e da uno spettacolino di Ettore Petrolini nei panni di Fortunello. Il comico romano in quel periodo stava girando il film Nerone con il neo regista Alessandro Blasetti. Proprio con questo regista Dria Paola aveva girato l’anno prima, il film muto Sole che, sottratto da Cinecittà nell’ottobre del 1943 durante l’occupazione tedesca a Roma, fu portato dai nazisti con altri lungometraggi, a Berlino per “salvarlo dagli alleati” mentre questi risalivano la Penisola dalla Sicilia, pellicole che sono andate tutte perdute.

Per il passaggio alla nuova era del cinema sonoro, la produzione CinesPittaluga scelse La canzone dell’amore in quanto ritenuto più commerciale, anche perché la melodia che accompagnava l’opera, Solo per te Lucia, composta dal maestro Bixio, fu una delle colonne sonore dell’Italia degli Anni ’30-’40. Gli stabilimenti Cines Pittaluga, situati in Via Veio a Roma, e adiacenti Porta San Giovanni, sfornarono molti film di successo ma nel settembre del 1935 improvvisamente bruciarono. Corse voce a Roma che l’incendio potesse essere di natura dolosa.

Nello stesso anno fu fondato a Roma il Centro Sperimentale di Cinematografia, destinato alla formazione di registi, attori, e tecnici dello spettacolo. Nel 1936 sulla via Tuscolana, nacque la nuova Hollywood di Roma, Cinecittà, alla periferia della capitale, inaugurata il 28 aprile del 1937 da Mussolini. Comprendeva nei 60 ettari, 14 teatri di posa, tre piscine acquatiche, 40mila metri quadrati di strade e piazze e 35mila fra giardini e aiuole.

Era nata la fabbrica dei sogni e fu affidata al futurista Luigi Freddi, divenuto nel frattempo sottosegretario alla stampa e propaganda del partito. Nacque quindi la stagione deitelefoni bianchi”, simbolo dell’ambientazione piccolo borghese di queste commedie, per lo più sentimentali che si imposero dagli Anni ’30 fino allo scoppio della guerra.

Ritornando a Dria Paola, figlia di un commerciante e della proprietaria del Caffè Borsa a Rovigo, era arrivata a Roma nel 1918, dopo aver vissuto al Nord gli anni durissimi della Prima Guerra Mondiale. Probabilmente, spronata dalla madre, iniziò a calcare le scene di uno dei tanti teatri che pullulavano a Roma e forse fu qui che Blasetti, all’epoca giornalista di un giornale che trattava di cinematografia, potrebbe averla “adocchiata” per prenderla come protagonista del film muto Sole di cui abbiamo già trattato, nel quale esordì il comico Erminio Macario. A metà Anni ’20 ebbe una particina nel film muto Gli ultimi giorni di Pompei, poi la prima pellicola sonora La canzone dell’amore gli spalancò le porte del successo. Era bella, sapeva piangere a comando senza l’aiuto della glicerina, era l’ideale per quei ruoli di fidanzatina vittima di macchinazioni che alla fine finisce in braccio al beneamato.

Negli anni seguenti interpretò 27 film e tenne abattesimo” gli esordienti, Vittorio De Sica nel film Il Signore desidera?, Anna Magnani con il film La cieca di Sorrento, e Alberto Sordi in Cuori nella tormenta del 1940. Dopo l’ultimo suo film La Pantera nera, del 1942 comprese che la sua stella cinematografica si stava spegnendo e decise quindi di ritirarsi dalle scene. Negli anni tra la fine della Prima Guerra Mondiale e l’inizio della Seconda, Dria Paola fu per tanti giovani la fidanzatina d’Italia, la star nostrana più amata. Etra Pitteo, classe 1909, qualche anno prima della sua morte ottenne di fruire della Legge Bacchelli, un sussidio che lo Stato eroga a personalità della cultura del teatro o del cinema, che si trovano in grave indigenza. Dria Paola ci ha lasciato a 83 anni nel 1993 ed è sepolta come altri grandi attori della sua generazione, nel cimitero del Verano di Roma.

 

Giancarlo Cocco

Foto © Collezione I. Sarallo

Video © Titoli di coda del film “La pantera nera”

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