L’autrice con la sua serie mistery romance ha conquistato un milione e mezzo di visualizzazioni su Wattpad
Mistero e romance si intersecano alla perfezione in una storia firmata da una giovane autrice italiana. La serie Offline nasce dalla fantasia di Fannie Heather, nome d’arte di una scrittrice classe 2000, appassionata di scrittura e lettura.
Dopo Offline, Something Dark ora è in libreria il secondo attesissimo volume Offline, Hold Your Darkness pubblicato da Sperling & Kupfer.
Sperling & Kupfer e Wattpad
Fannie Heather è molto conosciuta sulla piattaforma Wattpad dove ha raggiunto un milione e mezzo di visualizzazioni. Sperling & Kupfer ha un accordo di collaborazione con Wattpad pubblicando le storie più adatte. Sono tanti gli esempi di giovani autrici italiane molto brave che hanno ottenuto la pubblicazione dei loro romanzi, oltre alla Heather, anche Claudia Castiello, Ribes Halley, Selene Piromallo, Christina Mikaelson ed Ellie B. Luin.
Fenomeno Wattpad
La piattaforma di scrittura online Wattpad ormai da diversi anni è sotto i riflettori degli appassionati di lettura con i suoi milioni di iscritti sparsi in tutto il Mondo. È un universo parallelo che va di pari passo al nostro ed è davvero tutto da scoprire.
Sono soprattutto le nuove generazioni che si cimentano con la scrittura pubblicando le proprie storie a puntate, spesso appassionati di fan fiction ma non solo. Rappresenta oggi sicuramente un’ottima vetrina per giovani autori che hanno anche modo di riscontrare il parere dei propri lettori in tempo reale. Un nome su tutti ha fatto da apripista da Wattpad, Anna Todd e la sua serie di After.
Intervista a Fannie Heather
Abbiamo incontrato Fannie Heather e chiacchierato con lei sull’attesissimo Offline – Hold Your Darkness, un romanzi dai toni più intensi rispetto al precedente, una storia sempre più interessante e avvincente.
La storia di Offline è originale, intrigante e coinvolgente per la sua trama che abbraccia il romance ma con un fitto velo di mistero capace di tenerti bloccata nella lettura per ore fino all’ultima pagina. Com’è nata l’idea e in che maniera si è sviluppata la tua esperienza creativa?
«Offline è nata nella mia testa una mattina del 2017 quando, mentre ero a lezione di informatica, stavo rileggendo degli appunti su uno degli argomenti che stavamo trattando. Era il periodo in cui andavo alla ricerca di ispirazione per una nuova storia da scrivere, così mi sono detta: “chissà come sarebbe combinare amore e informatica e creare una trama che abbia sia il romance che il mistero”. E da lì ho abbozzato tutte le idee, fino a creare uno scheletro della storia che mi convincesse».
Il tuo rapporto con Wattpad. Quando hai iniziato a pubblicare la tua storia nella piattaforma online e com’è stato vivere l’impatto immediato con i lettori?
«La storia ho cominciato a caricarla a puntate sulla piattaforma nello stesso anno. Tuttavia c’erano delle cose all’interno della trama che non mi entusiasmavano, di conseguenza ho riscritto l’inizio e l’andamento della storia per due volte, prima di trovare l’aggancio giusto ed esserne soddisfatta. Credo sia il difetto del perfezionismo. Vivere l’impatto immediato con i lettori, invece, è sempre bello anche a distanza di anni. La parte che mi piace di Wattpad è questa: carichi un capitolo e hai un feedback immediato su ciò che pensa chi ti legge. Si crea un legame diverso, più intimo, che spinge inevitabilmente le due parti a legare. Ho perso il conto delle volte in cui sono rimasta a leggere commenti in diretta ridendo a crepapelle per le reazioni dei lettori, o altre in cui mi hanno fatta commuovere».
La trama della tua serie di romanzi si intreccia con la cyber security. È inevitabile chiederti che rapporto hai con i social? E quanto pensi possano avere un risvolto negativo nella vita delle persone?
«Il mio rapporto con i social è altalenante. A volte ne abuso, quindi mi ritrovo a voler, di mia spontanea volontà, prendere una pausa di qualche giorno e concentrarmi su altro. Altre volte, invece, ci sto bene e non avverto questa pressione. Penso che siano uno strumento valido per trasmettere positività, comunicare il proprio pensiero o promuoversi in qualsiasi ambito, ciononostante hanno – come dice Travis – un lato oscuro. Dipende dall’uso che ne fai e da come lo fai, per questo il mondo di Internet è un po’ terrificante».
In questo secondo volume conosciamo meglio sia Ginevra che Travis. Entrambi segnati da dolori che li hanno portati ad avere un impatto con la vita differente ma in qualche modo simile. Ginevra e Travis non mostrano agli altri le ombre che attanagliano l’anima. Come hai sviluppato la realizzazione di questi due personaggi dal carattere forte e così ben delineato?
«Travis e Ginger, per quanto diversi, sono in realtà molto simili. Hanno una visione analoga di quella che è la vita e soprattutto della felicità che, ai fatti, entrambi non riescono più a provare.
La scelta di maneggiare due personaggi dal carattere forte è stata ed è tutt’ora una sfida, per me. Di solito si sceglie di rendere meno spigoloso uno dei due protagonisti per esigenze di trama: uno dei due deve cedere per primo, essere un pelo più debole e accondiscendente per compiere quel cosiddetto passo avanti».
