L’Unione europea lavora per raggiungere un accordo entro il 9 luglio, giorno in cui scatterebbero quelli fissati in precedenza dal presidente Usa
Donald Trump, su Truth, Ha fissato l’orario in cui partiranno le prime lettere sui dazi: le 12 di oggi, le 18 italiane. Inoltre il presidente statunitense minaccia tariffe doganali aggiuntive del 10% a tutti quei Paesi che si “allineeranno” con i Brics. “Non ci saranno eccezioni”, ha scritto.
Immediata la condanna dei leader del Gruppo, riuniti a Rio de Janeiro, che criticano i dazi sulle importazioni “indiscriminati” imposti dal presidente degli Stati Uniti. Le 11 Nazioni emergenti, tra cui Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica, rappresentano circa la metà della popolazione mondiale e il 40% della produzione economica globale. Il blocco è diviso su molte questioni, ma ha trovato un punto in comune riguardo le misure del leader statunitense e le sue continue guerre tariffarie, pur evitando di nominarlo direttamente. Esprimendo “serie preoccupazioni per l’aumento delle misure tariffarie unilaterali“, i membri dei Brics hanno affermato in una dichiarazione congiunta che i dazi rischiano di danneggiare l’economia globale.
Cina
I Paesi Brics «non stanno cercando lo scontro» sui dazi, ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri cinese, Mao Ning. «Riguardo l’imposizione di dazi, la Cina ha più volte affermato la sua posizione che il commercio e le guerre dai dazi non hanno vincitori e che il protezionismo non è una strada da seguire».
Il Sudafrica vuole negoziare
Il Sudafrica «non è anti-americano» e vuole ancora negoziare un accordo commerciale con gli Usa: lo ha affermato un portavoce del ministero del Commercio sudafricano, dopo
che Trump, ha minacciato un ulteriore dazio del 10% sui Paesi allineati al gruppo Brics. «Aspettiamo ancora una comunicazione formale dagli Stati Uniti in merito al nostro accordo commerciale, ma le nostre conversazioni rimangono costruttive e fruttuose», ha sostenuto Ksamil Alli in alcune dichiarazioni riportate da Reuters. «Come abbiamo già comunicato in precedenza, non siamo antiamericani». Il Sudafrica sta cercando di negoziare un accordo commerciale con l’amministrazione Trump da maggio, quando il Tycoon ha ospitato il presidente Cyril Ramaphosa per un colloquio alla Casa Bianca.
Mosca: «I Brics non agiscono contro Paesi terzi»
Dmitry Peskov, portavoce del Cremlino, in risposta alle parole del presidente Usa di imporre ulteriori dazi del 10% “a qualsiasi Paese che si allinei alle politiche antiamericane dei Brics”, ha dichiarato che «l’interazione fra gli Stati che fanno parte dei Brics non è mai stata e non sarà mai diretta contro alcun Paese terzo».
«Abbiamo effettivamente assistito a dichiarazioni di questo tipo da parte del presidente Trump, ma è molto importante sottolineare qui che l’unicità di un’associazione come i Brics è che si tratta di un’associazione di Paesi che condividono approcci comuni, una visione del mondo comune su come realizzare la cooperazione basata sui propri interessi», ha continuato.
Bangkok punta a un dazio del 18%
I negoziati sui dazi tra Thailandia e Stati uniti potrebbero concludersi entro pochi giorni, dopo che il Governo di Bangkok ha inviato le sue proposte aggiuntive a Washington nel corso del fine settimana. Il quotidiano Thai Rath, citando fonti governative, ha scritto che l’obiettivo della Thailandia nei negoziati con Washington è di ridurre il dazio al 18%.
Unione europea
«Continuiamo a lavorare verso la scadenza del 9 luglio, e in questo senso, i contatti a livello politico e tecnico tra Ue e Usa continuano», ha affermato un portavoce della Commissione europea riferendosi ai negoziati in corso per raggiungere un accordo commerciale che eviti l’imposizione dei dazi minacciati da Trump. Sulla telefonata tra Trump e la von der Leyen ha sostenuto: «hanno avuto un buono scambio».
«Ora siamo all’inizio della fine dei giochi. Per avere la posizione migliore nei negoziati non possiamo dire di più», ha aggiunto il portavoce rispondendo alle domande dei giornalisti per
avere maggiori dettagli. «Stiamo cercando di portare a casa il miglior accordo possibile con gli Usa», ha sottolineato. «Su un eventuale proroga al primo agosto come nuova scadenza per l’accordo possiamo dire che questa domanda la dovete fare a Washington. Non commentiamo quello che loro dicono. Confermiamo che siamo pienamente impegnati a trovare un accordo di principio». In relazione alla consultazione con gli Stati membri, lo stesso portavoce ha confermato che la Commissione «è in contatto costante» con loro. «Ma non ci consulteremo fino a che non abbiamo novità: quando arriverà il momento, quando avremo passi in avanti, contatteremo gli Stati».
Il cancelliere Friedrich Merz ha sentito al telefono la presidente della Commissione Ue Ursula Von der Leyen, il presidente francese Emmanuel Macron e la premier italiana Giorgia Meloni sul tema dei dazi. Il portavoce di Merz, Stefan Kornelius, in conferenza stampa a Berlino ha affermato che: «Il fattore del tempo è di grande significato. Il tempo è denaro. In questo contesto i colloqui non sono ancora conclusi. Il processo di costruzione della posizione non è ancora concluso. Le trattative sono svolte in stretto contatto con i partner europei».
Borse europee caute
Le Borse europee si muovono positive a metà giornata ma, comunque, all’insegna della cautela con la lente sui dazi. L’indice d’area del Vecchio Continente, lo stoxx 600, segna un quarto di punto di rialzo mentre i future su Wall Street sono in calo. In Europa tengono in particolare finanziari e industriali. Sotto pressione l’energia con il petrolio in recupero dopo una prima parte di seduta in calo con l’aumento della produzione dell’Opec+. Il wti è piatto, a ridosso dei 67 dollari mentre il brent sale di mezzo punto percentuale e punta i 69 dollari. Anche il gas si appiattisce con il prezzo a 33,5 euro al megawattora. Lo spread tra Btp e Bund è a 84,5 punti con il rendimento del decennale italiano che sale di 2 punti base al 3,46%. L’euro prosegue in calo sul dollaro con la moneta unica che scambia a 1,1728 con il biglietto verde.
Ginevra Larosa
Foto © Economic Research Southern Africa, The Bulrushes, europarl.europa.eu













