Thor: Love and Thunder, sentimenti, divertimento e supereroi

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Natalie Portman a Roma ha raccontato la sua Jane Foster e i suoi progetti

Siete pronti a intraprendere un nuovo viaggio alla ricerca della pace interiore? L’incontro con il Dio del Tuono sarà sorprendentemente diverso dal passato, pur mantenendo una chiave sempre più ironica e curiosa. È uscito al cinema Thor: Love and Thunder, il nuovo film firmato Marvel Studios diretto da Taika Waititi (Thor: Ragnarok, Jojo Rabbit) a partire da una sceneggiatura firmata da Waititi e Jennifer Kaytin Robinson e prodotto da Kevin Feige e Brad Winderbaum. La produzione esecutiva è di Louis D’Esposito, Victoria Alonso, Brian Chapek, Todd Hallowell e Chris Hemsworth

La storia

Ritroviamo Thor intento in un viaggio alla ricerca di se stesso. I suoi sforzi, però, vengono interrotti da un killer galattico conosciuto come Gorr il Macellatore di Dèi, che desidera l’estinzione degli dèi. Per combattere la minaccia, Thor si affida all’aiuto di Re Valchiria, di Korg e dell’ex fidanzata Jane Foster che, con stupore di Thor, brandisce inspiegabilmente il suo martello magico, Mjolnir, come Mighty Thor. Insieme intraprendono un’avventura cosmica per scoprire il mistero della vendetta del Macellatore di Dèi e fermarlo prima che sia troppo tardi.

Thor, un personaggio, tante interpretazioni

Distribuito da The Walt Disney Company Italia, il film racconta un nuovo capitolo di Thor, il primo personaggio a essere il protagonista di quattro film appartenenti allo stesso franchise. «Mi sentivo un po’ sotto pressione riguardo a questo film, dato che le aspettative erano molto alte. Volevo fare qualcosa di diverso, ho sempre voluto migliorare questo personaggio», afferma Chris Hemsworth. E il risultato è stato raggiunto. Hemsworth ci regala un personaggio carismatico, divertente, sempre nuovo in ogni sua evoluzione caratteriale.

«Non credo sia inverosimile aspettarsi dei cambiamenti in un personaggio come Thor. Esiste da tanti anni e ha attraversato diverse fasi. Sono fiero di averlo reinventato, creando un film di successo e spingendo il pubblico a voler vedere altri film incentrati su di lui», dichiara Waititi. Una delle caratteristiche dei film Marvel è di incorporare generi diversi all’interno di un singolo film.

«Thor è cresciuto molto nel corso degli anni. Dopo gli eventi di Avengers: Endgame abbiamo iniziato a vedere delle crepe nella sua armatura. Ha iniziato a percepire una responsabilità nei confronti di tutte le persone che aveva perso nel corso della sua vita» spiega Chapek.

L’amore

Il tema centrale è l’amore ma in Thor: Love and Thunder troviamo anche similitudini con Ragnarok. Thor si trova a gestire il vuoto interiore che sente, decide che i suoi giorni da super eroe sono finiti e parte per scoprire che uomo è destinato a essere. «Quasi tutte le persone che vanno alla ricerca di se stesse stanno fuggendo da qualcosa. Lui sta scappando dall’amore, perché nella sua esperienza tutte le persone che ama muoiono», evidenzia Winderbaum.

Come in ogni film Marvel la costante di innovazione ed entusiasmo è sempre elevata. Qui va di pari passo a un ulteriore approfondimento della figura di Thor, personaggio interessante che nel film non viene soltanto presentato come eroe divertente. Abbiamo di fronte un uomo capace di provare emozioni intense.

Un cast sotto i riflettori

Dal film spicca un cast stellare. A fianco di Thor alias Chris Hemsworth c’è Natalie Portman nel ruolo di Jane Foster, un irriconoscibile Christian Bale che interpreta il terrificante Gorr il Macellatore di Dèi, Tessa Thompson in Valchiria/Re di Nuova Asgard e Russell Crowe nelle vesti di Zeus, il leggendario re degli dèi. C’è poi l’eccentrica banda di emarginati intergalattici, i Guardiani della Galassia, guidata da Chris Pratt alias Peter Quill/Star Lord.

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Per la presentazione italiana del film Natalie Portman è atterrata a Roma e ha incontrato i giornalisti raccontando la sua esperienza con Marvel e rivelando qualcosa in più sul suo carattere in contrapposizione al personaggio di Jane.

Thor: Love and Thunder, il tratto distintivo dello humor

«Lavorare con Taika Waititi è una grande gioia perché porta sul set creatività e spontaneità ed è quello che vuole da tutti noi. Non ha mai mancato di ricordare l’importanza di affrontare la vita con un po’ di umorismo.