«Non volevo che fosse così. Mi piaceva l’idea che, a fasi alterne, cedessero poco a poco entrambi. Che fosse una situazione sì, distruttiva, ma al tempo stesso in grado di mettere alla prova le loro emozioni e i loro sentimenti. Non a caso si sfidano. Si cercano. E si mancano, anche se non riescono ad ammetterlo ad alta voce».
Lewis Carroll nel suo Alice nel Paese delle Meraviglie ci racconta di Alice che entra nella casa del Bianconiglio ed è attirata da una bottiglietta, ne beve il contenuto e cresce a dismisura. Se adesso immaginassi la tua Ginger nella tana del Bianconiglio da cosa pensi verrebbe attratta e quale sarebbe la conseguenza di una sua provocazione?
«Se immaginassi Ginger nella tana nel Bianconiglio, probabilmente la vedrei attratta da quelle che sono le sue paure, per quanto paradossale possa sembrare. Come Alice si ritrovò faccia a faccia col Ciciarampa, che rappresentava i suoi mostri interiori, Ginger si ritroverebbe ad affrontare la paura dell’abbandono che si porta dentro da quando ha perso suo padre. E forse ne uscirebbe vincitrice».
Qual è la correlazione tra la storia di Offline e Alice nel Paese delle Meraviglie? Per quale motivo hai pensato al Cappellaio Matto?
«L’idea mi è nata dal cilindro, che ho inserito nella storia dopo aver visto l’icona della navigazione d’incognito. Ho pensato sarebbe stato originale associarlo a un gruppo di hacker. Volevo creare un parallelismo con un personaggio letterario già esistito, e il Cappellaio Matto mi è sembrato perfetto per la sua ambiguità e per il rapporto maniacale che ha con il tempo, dato che il personaggio misterioso della mia trilogia ha un rapporto maniacale verso qualcos’altro. Come dice anche Travis nel prologo, però, il Cappellaio Matto di Offline e il Cappellaio Matto di Alice nel Paese delle Meraviglie non hanno niente in comune, a parte queste piccolezze».
Possano le lucciole brillare nelle parti più oscure della tua anima, recita il tatuaggio che ha Ginevra. Alla lucciola spenta che potrebbe trovarsi in ognuno di noi, cosa diresti per poterla riaccendere?
«Purtroppo non credo ci sia una frase mirata che vada bene per chiunque. La lucciola spenta che c’è in noi ha un vissuto differente, traumi irrisolti che non combaciano con quelli di tutti e una miriade di cose non dette. L’unica cosa che mi sento di poter dire è che “le lucciole non possono rimanere spente per sempre”. Questo è un augurio, è una promessa, è un insieme di parole che, incastrate tra loro, simboleggiano una rinascita. La lucciola spenta che c’è in ognuno di noi non rimarrà così per sempre, avrà bisogno di brillare ancora. Ed è questo che auguro a chiunque stia leggendo».
Quali sono i tuoi autori di riferimento?
«Può sembrare strano, ma non ho dei veri e propri autori di riferimento. L’unico che mi sento di citare è Stephen King, che con la sua frase: “se vuoi fare lo scrittore, devi fare due cose sopra le altre: leggere molto e scrivere molto. Non conosco stratagemmi per aggirare questa realtà, non conosco scorciatoie”, mi ha aiutata molto e mi sono sentita spronata a scrivere almeno mille caratteri al giorno per un bel po’ di settimane».
«Ci sono migliaia di mondi che puoi visitare e il lasciapassare per ognuno di quei luoghi sono soltanto le pagine di un libro», con questa frase Travis spiega la sua passione per la lettura. Parafrasando le sue parole, la lettura di Offline pensi che sia il lasciapassare per quale viaggio?
«In realtà credo sia puramente soggettivo. Quando leggiamo un libro, nonostante le parole impresse su carta siano le stesse, può non lasciare le medesime sensazioni a tutti. Ma se dovessi realmente rispondere, direi che Offline è un viaggio introspettivo, in cui si scava molto nella psiche dei personaggi e si tenta di dare risposte a cose che, forse, non ne hanno. Si sollevano temi molto profondi, come la superficialità delle persone che reputano la vita sui social più importante, la morte, la tristezza, la depressione. Si passa davanti a un mix di sensazioni: adrenalina, mistero, curiosità di capire, incredulità. Ma lo definirei anche una passeggiata adrenalinica verso il primo vero amore, quello che ti si insinua nelle ossa e non riesce a sradicarsi nonostante tutto».
Nella libreria Glimpses, Ginevra si rende conto che Travis ha un’anima da eremita e un cuore di poesia. In un determinato contesto del romanzo Ginevra pensa di dipingere Travis senza pupille come Modigliani dipingeva tante donne sprovviste di pupille finché non era in grado di capirne l’animo. Nel terzo volume riusciremo a intravedere il particolarissimo colore degli occhi di Travis su una delle tele di Ginger?
«Forse sì, forse no. Il terzo romanzo è attualmente in stesura, ma ciò che posso dire è che Ginger e Travis si ritroveranno a essere, all’inizio, glaciali l’uno con l’altra. Il loro rapporto sarà messo a dura prova continuamente e non ho intenzione di rendergli le cose facili. Voglio esplorare altri lati dei loro caratteri e metterli davanti a scelte difficili, magari anche moralmente discutibili. Se poi Ginger riuscirà a catturare il colore delle pupille di Travis in uno dei suoi ritratti… questo sta a voi scoprirlo».
Alessandra Caputo













