Giordano Riello all’Università Meier: «Fare industria è arte»

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Un industriale tra i maggiori rappresentanti italiani nel Mondo. Suo nonno portò l’aria condizionata in Europa dopo un viaggio in America

Giovedì 26 febbraio 2026 l’Università Meier di Milano ha ospitato la lectio magistralis dal titolo “Fare industria è arte”, tenuta da Giordano Riello, un industriale tra i maggiori rappresentanti italiani ed europei nel Mondo e presidente del Giordano Riello International Group. L’evento si è svolto nell’Aula Magna dell’ateneo e ha visto la partecipazione di studenti, docenti, autorità civili, imprenditori e delegazioni internazionali provenienti da Cina, Germania, Namibia, Benin, Tunisia e Filippine.

Tra i presenti anche la console onoraria del Guatemala a Brindisi, docente del Dipartimento Turismo, Arte e Cultura dell’Ateneo, a testimonianza della dimensione globale dell’iniziativa. L’incontro, a ingresso libero fino a esaurimento posti, ha rappresentato un’occasione per approfondire le connessioni tra creatività, industria e innovazione, mostrando come l’attività industriale possa essere considerata una vera e propria forma di espressione artistica, capace di trasmettere cultura, competenze tecniche e visione strategica.

Industria italiana ambasciatrice di creatività, etica e sostenibilità

Durante il suo intervento, Riello ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra università e industria, definendoli due facce complementari dello stesso processo di crescita: «L’università è il laboratorio della mente, l’industria è il laboratorio della realtà». Ha spiegato come le istituzioni accademiche formino menti creative e competenti, mentre l’industria traduca queste capacità in innovazione concreta e valore tangibile. La sinergia tra teoria e pratica, secondo Riello, è fondamentale per promuovere uno sviluppo sostenibile e una crescita culturale condivisa, non solo a livello nazionale ma anche europeo e internazionale, rafforzando la posizione dell’Italia e dell’Europa nella scena globale.

Uno dei temi centrali della lectio è stato il Made in Italy, interpretato non solo come simbolo di eccellenza e tradizione, ma anche come strumento di soft power internazionale. Riello ha illustrato come l’Italia, attraverso qualità, design, innovazione e formazione, esporti cultura, stile e competenze, consolidando la propria reputazione globale e rafforzando le relazioni con mercati e partner diplomatici. Ogni prodotto industriale diventa così un vero e proprio ambasciatore di creatività, etica e sostenibilità, capace di raccontare storie che uniscono design, innovazione e valori universali, costruendo ponti tra culture e contribuendo alla diplomazia culturale italiana.

Riello: «Una storia che unisce design, sostenibilità e capacità di innovare»

L’apertura dei lavori è stata affidata ai saluti della rettrice Dea D’Aprile, seguiti dall’introduzione del giornalista Attilio Miani, moderatore dell’evento. Particolare rilievo haavuto l’intervento del professor Mattia CarlinRiellodirettore del Dipartimento Turismo, Arte e Cultura e responsabile delle relazioni internazionali dell’Ateneo, promotore dell’invito a Riello. Carlin ha richiamato concetti filosofici e artistici, come la misura e l’equilibrio in Sant’Agostino, e il valore attribuito da Leonardo da Vinci all’ingegneria, all’arte e alla bellezza, sottolineando come questi principi continuino a ispirare il rapporto tra creatività, tecnica e cultura.

Riello ha evidenziato come l’industria contemporanea non possa più limitarsi a processi ripetitivi, ma debba integrare creatività progettuale, estetica, etica e innovazione tecnologica, trasformandosi in un vero veicolo di espressione culturale e sociale. «Ogni prodotto industriale può e deve raccontare una storia», ha spiegato, «una storia che unisce design, sostenibilità e capacità di innovare».

Fare impresa è un atto creativo e culturale

L’evento si è concluso con la consegna di una targa ufficiale al presidente Giordano Riello da parte del rettore, a riconoscimento del suo contributo alla comunità accademica e al dialogo tra impresa e università. Il pubblico ha tributato un applauso caloroso durato oltre cinque minuti, a testimonianza dell’apprezzamento verso un imprenditore che rappresenta l’eccellenza italiana ed europea nel Mondo.

Classe 1989, originario di Legnago (Verona), Giordano Riello vive a Verona, è sposato e padre di tre figli. Appassionato di pilotaggio, scalate e running, considera queste attività strumenti per mantenere equilibrio, visione e capacità decisionale, elementi fondamentali anche nella gestione industriale. Ha sviluppato la sua carriera nel solco della tradizione familiare, guidando le imprese del gruppo verso l’innovazione digitale e la sicurezza delle infrastrutture critiche. Attivo nel sistema associativo, è stato presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Veneto e vicepresidente nazionale del movimento, ricoprendo oggi un ruolo con delega all’Innovazione Tecnologica nel Consiglio di Presidenza di Confindustria Veneto Est. Giordano Riello incarna così una visione dell’industria che supera la pura produzione, sposando la filosofia secondo cui fare impresa è un atto creativo e culturale, capace di generare valore economico, sociale e internazionale e di rappresentare l’Italia e l’Europa nel Mondo.

 

Pierfrancesco Mailli

Foto © Università MEIER

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