Macron: «Quando qualcuno attacca Cipro, attacca l’Europa»

0
452
Macron Cipro Europa

Vertice a Pafos dopo gli attacchi con droni: rafforzata la presenza militare europea nel Mediterraneo orientale e sostegno alla sicurezza dell’isola

Il primo ministro Kyriakos Mītsotakīs è atterrato all’aeroporto di Pafos, dove è stato accolto dal presidente della Repubblica di Cipro, Nikos Christodoulidīs, mentre poco dopo è arrivato anche il presidente francese Emmanuel Macron. Il primo ministro è accompagnato anche dal ministro degli Esteri Giorgos Gerapetritis.

La Presidenza francese ha annunciato che Emmanuel Macron visiterà poi la portaerei francese Charles de Gaulle al largo di Creta. Inoltre ha parlato questa mattina con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu della situazione in Medio Oriente e in Libano, ha aggiunto il Palazzo Eliseo.

Il rafforzamento delle risorse militari europee nel Mediterraneo orientale, principalmente sul perimetro di Cipro, sarà un punto chiave all’ordine del giorno dei colloqui a Cipro in un momento in cui Francia, Italia e Spagna hanno ciascuna schierato una fregata nella zona.

Kyriakos Mītsotakīs, Emmanuel Macron e Nikos Christodoulidīs hanno poi visitato il Centro di Coordinamento Ricerca e Soccorso e rilasciato dichiarazioni congiunte, mentre il Primo Ministro greco e il Presidente cipriota hanno ispezionato anche gli aerei F16 situati nella base aerea di Pafos.

Dichiarazioni di Emmanuel Macron

Il presidente francese Emmanuel Macron, nelle sue dichiarazioni, ha espresso il suo sostegno alla Repubblica di Cipro e ha dichiarato: «Sono qui per dirvi che quando qualcuno attacca Cipro, attacca l’Europa». Il problema ciprio, ha affermato, rivolgendosi al signor Christodoulidīs, «è una questione molto importante non solo per lei e la Grecia, ma anche per la Francia e dimostra l’importanza della partnership che abbiamo».

Macron ha osservato che dietro il testo firmato dai tre leader «c’è il nostro impegno e la nostra presenza militare. L’attacco con i droni ci ha portato a inviare un sistema antiaereo e la fregata».

Come ha sottolineato il presidente francese, la portaerei Charles De Gaulle è molto vicina a Cipro e lo scopo della sua presenza è rafforzare la difesa aerea dell’isola.
Inoltre ha aggiunto che gli attacchi erano diretti contro i Paesi vicini e ha espresso la sua solidarietà. Ha affermato che la Francia vuole garantire la sicurezza della navigazione, sta lavorando a stretto contatto con la Grecia e l’operazione “Scudo” guidata dalla Grecia è la prova concreta di questa cooperazione.

Dichiarazioni di Kyriakos Mītsotakīs

«Da qui, da Cipro, insieme al presidente Nikos Christodoulidīs e al Presidente francese Emmanuel Macron, inviamo un messaggio comune, chiaro, risonante e deciso di unità e solidarietà. Un messaggio chiaro, caro Nikos, che la Repubblica di Cipro della famiglia europea non è e non sarà mai lasciata in pace», ha dichiarato il primo ministro Kyriakos Mītsotakīs.

«Per quanto riguarda la Grecia, fin dall’inizio di questa crisi, ho posto come priorità nazionale fondamentale la sicurezza dell’isola, un luogo con cui siamo connessi dai più forti, i più forti legami nazionali, storici e culturali. La sicurezza di Cipro, dopotutto, come hai detto, caro Nikos, è una parte integrante della sicurezza europea e certamente un fattore di stabilità per l’intera Regione del Mediterraneo orientale», ha aggiunto.

«Ecco perché, in consultazione con voi, le forze armate greche si sono mosse per prime, per dare la presenza di pace e sicurezza a queste terre sacre. Due fregate greche, una delle quali è l’orgoglio della flotta greca, la fregata Kimonas, e quattro F-16 Viper armati sono state mandate immediatamente a Cipro. E in effetti sarà una nota interessante della storia che la prima missione operativa di Kimon sia qui a Cipro. Kimon, come ha detto, caro Nikos, un generale ammiraglio ateniese, che ha identificato la sua storia con la sicurezza dell’isola».

Relazioni strategiche​

Inoltre, il primo ministro, riferendosi agli aiuti della Francia, ha dichiarato: «Ma, caro Emmanuel, mi dà anche una gioia speciale che altri nostri partner siano stati subito sensibilizzati, il primo dei quali è stato il nostro amico Francia. E voglio ringraziarvi per la vostra decisione di essere qui con noi oggi, subito dopo la tempestiva risposta delle forze armate del vostro Paese».

