Sangiuliano: «Chiedo scusa a mia moglie e a Giorgia Meloni»

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Su Rai1 in “esclusiva” nel prime time il ministro della Cultura che in lacrime spiega la vicenda (sentimentale) con la Boccia

2 guerre che non trovano fine, la richiesta della Turchia di aderire ai BRICS che potrebbe cambiare pesantemente la situazione geopolitica mondiale, ma in Italia a tenere banco da giorni è la vicenda Sangiuliano. La confessione del ministro della Cultura arriva in un’intervista (esclusiva) al Tg1 col direttore Gian Marco Chiocci.

«Ho presentato le dimissioni ma Meloni le ha respinte»

«Avevo una relazione con Maria Rosaria Boccia “di tipo personale, affettivo”, ma per lei pagavo io, non un euro è stato speso dal ministero. E su questo terreno non sono ricattabile» il sunto della vicenda dell’ex direttore del Tg2, diventato responsabile del dicastero della Cultura con il Governo Meloni. E proprio alla premier Gennaro Sangiuliano dichiara di aver presentato le dimissioni, respinte, e chiede scusa «a mia moglie, la persona più importante della mia vita» e al presidente del Consiglio «per l’imbarazzo causato al Governo». Oltre ai suoi collaboratori, in evidente imbarazzo nei giorni scorsi. Ma la bufera mediatica non accenna a sgonfiarsi e il botta e risposta continuo tra le parole del ministro e l’influencer sempre più seguita sui social.

La 42enne che avrebbe dovuto prendere un incarico gratuito comeresponsabile grandi evential Mic, come di consueto in questi giorni commenta in tempo reale l’intervista già dalle anticipazioni con un “iniziamo con le bugie”. Non solo, Boccia pubblica una sequela di documenti e dichiarazioni via social: il testo di una mail arrivata dal Gabinetto della Cultura il 10 luglio scorso in riferimento alla sua presunta nomina come consigliera del ministro. Poi l’audio di una telefonata con il funzionario menzionato nella posta elettronica e una mail del 4 luglio il cui oggetto è “Timing 23 luglio-Pompei”, sulla cerimonia di consegna delle chiavi della città di Pompei al ministro.

Lo scontro politico aumenta

La maggioranza prova a fare scudo: il vicepremier Matteo Salvini difende Sangiuliano con un laconico “mi fido dei colleghi con cui lavoro” nonostante sia stato tirato in ballo dallo stesso ministro in un’intervista alla Stampa, da FdI Giovanni Donzelli e Tommaso Foti ribadiscono che «si tratta di gossip» e il titolare del dicastero delle imprese e del made in Italy Adolfo Urso sottolinea «è un ottimo ministro e lavoriamo benissimo». Ma c’è anche chi, come il ministro della Giustizia Carlo Nordio, non nasconde qualche perplessità: «Io non ho nemmeno una pagina di Facebook e di Twitter, perché sono fonti molte volte di equivoci e di fake news» – dichiarae il Guardasigilli – «e certamente, l’invito alla cautela quando si occupano posti di responsabilità. Ma questo non significa affatto che sia una critica, vedremo come andrà».

Sul fronte delle opposizioni il Pd stigmatizza le dichiarazioni “sbugiardate” del ministro, attacca il suo «inammissibile uso privato della tv pubblica» e la segretaria Elly Schlein ironizza: «Ormai non sembra più un Governo. Sembra la saga di Beautiful». Duro anche il Movimento 5 stelle: «Può un ministero come quello della Cultura e un intero Governo essere ostaggio dei post sui social di una privata cittadina che puntualmente smentisce e getta ombre sulle dichiarazioni di Gennaro Sangiuliano?».

«Gennaro Sangiuliano deve venire il prima possibile in Parlamento a chiarire tutto» – spiegano i capigruppo in commissione Cultura al Senato e alla Camera, Luca Pirondini e Antonio Caso – «è in gioco il prestigio di quelle istituzioni che ogni giorno stanno calpestando». Per il portavoce di Europa Verde e deputato Avs Angelo Bonelli «se il ministro Sangiuliano ha presentato le dimissioni e la premier Meloni le ha respinte è lei responsabile di questo degrado istituzionale, per la copertura che ha offerto ai suoi, come nei casi di Delmastro e Santanchè».

Nascita e fine di un rapporto (di lavoro e non solo)

SangiulianoDopo aver mostrato estratti conto e ricevute di pagamento di biglietti aerei il titolare del dicastero della Cultura ha spiegato nell’intervista che Maria Rosaria Boccia «l’ho conosciuta all’inizio della campagna elettorale per le europee, in un’iniziativa di FdI a Napoli. La foto di un anno fa che ha postato lei è una foto con lei e altre persone, che faccio spesso, poi è nata un’amicizia personale, ho riscontrato doti organizzative e ho pensato di nominarla consigliere per l’organizzazione dei grandi eventi».

Lo precisa lo stesso ministro Sangiuliano nell’intervista al Tg1. «Da rapporto di amicizia è diventata una relazione affettiva, sentimentale, di tipo personale. Io ho portato avanti l’idea della nomina, ma alcuni amici legali e il capo di gabinetto mi hanno fatto notare che poteva configurarsi un potenziale conflitto di interessi. Ho chiesto io stesso per mail al capo di gabinetto di interrompere la nomina di Boccia: il conflitto di interessi è di carattere sia sentimentale sia per la sua partecipazione di eventi che potevano entrare in conflitto con i nostri. Sulla nomina non è mai stato fatto nessun invio all’Ufficio centrale di bilancio e anche il contratto che Boccia potrebbe esibire è privo di controfirma».

«Nessun accesso a documenti riservati»

A proposito di eventuali dati sensibili violanti in vista del G7 Cultura, Sangiuliano ha assicurato che «la dottoressa Boccia non ha mai avuto assolutamente accesso nè a documenti classificati, nè a documenti riservati riguardanti il G7» e che la sua presenza al ministero si sarebbe verificata solo quattro o cinque volte. «Ieri sera ho chiamato Boccia per dirle di essere corretta e precisa nelle affermazioni». Alla fine dell’intervista il direttore Chiocci chiede se secondo il ministro potrebbe uscire qualcosa di compromettente prossimamente. Sangiuliano chiosa: «Sicuramente potrebbero uscire le chat relative alla nostra relazione affettiva, ma questo secondo me sarebbe un reato».

 

Lena Huber

Foto © Secolo d’Italia, Fanpage, Agenzia Dire

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