Una delle 14 personalità italiane ad avere una stella nella celebre Hollywood Walk of Fame
Sono vent’anni che la celebre soprano pesarese Renata Tebaldi è morta nella Città di San Marino (Pesaro 1 febbraio 1922 – San Marino 19 dicembre 2004) e in questo anno di Pesaro Capitale italiana della Cultura 2024, sarebbe bene che le istituzioni locali e le associazioni musicali, la ricordassero con una scultura o targa da porre al centro della Città. Renata Tebaldi è considerata una delle cantanti liriche più amate di tutti i tempi, acclamata in particolare come interprete di Verdi e Puccini. Studiò al Conservatorio di Parma con Italo Brancucci ed Ettore Campogalliani e poi al liceo musicale Gioacchino Rossini di Pesaro con la celebre soprano Carmen Melis.
Nel 1944 debuttò a Rovigo nel ruolo di Elena in Mefistofele. Nel 1946 al Teatro alla Scala di Milano nel concerto di riapertura dopo la ricostruzione sotto la direzione di Arturo Toscanini. Fu in questa occasione che il maestro le attribuì l’appellativo di “Voce d’angelo”.
Da Wagner a Rossini
Nella prima parte della sua carriera la Tebaldi affrontò con eccellenti risultati opere di Wagner e storiche riprese di lavori di Haendel, Spontini, Rossini con “L’assedio di Corinto” e del primo Verdi con “Giovanna D’Arco”. Iniziò presto ad affrontare anche il grande repertorio italiano, Tosca, Desdemona, Violetta al Teatro La Fenice di Venezia 1947-49. Maddalena (Teatro Regio di Parma 1949), Aida (Teatro comunale di Firenze 1951)
Nei banchi di scuola incontrò il grande tenore drammatico Mario Del Monaco, anch’egli rimasto legato a Pesaro, dove ebbe una sua abitazione e dove è seppellito nel cimitero centrale della Città. Dopo gli studi pesaresi i due si incontrarono varie volte. Una data storica è il 31 gennaio 1955, quando la Tebaldi si presentò al Metropolitan di New York, trionfando in “Otello” proprio a fianco di Del Monaco. Le apparizioni al Metropolitan, diventato la sede principale della sua attività a seguito della temporanea rottura con il Teatro alla Scala. Quattro anni di interruzione con il teatro scaligero, che preferì la stella nascente Maria Callas, con cui nascerà una rivalità artistica che durerà negli anni. Per Tebaldi vi fu un successo internazionale e all’inizio degli anni sessanta la sua voce andò calando, soprattutto a seguito del pesante repertorio.
La seconda carriera
Nel 1964 riprese a cantare la Boheme a Filadelfia e nel 1966 debuttò con enorme successo come protagonista de “La Gioconda” sulle scene del Metropolitan. Altrettanto successo ebbe nel 1970 sempre a New York quando vestì per la prima volta i panni di Minnie ne “La fanciulla del West” di Puccini. Cantò l’ultima opera nel 1973, interpretando Desdemona nell’Otello sempre al Metropolitan di New York.
Successivamente l’attività si limitò ai concerti, dove privilegiò pagine cameristiche con
accompagnamento del pianoforte e abbandonando ogni forzatura nel registro grave a favore di un’emissione più fluida. Si ritirò dalle scene nel 1976 dopo un trionfale concerto di beneficenza alla Scala a sostegno dei terremotati in Friuli nel 2002. Famosissima è rimasta la rivalità con Maria Callas, che il 16 settembre 1968 si recò dietro le quinte del Metropolitan a congratularsi con la Tebaldi, per la sua esibizione in Adriana Lecouvreur, segnando la definitiva riconciliazione fra le due cantanti.
Renata Tebaldi è una delle 14 personalità italiane ad avere una stella nella Hollywood Walk of Fame, la celebre strada dove sono incastonate oltre 2000 stelle a celebrità che hanno contribuito allo Star System e all’industria dello spettacolo.
Luciano Pavarotti
Un incontro eccezionale nel “Un ballo in maschera” di Verdi nel 1970. Due generazioni vocali di diversa esperienza, ma che idealmente hanno rappresentato un continuum nel belcanto italiano. Anche Luciano Pavarotti è rimasto per anni legato a Pesaro, dove aveva una villa e dove inaugurò la riapertura del teatro Rossini. Renata Tebaldi è tornata a Pesaro per essere omaggiata nella sala del consiglio comunale. E ci auspichiamo che accanto alla scultura di Luciano possa esserne realizzata anche una a “Voce d’angelo”.
Paolo Montanari
Foto © GBOpera, Connessi all’Opera, Romain Jazz













