Ospedale di Gaza colpito nella notte

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Ospedale Gaza

Israele si difende sostenendo che all’interno ci fosse un centro di comando e controllo di Hamas utilizzato dai terroristi per pianificare ed eseguire attacchi

Numerosi missili lanciati dai caccia israeliani nella notte hanno colpito l’ospedale Battista alAhli, detto anche ospedale Battista, nel Nord di Gaza City. L’Idf (Forze di difesa israeliane) aveva dato ordine di evacuare i pazienti ricoverati, ma i medici non hanno fatto in tempo perché il bombardamento è iniziato subito dopo. L’esercito israeliano aveva infatti ordinato lo sfollamento per i residenti del campo profughi di Nuseirat, nel centro della Città, e di Khan Younis, nel sud, dopo aver intercettato tre razzi provenienti dalla Striscia.

Alcuni video diffusi sui social mostrano violente esplosioni e tende bruciate, macerie e barelle abbandonate: la struttura ha subito gravi danni, in particolare all’edificio che ospita il pronto soccorso. L’Idf e lo Shin Bet, l’intelligence israeliana per l’interno, affermano che l’obiettivo del raid era un centro di comando di Hamas situato all’interno dell’ospedale. Usate armi di precisione e sorveglianza aerea.

In un filmato si vede anche un paziente dell’ospedale portato per strada ancora sul suo letto, tra macerie e tende bruciate. Appena due settimane fa, l’esercito israeliano aveva colpito l’ospedale di Khan Younis. E prima ancora distrutta la struttura medica di al Shifa. Fuori servizio anche l’ospedale di Kamal Adwan. In più occasioni era stato anche attaccato l’ospedale indonesiano nel Nord di Gaza. «Non abbiamo più un posto sicuro dove stare», hanno affermato alcuni residenti della Striscia di Gaza dopo l’evacuazione dell’ospedale. Secondo il servizio di emergenza civile di Gaza, non si sono registrate vittime.

Israele si difende

A spiegare le ragioni dell’attacco notturno all’ospedale Battista sono state le forze armate israeliane. Ospedale Gaza«Le Forze di difesa israeliane e le Forze di sicurezza israeliane (Isa) hanno attaccato un centro di comando e controllo utilizzato da Hamas nell’ospedale al Ahli, nel nord di Gaza. Il complesso era utilizzato dai terroristi di Hamas per pianificare ed eseguire attacchi terroristici contro civili e truppe israeliane», si legge in una dichiarazione. L’esercito ha assicurato che erano state prese misure per mitigare i danni ai civili o al complesso ospedaliero – che secondo Israele era fuori servizio – con un’allerta diramata prima del bombardamento e con l’uso di «munizioni di precisione e sorveglianza aerea».

Hamas protesta

Il Governo di Gaza sotto il controllo di Hamas ha condannato l’attacco israeliano all’ospedale, come riporta l’agenzia turca Anadolu. Quello delle scorse ore, ha detto l’ufficio stampa di Gaza, è stato «un altro crimine orribile», sull’unico ospedale che sarebbe rimasto attivo a pieno regime a Gaza. «I responsabili dell’attacco sono Israele e gli Usa, così come Paesi come Regno Unito, Germania e Francia». E lancia un appello alla comunità internazionale, all’Onu e alle organizzazioni umanitarie perché denuncino l’attacco e agiscano per «porre fine alla violenza e proteggere le strutture sanitarie».

«L’organizzazione terroristica Hamas viola sistematicamente il diritto internazionale» ribatte l’esercito israeliano – «sfruttando brutalmente gli edifici civili e la popolazione civile come scudi umani per operazioni terroristiche».

L’ufficio stampa del Governo di Gaza ha pubblicato un elenco di 35 ospedali, tra cui l’ospedale al-Ahli, che le forze israeliane hanno attaccato finora. «Solo un paio di settimane fa» – ricorda al Jazeera – «l’esercito israeliano ha bombardato l’ospedale di Khan Younis; in precedenza, aveva distrutto il complesso medico di Al-Shifa e l’ospedale Kamal Adwan, attaccando più volte anche l’ospedale indonesiano nel nord».

«Stiamo assistendo all’attacco delle forze israeliane a un settore medico che fatica a continuare a fornire il livello minimo di servizi a causa del blocco totale degli aiuti umanitari imposto da Israele dal 2 marzo e dei devastanti attacchi del 18 marzo», denunciano i sanitari all’emittente panaraba.

Rafah è circondata

Sabato mattina l’esercito israeliano ha riferito di aver preso il controllo totale di un nuovo corridoio militare costruito tra il confine meridionale della Striscia di Gaza e il nord della Città di Rafah, che ora è di fatto isolata dal resto del territorio. La costruzione del corridoio, chiamato “asse Morag“, era stata annunciata una decina di giorni fa dal Governo israeliano, con l’obiettivo di espandere le nuove operazioni militari nella Striscia. Il corridoio di Morag si aggiunge agli altri nella Striscia occupati e controllati da Israele, tra cui quelli di Netzarim e di Philadelphi. Con l’occupazione del nuovo corridoio, la Città di Rafah è circondata e nessuna persona palestinese può uscirne.

Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha dichiarato che tutto il territorio compreso a sud del corridoio sarà considerato aggiunto alle cosiddettezone cuscinetto” che si trovano lungo tutto il confine con Israele e che sono controllate dai militari israeliani. Nell’ultimo anno e mezzo di guerra in questo territorio Israele ha raso al suolo quasi tutti gli edifici esistenti, tra cui case e scuole, e ha distrutto i campi coltivabili. È una zona che ormai occupa quasi il 50 per cento di tutto il territorio della Striscia.

Le vendette continuano

Ennesimo omicidio questa mattina nella comunità araboisraeliana: un uomo di 31 anni ucciso a colpi d’arma da fuoco a Nazareth, poche ore dopo l’assassinio di un 28enne a Sakhnin, nel nord del Paese. Portando il bilancio delle vittime della criminalità locale a 73 morti dall’inizio dell’anno, di cui 10 solo negli ultimi cinque giorni. La comunità arabo-israeliana accusa la polizia di fallimento totale nella lotta alla criminalità, in particolare il ministro di ultradestra, Itamar Ben Gvir, a capo del dicastero della Sicurezza.

«Ogni giorno ci chiediamo chi sarà il prossimo. Famiglie intere non escono di casa per mesi o anni, vivono nel terrore», hanno dichiarato alcuni residenti di cittadine arabe ai media locali. La scorsa settimana uccisi tre uomini in un attentato in un negozio di narghilè a Ramla, nel centro di Israele, poche ore dopo, un uomo è morto nell’esplosione della sua auto ad Arraba. In un altro caso, due fratelli assassinati nel quartiere Jawarish sempre a Ramla: nona e decima vittima nella stessa famiglia negli ultimi sei anni. Nelle ultime settimane, sono avvenuti numerosi omicidi anche a Shefaram, Arara (nord) e nel Negev, spesso legati a faide familiari o vendette trasversali. I parenti delle vittime denunciano l’inerzia delle autorità, mentre il numero dei morti continua a crescere a ritmi allarmanti.

Ginevra Larosa

Foto © Al Jazeera, Boston Review, Euronews

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