Imminente l’elezione del capo dello Stato con il Piano nazionale di ripresa e Resilienza sullo sfondo, mentre Piazza Affari ha registrato +25% da inizio anno. La nomina di Mario Draghi ha restituito credibilità all’Italia che viene vista di nuovo come “investibile”
Se pensiamo che il Piano nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) ha una durata di 6 anni (2021-2026) per un totale di fondi previsti di 222,1 miliardi di euro (191,5 miliardi finanziati attraverso il Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e per 30,6 miliardi attraverso il Fondo complementare istituito con D.L. n. 59 del 6 maggio 2021) e che il prossimo, imminente presidente della Repubblica sarà in carica dal 2022 al 2029, ne consegue che il Pnrr sarà sotto stretta attenzione e sorveglianza di un presidente eletto dalle forze politiche presenti in Parlamento. Che secondo quanto si va delineando e maturando dovrebbe essere l’attuale presidente del Consiglio, Mario Draghi, con la garanzia di una continuità e supervisione di uno che ha già avviato e realizzato molti progetti all’interno del Pnrr. Perché il Pnrr è troppo importante e fondamentale per una svolta dell’Italia dopo decenni di navigazione a vista.
Le parole del premier
«Il primo obiettivo, con un orizzonte temporale ravvicinato, risiede nel riparare i danni economici e sociali della crisi pandemica» – ha spiegato Mario Draghi alla Camera il 26 aprile nel presentare il Piano – «La pandemia ci ha colpito più dei nostri vicini europei. Nel 2020 il Pil è caduto dell’8,9%, l’occupazione è scesa del 2,8%, ma il crollo delle ore lavorate è stato dell’11%, il che dà la misura della gravità della crisi».
Una seconda ricostruzione dopo quella del dopoguerra del secolo scorso con il Piano Marshall. Far ripartire la locomotiva Italia e realizzare un secondo miracolo economico. Le premesse ci sono tutte e le registriamo con il rialzo del 25% di Piazza Affari che guarda dall’alto gran parte dei listini europei.
Una rincorsa dopo il crollo causato dalla pandemia che per gli analisti economici e finanziari può continuare nel 2022.
Draghi capo dello Stato aiuterebbe?
Sappiamo bene che non è il presidente della Repubblica che deve mettere in pratica e realizzare il Pnrr, ma «l’attuazione delle iniziative e delle riforme, nonché la gestione delle risorse finanziarie, sono responsabilità dei ministeri e delle autorità locali, che sono chiamate a uno straordinario impegno in termini di organizzazione, programmazione e gestione» – ha proseguito Mario Draghi – «Le funzioni di monitoraggio, controllo e rendicontazione e i contatti con la Commissione europea sono affidati al ministero dell’Economia e delle Finanze. Infine, è prevista una cabina di regia presso la presidenza del Consiglio, con il compito tra l’altro di interloquire con le amministrazioni responsabili in caso di riscontrate criticità nell’attuazione del Piano». Ma se Mario Draghi sarà il tredicesimo presidente della Repubblica italiana dal 2022 al 2029 la sua presidenza produrrà effetti benefici.
La Borsa, abbiamo detto, con il +25% da inizio anno con performance delle piccole e medie imprese che sono sempre più numerose nel listino azionario milanese. Tanto da indurre qualcuno a parlare di una seconda giovinezza di Piazza Affari.
«La nomina a presidente del Consiglio di Mario Draghi» – ha dichiarato a Il Sole 24 Ore Luigi De Bellis, co-responsabile dell’Ufficio studi di Equita, la investment bank indipendente italiana partner di riferimento per le imprese e gli investitori istituzionali, con oltre 45 anni di esperienza – «ha restituito credibilità a livello internazionale al nostro Paese, che adesso viene visto di nuovo come “investibile” anche grazie al continuo supporto degli acquisti della Bce».
Enzo Di Giacomo
Foto © San Salvo, Matteo Bazzi (Ansa)