«Abbiamo dimostrato che gli accordi strategici che stiamo firmando non sono solo testi indifferenti, ma sono messi alla prova nella pratica. E questa relazione strategica tra GreciaFrancia e GreciaCipro è messa alla prova nella pratica, e penso che questo sia il grande valore di questa mossa. Questa nostra solidarietà pratica con la Repubblica di Cipro, seguita da altri Paesi europei, Italia e Spagna, riflette anche l’essenza della clausola di difesa reciproca, prevista dall’articolo 42(7) del Trattato sull’Unione europea. Il che a sua volta conferma che l’Europa rimane sempre una forza responsabile, capace di co-plasmare gli sviluppi globali», ha concluso il primo ministro.

Dichiarazioni di Nikos Christodoulidīs

Il presidente della Repubblica di Cipro, Nikos Christodoulidīs, dopo aver ringraziato i due ospiti per la loro presenza, ha sottolineato nelle sue dichiarazioni che Grecia, Francia e Cipro inviano il messaggio che l’Europa è determinata a garantire la sicurezza dei suoi Stati membri e a lavorare per la stabilità nella Regione.

«La vostra presenza oggi a Paphos è di importanza fondamentale per Cipro e per l’Europa», ha dichiarato, aggiungendo che la sicurezza di Cipro significa la responsabilità collettiva e la sicurezza dell’Europa. «Caro Kyriakos, non ho bisogno di spiegare le ragioni per cui la presenza degli F16 e delle due fregate ha commosso tutti noi, e ha messo in evidenza i legami storici che uniscono Cipro e Grecia e la certezza che siamo vicini». Ha inoltre affermato che questa solidarietà mette in evidenza la convinzione comune nella necessità di stabilità e sicurezza nella Regione.

Il Medio Oriente influisce sull’Europa​

Macron Cipro EuropaChristodoulidīs ha ringraziato i primi ministri di Italia e Spagna per il loro sostegno, affermando che stanno dimostrando in modo deciso cosa significa solidarietà europea e stanno contribuendo con il loro aiuto alla stabilità e sicurezza della Regione, inviando un messaggio sul percorso che l’Europa deve seguire, tenendo conto dei dati geopolitici.

«Gli sviluppi ci ricordano che tutto ciò che accade in Medio Oriente influisce sull’Europa, sulla stabilità energetica, sui flussi migratori e sul futuro collettivo europeo», ha sostenuto Christodoulidīs, sottolineando che l’Ue deve essere più attivamente coinvolta nella Regione più ampia.

«La posizione della Repubblica di Cipro è chiara: non siamo coinvolti in operazioni militari, rimaniamo nel ruolo umanitario che abbiamo ricoperto per tutto questo tempo come parte della soluzione e non del problema. Sappiamo cosa significa guerra, siamo vittime di un’invasione illegale, ed è per questo che ogni nostra azione mira a garantire la pace», ha concluso Christodoulidīs.

 

George Labrinopoulos

Foto © Euronews, BBC, Ytali, Wikipedia

Articolo precedenteLa nuova guerra fredda è già iniziata
Articolo successivoCina e Russia valutano l’intervento al fianco dell’Iran
George Labrinopoulos
Sono quasi 52 anni che vivo in Italia, originario di Vitina, nel Peloponneso, Sono nato a Vrilissia, 13 km dal centro di Atene, dove ho vissuto i primi 20 anni della mia vita, finché non sono arrivato a Roma dove ho lavorato come corrispondente per la Grecia e a una Agenzia Onu. Ho cominciato a lavorare in Italia nel '78, come secondo corrispondente di un importante giornale greco. Nel 1980 sono entrato nella stampa estera in Italia, della quale tuttora sono membro effettivo e per la quale negli anni Ottanta ho ricoperto per tre volte la carica di consigliere nel direttivo dell'associazione. Nell'arco di questi anni ho lavorato per vari quotidiani greci, oltre che per un'emittente radiofonica, Da Roma riuscii a portare tra il 1984, fino gli anni Novanta, politici del calibro di Pertini e Cossiga, i primi ministri Andreotti e Craxi, il Papa Giovanni Paolo II, Prodi, e altri uomini politici che attraverso il loro operato scrivevano la storia dell'Italia in quegli anni, poi messi in un libro "L'Italia dei giganti", due anni fa. Sono arrivato in Italia nel 1972, iscritto all'Università per Stranieri in Perugia per imparare la lingua italiana. Sono stato iscritto all'Università di Roma nella facoltà di Lettere e Filosofia indirizzo lingue straniere (inglese). Durante le lezioni il mio professore all'epoca Agostino Lombardo, ci insegnava analisi di testo e di poesia, e gia mi è arrivata la voglia di cominciare di fare il mestiere che dovevo fare nella mia vita. Giornalista...vorrei ricordare che negli anni '70 non c'erano scuole di giornalismo, e il mio mestiere l'ho imparato facendo la gavetta dopo l'Università, ero andato ad Atene e facevo praticantato a un giornale ellenico...erano gli anni del sequestro Moro, e un'agenzia ellenica chiedeva un secondo per l'Italia, e cosi sono tornato come professionista giornalista a Roma

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui