Riconoscimento di un ruolo sempre più centrale nel panorama europeo delle gare ciclistiche promuovendo il territorio e l’inclusione sociale
Si è conclusa con grande entusiasmo la 28ª edizione della Granfondo Via del Sale Fantini Club, consolidando ancora una volta il suo ruolo da protagonista nel panorama ciclistico italiano. L’evento ha confermato la sua importanza, con quasi 3.000 iscritti e un notevole afflusso di pubblico, che ha invaso Cervia generando un impatto positivo sull’economia locale e coinvolgendo numerose strutture alberghiere.
Tra i partecipanti, ha preso parte anche Davide Cassani, ex ciclista professionista e celebre volto del commento sportivo, figura di spicco e ambasciatore del ciclismo italiano, da sempre legato a Fantini Club e alla Granfondo Via del Sale. Cassani è stato accolto con grande affetto dai numerosi appassionati, portando con sé l’autentico spirito del ciclismo e contribuendo a creare quella magia che solo questo sport sa offrire: la possibilità di correre fianco a fianco con un ex professionista, condividendo la stessa strada e la stessa passione. Tra i ciclisti di spicco, anche Morena Tartagni, prima atleta azzurra a salire sul podio dei mondiali di ciclismo nel 1968.
Il podio
Sul lungo percorso da 147 km, caratterizzato da salite impegnative e panorami spettacolari, sono stati i corridori Nicolò Tamussi e Vanessa Santeliz Bautista a prevalere. Nel percorso medio di 102 km, invece, hanno trionfato Francesco Pirro ed Eleonora Calvi di Coenzo, entrambi premiati direttamente all’arrivo, in un’atmosfera di festa e celebrazione.
«La notte prima della gara c’era molta incertezza», racconta Daniel Guidi, speaker dell’evento.
«Le previsioni meteo parlavano di forti temporali, ma nessuno ci voleva credere. Al mattino, però, il cielo era sereno, la temperatura mite e senza vento. Sembrava che le allerte fossero errate». Tuttavia, durante la partenza, l’atmosfera era carica di energia, con ciclisti di ogni tipo: chi per la prima volta, chi per vincere, chi per allenarsi e chi semplicemente per godersi il paesaggio. In prima fila anche i partecipanti della ciclostorica “La Divina” con le loro biciclette d’epoca e Achille Abbondanza dell’Associazione Morgagni Malattie Polmonari.
Lo start, dato dall’assessore alla Mobilità e ai Trasporti del Comune di Cervia Mirko Boschetti, è stato emozionante e adrenalinico. Poco dopo la partenza, però, il tempo ha cambiato volto. Il cielo sopra Cervia si è oscurato, e le previsioni meteo si sono rivelate più che corrette, con vento forte e sabbia sollevata, creando condizioni estreme. «Una giornata che nessuno dimenticherà facilmente», conclude Guidi, «tra fatica, resistenza e quella imprevedibilità che rende il ciclismo uno sport davvero epico».
Romagna terra di sport
Il turismo sportivo si conferma essere uno dei principali motori di sviluppo per la Riviera Adriatica e per l’intera Italia, con un trend in continua crescita. Secondo l’Osservatorio sport system italiano, nel 2023 questo settore ha registrato un incremento del 6,5%, raggiungendo un valore complessivo di 12 miliardi di euro, con ben 32 milioni di presenze alberghiere legate a eventi sportivi. Tuttavia, la Granfondo Via del Sale non si è limitata ad essere solo una gara ciclistica ma ha anche rappresentato un’occasione per celebrare lo sport, la memoria storica e la bellezza del territorio, con diverse iniziative che hanno coinvolto la comunità locale e i partecipanti in momenti di grande emozione e riflessione,
La pedalata dei piccoli atleti – Romagna iniziative ha visto una grande partecipazione di giovani ciclisti, entusiasti di percorrere un tragitto urbano di 7 km, che ha dato loro la possibilità di vivere l’esperienza di una gara ciclistica in modo divertente e coinvolgente, sotto l’insegna dell’inclusività e della promozione dello sport giovanile.
Nel nome di Pantani
Il Talk Show Pantani: il Pirata, semplicemente Marco è stato uno dei momenti più intensi e commoventi della manifestazione. Questo incontro ha celebrato la memoria di Marco Pantani, il campione che ha scritto pagine indimenticabili nella storia del ciclismo italiano. Tonina, la madre, insieme a parenti e amici, ha condiviso ricordi e aneddoti in un’atmosfera carica di emozione, restituendo al pubblico l’immagine di Marco non solo come atleta, ma come uomo, evidenziando la sua umanità e la sua passione per il ciclismo.
Incontro con Morena Tartagni
Un altro momento significativo è stata la presentazione del libro “Volevo fare la
corridora“, scritto dalla campionessa Morena Tartagni. Prima donna azzurra a salire sul podio dei mondiali di ciclismo nel 1968, ha raccontato con grande sincerità ed emozione gli episodi più salienti della sua vita, narrando il coraggio e la determinazione necessari per inseguire e realizzare il sogno di diventare una ciclista professionista in un mondo prevalentemente maschile. La sua storia ha ispirato e commosso i presenti, aggiungendo un ulteriore valore umano all’evento. Per lei, lo sport rappresenta una vera e propria lezione di vita, un mezzo che aiuta a superare le sconfitte e ad affrontare le sfide con resilienza.
Morena ha sempre parlato con passione dell’importanza della componente femminile nello sport, sottolineando come, con lei, le donne abbiano dimostrato di poter eccellere. Tuttavia, ciò che più l’ha infastidita durante la sua carriera è stato il sentirsi costantemente sottovalutata a causa del suo essere donna e non essere riconosciuta per la sua abilità e intelligenza come ciclista, una competenza che non aveva nulla da invidiare a quella degli uomini. La sua vita, che potrebbe sembrare un romanzo, è stata un esempio soprattutto a partire dagli anni ’80.
Nel suo libro, Morena mette in evidenza un concetto fondamentale: “le donne sono libere da ogni pregiudizio e, attraverso la loro forza e determinazione, sono in grado di dimostrare il loro valore in qualsiasi ambito, inclusi quelli storicamente dominati dagli uomini”.
Premio al merito giornalistico
La Via del Sale Special Dinner è stata, inoltre, un momento conviviale che ha
unito gastronomia e cultura per celebrare le tradizioni del territorio romagnolo e i suoi protagonisti. Durante la serata presso il ristorante Calamare del Fantini Club, è stato assegnato il Premio Discover Cervia a Lorenzo Dallari, giornalista sportivo di straordinaria competenza e volto storico del volley italiano. Riconosciuto per il suo impegno nel raccontare lo sport attraverso il territorio, valorizzando le radici culturali e sociali dei luoghi, intrecciando storie di sport con le eccellenze e le unicità della nostra terra.
Focus sulla sostenibilità
Le gare ciclistiche stanno assumendo un ruolo sempre più centrale nel panorama europeo, non solo per il loro valore sportivo, ma anche per il loro potenziale nell’ambito della sostenibilità. L’Europa, infatti, sta diventando un punto di riferimento per eventi ciclistici che promuovono pratiche eco-sostenibili, dalla riduzione delle emissioni di carbonio all’adozione di materiali e tecnologie a basso impatto ambientale. Molti degli eventi ciclistici più importanti, come i grandi tour internazionali e le gare di livello nazionale, stanno integrando questi aspetti nelle loro modalità organizzative, spingendo verso l’adozione di misure concrete per limitare l’inquinamento e promuovere l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto ecologico.
Le gare non sono più solo competizioni sportive ma diventano occasioni di sensibilizzazione e cambiamento. Iniziative come il riciclo dei materiali, l’uso di energie rinnovabili per le infrastrutture, la promozione di un’alimentazione sostenibile per gli atleti e l’adozione di pratiche green lungo tutto il percorso, sono solo alcune delle azioni intraprese per ridurre l’impatto ambientale delle manifestazioni. L’Unione europea, inoltre, sta sempre più sostenendo questo tipo di eventi, incentivando l’organizzazione di gare che promuovano l’inclusione sociale e che siano in grado di attrarre un pubblico sempre più ampio, favorendo un turismo sostenibile e un maggiore impegno delle comunità locali per la protezione dell’ambiente.
Inclusività
L’integrazione di questi principi nelle gare ciclistiche a livello europeo non solo aiuta a
rafforzare l’impegno collettivo verso un futuro più verde ma dimostra anche che lo sport può essere un potente strumento di cambiamento, capace di sensibilizzare milioni di persone e di ispirare comportamenti più responsabili nei confronti del nostro Pianeta. In questo modo, la Granfondo Via del Sale si è confermata come un evento che va oltre la semplice competizione sportiva, diventando una vera e propria celebrazione dello sport, della memoria e della comunità, valorizzando il territorio e offrendo momenti di riflessione e incontro che vanno al di là delle tradizionali dinamiche di una gara ciclistica.
Francesca Sirignani
Foto © Francesca Sirignani













