Quaranta milioni di euro del programma Horizon Europe per finanziare la rivoluzione del sistema alimentare e combattere la fame
L’Unione europea scende in campo per poter utilizzare in modo sostenibile dieta, salute e ambiente, definendo nuovi stili di vita ed eliminando gli sprechi con un basso impatto ambientale.
La lotta alla fame nei Paesi poveri
Secondo le recenti previsioni demografiche delle Nazioni Unite, saremo quasi 10 miliardi entro il 2050. Un dato che pone con urgenza la questione su come riuscire a sfamare tutti.
Tra i 17 obiettivi dello sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 dell’Onu la lotta alla fame rimane una priorità assoluta. Secondo i dati Fao e le stime del World Food Programme delle nazioni Unite, oggi quasi un miliardo di persone non mangia a sufficienza e due miliardi, circa un terzo della popolazione mondiale, non hanno accesso regolare a cibo nutriente e sicuro.
All’opposto, paradossalmente, circa due miliardi di persone soffrono di sovrappeso o di obesità, spesso per l’assunzione di cibo di bassa qualità. Il futuro dipende da una nuova gestione delle risorse alimentari, dall’adozione di pratiche sostenibili, dalla riduzione degli sprechi e dal supporto alle comunità locali. Cambiare il modo in cui il cibo viene prodotto, distribuito e consumato può creare un sistema più equo che avvantaggi sia le persone che il Pianeta.
La risposta dell’Ue
L’Europa ha fissato un ambizioso obiettivo di rinnovamento del settore alimentare adottando importanti strategie dedicate a questo tema. In particolare, il programma From Farm to Fork (F2F), che è parte del Green Deal europeo. Inoltre, nel piano Next Generation Eu, un obiettivo primario da perseguire è lo sviluppo della filiera agroalimentare e la sostenibilità ambientale.
Tra gli obiettivi fondamentali di F2F, ce ne sono alcuni che si riflettono anche nella strategia per la biodiversità. Ad esempio: ridurre del 50% dell’uso di pesticidi chimici entro il 2030. Dimezzare la perdita di nutrienti, garantendo al tempo stesso che la fertilità del suolo non si deteriori. Ridurre del 50% le vendite totali di antimicrobici per gli animali d’allevamento e di antibiotici per l’acquacoltura entro il 2030. Trasformare il 25% dei terreni agricoli in aree destinate all’agricoltura biologica sempre entro lo stesso anno.
Cosa è FutureFoodS
FutureFoodS è un partenariato europeo che riunisce circa 90 realtà, di cui oltre 40 sono istituzioni pubbliche e organizzazioni private, associazioni della politica e fondazioni provenienti da circa 30 Paesi europei. Il partenariato ha lo scopo di coordinare, allineare e capitalizzare gli sforzi della ricerca e dell’innovazione in Europa. Nella sua Agenda Strategica per la Ricerca e l’Innovazione (Sria), FutureFoodS ha identificato le aree tematiche determinanti. Si dovrà operare con una migliore conoscenza, un know–how avanzato e soluzioni innovative e scalabili.
I termini del bando Horizon Europe
I quattro cardini strategici principali della sostenibilità nutrizionale sono la preservazione della biodiversità, la sicurezza alimentare, la riduzione degli sprechi e il basso impatto ecologico del cibo. In tale modo viene ribadito che la salute dell’uomo non può essere svincolata da quella del Pianeta. Nel progetto Horizon Europe, le cooperative, gli enti di ricerca, le imprese, le Ong e le università, avranno due scadenze (15 gennaio e 9 luglio) per candidare progetti innovativi della durata massima cofinanziabile dall’Unione europea di 36 mesi.
Saranno tre i temi ammessi: sistemi alimentari sostenibili e resilienti; nuovi alimenti, in grado di promuovere innovazioni nel design, nella trasformazione e nella fornitura alimentare facilitando cambiamenti dietetici. Ridurre l’impatto ambientale della produzione alimentare, migliorare la salute pubblica e assicurare la stabilità economica delle filiere alimentari, dalla produzione agricola fino al consumo: questi gli obiettivi del bando.
Innovare la figura dell’agricoltore
Una corretta nutrizione rappresenta un fattore centrale per il benessere della società, è quindi necessario che la produzione e il consumo di alimenti consentano la sostenibilità ambientale e socioeconomica.
Una rivoluzione del sistema comporterà anche un mutamento del sistema lavoro in campo alimentare. Anticipare le evoluzioni del settore e rivolgere lo sguardo verso nuove prospettive occupazionali nell’ambito del food è fondamentale, soprattutto per le prossime generazioni.
Un primo cambiamento, in termini di competenze, riguarda sicuramente il comparto agricolo: i nuovi agricoltori, che saranno chiamati a confrontarsi con i dati oltre che con la terra. Attraverso l’impiego di droni e sensori in loco, sarà possibile raccogliere informazioni sullo stato dei terreni e delle coltivazioni, che potranno essere lette e processate da remoto, limitando così l’intervento manuale sul campo. Il data analyst o data scientist diventerà una figura di svolta del comparto alimentare, in grado di interpretare i grandi numeri forniti dalle macchine determinando gli interventi successivi. Nuovi agricoltori in grado di concepire sistemi agricoli alternativi, come il vertical farming, con un forte grado di specializzazione tecnica e informatica.
Guidare gli acquisti verso nuovi stili di vita
Manager, marketer e comunicatori digitali, saranno le figure focali di una buona comunicazione diffusa che sapranno sfruttare i canali online per incontrare la domanda. Dovranno essere in grado di guidare le scelte d’acquisto, tanto in Italia quanto all’estero, valorizzando gli impatti dei consumi sul cambiamento climatico. I food innovator anticiperanno le tendenze e svilupperanno nuove proposte in linea con un nuovo modo di concepire la lotta all’inquinamento agendo sulle abitudini alimentari. Saranno studiate soluzioni contenitive, soprattutto per quello che riguarda le conseguenze sull’approvvigionamento di cibo e sostanze nutritive vecchie e nuove.
Nicola Sparvieri
Foto © Open, Osservatorio Diritti, Oggi Scienza, Taccuini Gastrosofici













