L’ombra della Brexit sulla vittoria dei laburisti in UK

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Brexit

Dopo 14 anni di Governi conservatori la punizione degli elettori e la probabile ripresa di più stretti rapporti con l’Unione europea

 

Tra le cause del crollo dei consensi nei Tories, il peggioramento nella congiuntura economica e la Brexit. Inoltre la ripresa dell’immigrazione e una perdita di prestigio in Europa spingono per una nuova collaborazione con l’Unione europea.

La netta vittoria dei laburisti di Starmer nel contesto della Brexit

Dopo il referendum del 23 giugno 2016 e la formalizzazione della Brexit avvenuta il primo gennaio del 2021, stiamo assistendo a una vittoria schiacciante dei Labour dopo 14 anni di Governi conservatori. Dai primi risultati emerge che i laburisti possiedono 405 seggi su 650, mentre ai conservatori sono assegnati solo 154 seggi. Naturalmente gli effetti della Brexit non sono l’unica chiave di lettura del malcontento degli elettori per i Governi che hanno gestito la fuoriuscita britannica dall’Europa. Tuttavia da allora è avvenuto un cambiamento radicale nei rapporti di forza tra i conservatori guidati da Rishi Sunak e laburisti di Keir Starmer che ha portato all’attuale netta sconfitta del partito dei Tories.

Il difficile post-Brexit tra Ue e Regno Unito

La contesa tra Ue e UK è iniziata nel marzo del 2021 attorno alla questione del periodo di grazia per il commercio nel Mare d’Irlanda. Praticamente la durata della concessione temporanea ai controlli Ue sui certificati sanitari per il commercio dalla Gran Bretagna all’Irlanda del Nord. Nel contesto postBrexit questi controlli sono stati ritenuti necessari per mantenere integro il mercato unico sull’isola d’Irlanda. Il problema maggiore ha riguardato le carni refrigerate e per questa ragione si è spesso parlato di “guerra delle salsicce” con Bruxelles. Il tentativo di prorogare unilateralmente il periodo di grazia da parte dell’allora Governo di Boris Johnson ha scatenato uno scontro diplomatico tra le due sponde della Manica, apparentemente risolto tra il luglio e l’ottobre 2021.

La partecipazione ai programmi Horizon e Copernicus

Una prima distensione tra i difficili rapporti è arrivata dal Governo Sunak raggiungendo con la Commissione europea un’intesa politica sulla partecipazione ai programmi Horizon Europe e Copernicus. L’accordo consente alle due parti di rimettere in contatto le rispettive comunità di ricerca e spaziali per approfondire le relazioni sulle materie di innovazione comune. Il contributo finanziario di Londra per la partecipazione a Horizon Europe e a Copernicus è di 2,6 miliardi di euro. Nelle intenzioni delle due parti c’è quella di tornare a stringere i legami per saldare l’alleanza sul fronte della lotta ai cambiamenti climatici attraverso il monitoraggio della Terra nel contesto del Green Deal.

Accordi di cooperazione con Frontex e il Framework di Windsor per l’Irlanda

Sempre attraverso il Governo Sunak, con l’accordo tra Frontex e le autorità britanniche, è arrivato anche il turno della gestione delle frontiere, in particolare per contrastare gli attraversamenti del canale della Manica da parte di piccole imbarcazioni che trasportano migranti. Si tratta di un accordo quadro di cooperazione nell’ambito della gestione delle frontiere e del contrasto all’ immigrazione irregolare. BrexitL’accordo prevede anche lo scambio di informazioni nel settore del rimpatrio e della gestione delle frontiere. In particolare esiste con l’accordo la possibilità di avere personale e funzionari di collegamento comuni tra l’Ue e il Regno Unito. Inoltre un’intesa di principio sul problema degli scambi commerciali dell’Irlanda del Nord è stato ottenuto col Framework di Windsor.

L’auspicato nuovo corso nei rapporti con l’Ue

Nonostante gli accordi siglati con il precedente Sunak, il nuovo Governo laburista potrebbe produrre un nuovo corso nelle relazioni UeUK. Tuttavia il futuro primo ministro Starmer ha dichiarato: «Sono stato molto chiaro sul fatto che non intendo rientrare nell’Ue, nel mercato unico o nell’unione doganale, né consentire il ritorno alla libertà di circolazione». Queste parole decise però sono anche dettate da tatticismi politici volti a evitare scossoni dovuti a discontinuità col Governo Sunak. Il leader laburista in carica non ha però escluso che il prossimo esecutivo da lui presieduto spingerà per un dialogo con Bruxelles più costruttivo rispetto ai tre precedenti guidati dai conservatori. «Penso che potremmo ottenere un accordo migliore di quello pasticciato sotto Johnson sul fronte del commercio, della ricerca e dello sviluppo e della sicurezza», ha precisato Starmer. Queste dichiarazioni, nel contesto complessivo, lasciano immaginare una più intensa collaborazione con la Commissione europea negli anni a venire.

 

Nicola Sparvieri

Foto © Startmag, Cyber Security 360, Altalex

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