Tante le celebrazioni in ricordo delle 299 vittime che quel 24 agosto non sono riuscite a sfuggite al sisma
Otto anni fa, 24 Agosto 2016, il terremoto scosse e rase al suolo Amatrice, Arquata e Accumoli. 299 le vittime. Alle 3.30 della scorsa notte i rintocchi delle campane hanno scandito il ricordo di quelle vite spezzate, nel silenzio e nella preghiera. Oggi in tutti i Comuni del cratere reatino è lutto cittadino. Fu solo la prima di una serie di violente scosse che in pochi mesi coinvolse un cratere di otto mila chilometri quadrati che toccò quattro Regioni – Abruzzo, Lazio, Marche, Umbria- e 138 comuni.
Ad Accumoli fiaccole accese e processione fino al centro. La messa celebrata in un cantiere, simbolo della voglia di ripartire e di ricominciare degli abitanti, che si augurano un’accelerazione nella ricostruzione. Esposto anche un crocifisso recuperato tra le macerie con accanto un video in cui scorrono le immagini del prima e del dopo. Della devastazione e della ricostruzione. Una ferita ancora aperta. Tanta gente, in queste giornate ha raggiunto i centri colpiti dal sisma del 2016. Nei centri commerciali lo striscione dell’associazione commercianti, con la torre civica, un cuore rosso e un fiocco nero. «Ci incontriamo» – ha affermato don Stanislao – «per riaffermare la nostra volontà di vivere. Abbiamo scelto ancora una volta un cantiere perché la ricostruzione è fondamentale per mantenere viva la speranza e per restituire agli abitanti ciò che il terremoto gli ha tolto».
20mila i cantieri già autorizzati, di cui oltre 11mila completati
In questi 8 anni da Amatrice ad Arquata, passando per Accumoli, tra
Abruzzo, Lazio, Marche, Umbria sono stati tantissimi i ponteggi e le transenne che hanno costellato il panorama. Oggi il processo sembra essere a un buon punto. Al 31 maggio 2024 il “Rapporto sulla ricostruzione sisma 2016” evidenziava come fossero circa 20 mila i cantieri già autorizzati, di cui oltre 11 mila completati. È stato avviato il 95% delle opere pubbliche, gli interventi in progettazione sono il 66% del totale di cui 25% approvati. Saliti i lavori al 28% di cui 12% conclusi.
I nuclei familiari censiti che, ad oggi, ricorrono all’assistenza abitativa sono 11.182. Erano 12.319 nel 2023 e 14.211 nel 2022.
Le richieste di contributo per la ricostruzione da soggetti privati per immobili residenziali o produttivi danneggiati sono 31.177, su un totale di circa 50 mila stimate, per un valore di 13 miliardi e 746 milioni di euro. Di queste, 19.899 approvate dagli Uffici speciali per la ricostruzione (il 64% del totale), con una concessione di circa 8,5 miliardi di euro e la liquidazione di 4,5 miliardi. Nell’ultimo biennio sono pervenute più di 8 mila le richieste di contributo, pari a oltre il 25% del totale.
Ricstruzione pubblica
La programmazione post-sisma 2016 prevede 3.509 interventi, per un valore complessivo di 4,2 miliardi di euro. La ricostruzione pubblica si compone della programmazione cosiddetta ordinaria (2.725 opere pubbliche, per un valore di 2,2 miliardi di euro), regolata dalle Ordinanze commissariali e la programmazione cosiddetta speciale (784 opere per 2 miliardi di euro). Complessivamente, è stato avviato il 95% delle opere programmate, il 66% delle quali è in fase di progettazione (il 25% di questi progetti è già approvato), il 16% vede i lavori già in corso e il 12% completati. Si tratta di un progresso significativo. All’inizio del 2023 quasi il 50% degli interventi erano da avviare, ora restano da sbloccare il 5% delle opere.
Ricostruzione privata
Anche la privata conferma la tendenza già registrata lo scorso anno: nel primo semestre del 2024 le erogazioni di Cassa Depositi e Prestiti
(Cdp), che gestisce il plafond sisma Centro Italia (fornendo alle banche convenzionate del territorio la provvista dei fondi da erogare sulla base dello stato di avanzamento dei lavori), nei confronti delle imprese impegnate nei cantieri della ricostruzione hanno fatto registrare un +16,64% rispetto allo stesso periodo del 2023 e un +41,71% al 2022. I dati confermano il consolidamento di quel “cambio di passo” avvenuto nel 2023. Nei primi cinque mesi del 2024, infatti, le erogazioni hanno fatto registrare un +16,64% rispetto allo stesso periodo del 2023 e un +41,71% rispetto al 2022
La tendenza di questi ultimi mesi conferma dunque l’accelerazione impressa lo scorso anno, quando le liquidazioni erano aumentate del +37% rispetto al 2022 e del +73% in rapporto al 2021. In termini assoluti, al 31 maggio 2024, Cdp ha erogato un totale di 4,414 miliardi di euro per la ricostruzione privata e, mentre nel solo 2023 la cifra era pari a 1,364 miliardi (un terzo del totale), nell’ultimo biennio (giugno 2022 – maggio 2024) è stato erogato oltre il 57% dell’intero ammontare (2,5 miliardi di euro).
Nodi
Come ha affermato il commissario straordinario al sisma 2016, Guido Castelli, non mancano le difficoltà: «Nel corso del 2024, stiamo affrontando i nodi più complessi della ricostruzione». Un particolare sforzo è dedicato ad Amatrice, dove si lavora al Municipio e le Chiese di Santa Maria Immacolata e Santa Maria del Suffragio. Ad Arquata del Tronto è stato dato il via al progetto esecutivo per la ricostruzione del centro storico, così come a Castelluccio di Norcia, dove si lavora alla realizzazione dei terrazzamenti e dei sottoservizi.
«Oggi vogliamo che questo cambio di passo, confermato anche dagli
ultimi dati relativi alla ricostruzione privata, sia tangibile anche nei luoghi che hanno subito le ferite più gravi in termini di vittime. Il cambio di passo che è impresso in tanta parte del cratere, deve concretizzarsi anche qui, nei borghi che per primi hanno subito la distruzione del terremoto: Amatrice, Accumoli, Arquata. Un obiettivo che grazie alla coesione e alla collaborazione con la Regione, l’Usr e il Comune, oggi è possibile», ha continuato Castelli.
Viminale
“Otto anni fa violente scosse di terremoto si abbatterono sul Centro Italia, devastando interi paesi: Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto tra i borghi più colpiti. Oggi il nostro commosso ricordo va a tutte le vittime e ai feriti di quei tragici eventi, insieme alla profonda gratitudine per i Vigili del fuoco e per tutti coloro che fin dai primi momenti accorsero sui quei luoghi per salvare vite umane e prestare soccorso alla popolazione”, questo il messaggio di Matteo Piantedosi, ministro dell’Interno in ricordo del terremoto.
Ginevra Larosa
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