L’ufficio studi precisa che si stanno acuendo i divari tra Nord-Sud. Il Pil nel Mezzogiorno crescerà di quasi tre volte meno
Secondo i dati espressi dal presidente di Confcommercio Carlo Sangalli nella consueta assemblea generale, svoltasi in via della Conciliazione a Roma, quest’anno non ci sarà la paventata recessione. Resta comunque un anno di transizione tra la fase di recupero post–pandemia e un futuro che rimane incerto e complesso, nel quale la crescita economica è però tutta da costruire. Viene confermata la fase di rallentamento più intenso nel secondo quarto rispetto alla seconda metà dell’anno.
Il rallentamento tedesco
Secondo i dati di Confcommercio il rallentamento della economia tedesca non aiuterà quella italiana, a ciò si aggiunge la previsione secondo cui il conflitto in Ucraina non si concluderà in tempo brevissimo. Di conseguenza tutto questo non migliorerà l’efficienza dei processi produttivi. Si deve peraltro constatare che sono reali i ritardi negli investimenti del Pnrr e sono in dubbio i tempi di adozione delle principali riforme. L’inflazione sembra calare in maniera più graduale del previsto e questo non è un bene, i tassi di interesse crescenti stanno calmierando la domanda di consumo e di investimento specie nell’immobiliare.
Difficoltà da affrontare
Il rallentamento del Pil è di riflesso il rallentamento dei consumi nonostante ci sia il traino del turismo che si è sviluppato in maniera inequivocabile nel corso dell’ultimo quarto del 2022. Il risparmio ha
sostenuto i consumi anche nel corso del 2022 pur in assenza di particolari stimoli provenienti dal reddito di capitale e da lavoro, e si è ridotto in termini di potere di acquisto. Un futuro più “difficile”, rispetto a tempi “normali”, potrebbe chiedere di ricostituire almeno in parte lo stock di ricchezza finanziaria. Al momento la previsione della variazione dei consumi è collocata di due decimi di punto percentuale sotto la variazione del Pil sia per il 2023 che per il 2024, in questo scenario si inaspriscono le differenze regionali.
Le dinamiche dei consumi regionali
L’ufficio studi di Confcommercio precisa che si stanno acuendo i divari tra Nord e Sud. Il Pil nel Mezzogiorno crescerà di quasi tre volte meno rispetto al Nord. La Lombardia avrà una crescita dell’1,7% ed è la Regione con la migliore performance, mentre all’ultimo posto sono la Calabria e la Sardegna con crescita zero. Dinamiche uguali anche per i consumi 2023 con il Sud che è a più 0.4% mentre al Nord sarà del più 1,2%.
Si spopola il Mezzogiorno
Il calo demografico del 2023 preoccupa molto il terziario. La popolazione italiana si è ridotta di quasi un milione di persone rispetto al 2019, di questi oltre la metà appartengono al Mezzogiorno. Da dati statistici dal 1995 al 2022 il Sud ha perduto oltre 900mila residenti. Molise, Basilicata e Calabria sono tra le Regioni con i maggiori cali percentuali, rispettivamente tra l’11 e il 12 %.
Gli occupati al Sud d’Italia meno di quelli di trenta anni fa
È il Sud ad avere la maggiore criticità di occupazione. L’unica area che registra tra il 1996 e il 2023 una perdita di lavoratori notevolissima. La maglia nera è per la Calabria con meno 7,2%, segue la Campania meno 5,2%. Nel Centro la migliore performance è raggiunta dal Lazio con più 19%, al Nord è il Trentino Alto Adige con più18,7%.
Demografia di Impresa
Prosegue, sempre secondo i dati di Confcommercio, la terziarizzazione dell’economia italiana. Le imprese dei servizi di mercato, rappresentate da Confcommercio, sfiorano ora i 2,8 milioni nel primo trimestre di quest’anno ovvero sono il 54,8% del totale il che costituisce un record storico.
Tra il 2012 e il 2023 sono cresciute complessivamente del 2,5% a fronte di un calo del 2,6% delle imprese di tutti i settori economici. Il Sud al momento mostra la maggiore vitalità con una crescita del 6,2%. Le favorevoli dinamiche del numero delle imprese nelle Regioni meridionali in particolare in Campania, Calabria e Sicilia, vanno interpretate come un segnale di vitalità socio economica, sono una premessa indispensabile per una nuova fase di crescita più equilibrata che in passato, in particolare nel settore dei servizi turistici e sulle tante attività collaterali a esse legate, il che fa ben sperare.
Giancarlo Cocco
Foto © Giancarlo Cocco, Euronews