Tutti abbiamo bisogno di ridere, di avere un momento di gioia. Il senso dell’umorismo di Taika ha sempre rispetto nei confronti degli altri, non si ride mai a spese di qualcuno. È sempre molto generoso e gentile, anche nella vita. È divertente ma non manca mai di essere generoso. Ha un senso dell’umorismo un po’ surreale, assurdo e bizzarro a cui si abbinano forti emozioni».

La dualità di Jane, vulnerabile e cool

«È quello che più amo nel personaggio. Trovo difficile rapportarmi con figure che sono dure e sempre così toste in ogni momento. Ammiro chi ha queste qualità. Lei è più vera, più femminista, è una donna che prova anche dubbi, ha paure, ha delle sfide a cui far fronte e debolezze. Ma al tempo stesso è dura e tosta ed è quello che mi piace».

Le protagoniste femminili nel cinema

«È molto importante vedere come adesso ci sono più supereroine rispetto al passato. Ma non basta ancora. La figura di eroina ha dell’incredibile ma non dovremmo sorprenderci dovrebbe essere questa la norma. È un messaggio importante per i giovani, perché dovrebbero riconoscersi in eroi, super eroi di qualunque genere. Vogliamo che si possano rapportare a questi personaggi per la loro personalità».

Il superamento del dolore come crescita personale

«Sia Jane che Thor devono affrontare sfide enormi che portano a grandi timori e paure. Lei ha bisogno di trovare un senso a quello che fa, uno scopo alla sua vita e trovare l’amore».

Il personaggio di Jane e il rapporto con Marvel

«Devo dire che per me è stato un viaggio entusiasmante. Dieci anni fa interpretare la parte di un’astrofisica in film di quelle dimensioni è stato straordinario. Ha rappresentato una svolta, anche perché sono poche le ragazze che scelgono di studiare materie come scienze, tecnologia, matematica, ingegneria, le discipline STEM per le quali la Marvel ha avviato un programma che sostiene le ragazze che scelgono di studiare queste discipline negli Stati Uniti. È stata un’idea rivoluzionaria avere un personaggio che al tempo stesso fosse astrofisica e supereroina.

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Quando stavamo girando questo film ho festeggiato i miei 40 anni e trovo rivoluzionario anche che Taika e la Marvel abbiano avuto la fantasia di voler dare questo ruolo a una mamma di due bambini, ebrea, alta 160 cm e 40enne che si trasforma in un super eroe biondo! Sono stata particolarmente fortunata».

Natalie Portman e le sfide nella sua carriera

«Spero di riuscire a tornare alla regia, sto cercando di capire bene dove indirizzarmi in tal senso. Ho voglia di nuove sfide, voglio continuare a esplorare diverse modalità di espressione. Usare la mia voce in modo diverso, come nel caso della regia.

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Sto già lavorando a un progetto che sto anche producendo, Lady in the Lake una nuova serie su Apple tv. Questo è un modo diverso di utilizzare la mia voce. Per trent’anni ho fatto più o meno la stessa cosa: sono stata l’acqua in un contenitore che dà una forma e consente all’acqua di scorrere. Vorrei, invece, essere colei che crea il contenitore, una modalità espressiva diversa».

Dare voce a temi importanti

«Mi interessa l’esperienza, il punto di vista delle donne. Sono stata influenzata da scrittrici italiane come Ginzburg e Ferrante. Mi interessa la prospettiva che hanno e che per me è rivoluzionaria e innovativa. Voglio avere il modo di esplorare e portare alla luce quella che è l’esperienza delle donne e scrittrici come loro che hanno rappresentato per me un momento di rivelazione».

I messaggi del film e gli insegnamenti ai figli

«Taika in questo film esplora l’amore in tutte le sue forme, è ciò che ritengo sia la cosa più bella per tutti noi. Amore romantico, tra genitori e figli, tra amici, per se stessi, per il proprio lavoro. Un modo per trovare un senso e dare un senso alla propria esistenza. Ai miei figli insegno i principi fondamentali come l’empatia e la compassione. È importante che siano sempre curiosi e amino ciò che fanno».

Mai arrendersi

«Quando mi sento un po’ giù c’è qualcosa dentro che mi porta a un moto di rivalsa. In 30 anni di carriera ci sono stati momenti del genere, in cui ho ricevuto critiche negative, ero infelice a livello personale e questo mi ha portato a sentirmi triste e avere autocommiserazione. Per poco, perché poi lo scatto successivo era “adesso ti dimostro cosa sono in grado di fare”. Penso sia un istinto di sopravvivenza che tutti abbiamo».

Natalie Portman e le sue paure

«Ho paura di tutto! Il covid, le armi, le folle. Jane Foster è davvero coraggiosa».

 

Alessandra Caputo

Foto © Marvel Studios 2022. All Rights Reserved.

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