Opposizioni: Conte e Letta critici, Calenda media

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Opposizioni

Gli anti-Meloni corrono divisi contro la legge di bilancio varata dal Governo mirando ognuno ai propri obiettivi

Le opposizioni si dicono pronte alle barricate contro la legge di bilancio presentata dall’esecutivo di centrodestra. Il vero leader dell’opposizione attualmente sembra innegabilmente essere Giuseppe Conte, anche per via dell’ennesima fase congressuale che si è aperta negli ex alleati del partito democratico. L’ex premier, che vola nei sondaggi e ha scavalcato proprio i dem, si dichiarapronto a tuttopur di fermare le forti restrizioni sul reddito di cittadinanza varate dal Governo, poiché Giorgia Meloni ha deciso che il sussidio per coloro i quali sono ritenuti “occupabili” sarà in vigore soltanto per i prossimi 8 mesi.

Il Pd cerca comunque di reagire e di non lasciare tutta la scena della fronda anti-Meloni al leader dei 5 stelle, chiamando i suoi sostenitori a una protesta in piazza.

Intanto da Palazzo Chigi il leader dell’esecutivo replica: «rispetto, ma non condivido. Confido nella loro responsabilità».

La posizione del M5S

Se fino a pochi mesi fa il Movimento 5 Stelle sembrava ormai dato per “morto”, ora la realtà delle cose è ben diversa. Giuseppe Conte è riuscito ad attuare un rinnovamento profondo, creare un partito a sua immagine e somiglianza, molto coeso e unito intorno alla figura del suo leader. Hanno aiutato anche la dipartita dei “dimaiani” poco prima delle elezioni, che erano ormai una voce fuori dal coro e impedivano alla personalità di questo nuovo progetto di emergere: un soggetto politico progressista e ambientalista, stabilmente nell’alveo della “sinistra sociale”, con il limite dei 2 mandati come regola costitutiva. È acclarato che il M5S è ormai ampiamente davanti al PD in tutti i sondaggi demoscopici, e lo stesso Conte è un esponente politico molto popolare, classificato al secondo posto (solo dietro a Meloni, ndr) nel gradimento personale dei vari leader.

Intanto contro la forte stretta sul reddito di cittadinanza prevista nella legge di bilancio, annuncia battaglia: «Sono disumani, siamo disposti a tutto per arginare il folle piano. Scenderemo in piazza». Sicuramente  è il posizionamento più duro e aspro che arriva da una compagine contro la maggioranza di Governo, arrivando poi a sostenere che questa sarebbe complice di un “massacro sociale”.

La posizione del Pd

Il partito democratico è in una fase nebulosa al centro dell’ennesima crisi interna degli ultimi anni. In attesa del congresso di marzo da cui uscirà il nome del nuovo segretario è ancora tutto nelle mani di Enrico Letta. L’ex premier ha scelto di convocare la piazza: “Sabato 17 dicembre la nostra manifestazione contro una manovra improvvisata e iniqua. Inadeguata rispetto al rischio recessione e all’impennata dell’inflazione. Lo avevamo anticipato nella nostra assemblea di sabato. Ora, dopo le decisioni di ieri lo confermiamo con ancora più convinzione“. Questo è quanto scrive su Twitter il segretario uscente. Non sono mancate le polemiche per questa decisione, che indice una manifestazione nel centro di Roma proprio l’ultimo sabato prima di Natale, con un potenziale traffico in tilt con conseguente danno per le attività commerciali. Dal Nazareno comunque non filtrano aperture a un cambiamento di data.

La posizione del Terzo Polo

Tuttavia l’opposizione non sembra ancora fare fronte comune e in particolare emergono come visto discrepanze negli atteggiamenti assunti delle varie parti che non compongono la maggioranza. Specie è ancora diversa la linea oppositrice scelta dal Terzo Polo, che comunque è sembrato essere da subito quello “meno avversivo” nei confronti dell’attuale compagine di Governo. Una posizione in realtà dialogante ma allo stesso tempo ambigua. Perché se Italia viva e Azione, prendono le distanza da Pd e M5S, proprio oggi Renzi si dice sicuro di riuscire a far cadere Meloni nel 2024 dopo le elezioni europee. Dichiarazioni che hanno fatto rumore e in netta contrapposizione con l’atteggiamento conciliante e dialogante tenuto da Renzi stesso e dal suo alleato Calenda negli ultimi giorni. Aperture, nessuna critica, né tanto meno alcuna chiamata alle urne.

Anzi il Terzo Polo ha ufficialmente avanzato una controproposta di manovra al premier Meloni, contenente misure diverse da attuare a parità di coperture. Rilevante anche il fatto che Calenda ha richiesto un incontro con il presidente del Consiglio per discutere delle eventuali migliorie da applicare in Parlamento alla manovra finanziaria. Il presidente del Consiglio ha riposto positivamente, raccogliendo la richiesta dell’ex ministro dello sviluppo economico. L’incontro tra i due si dovrebbe svolgere già settimana prossima.

 

Giulio Catalucci

Foto © Ginevra Larosa, Eurocomunicazione, Open, Ansa

Video © Eurocomunicazione

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