“Crisi dello Stato-Nazione e populismi europei: il caso di Italia e Germania” (Carocci, 2025) ha attraversato Verona, Treviso, Padova e Vicenza, animando un dibattito sul futuro dell’Europa e sul fenomeno populista
Verona, Treviso, Padova e Vicenza. Quattro giorni, quattro tappe e un unico filo conduttore: animare il dibattito sul futuro dell’Europa e sul fenomeno populista. Il nuovo libro di Camille Chenaux, “Crisi dello Stato–Nazione e populismi europei: il caso di Italia e Germania” (Carocci, 2025), è stato al centro, appunto, di un poker di appuntamenti in Veneto, dal 4 al 7 maggio scorso.
Il VeneTour ha portato l’autrice – ricercatrice e analista politica specializzata nei fenomeni populisti europei, responsabile dell’Area Sport e co-Responsabile dell’Area Politica Estera per Rome Diplomacy – in quattro incontri intensi, che hanno visto la partecipazione di istituzioni, accademici, rappresentanti politici e società civile.
Il giro di presentazioni è un’idea nata lo scorso 11 novembre a Roma. L’occasione è il convegno “Il federalismo per la pace, la democrazia e l’uguaglianza” alla Fondazione Primoli, a Roma. Una copia del libro viene consegnata a Giorgio Anselmi, già presidente del Movimento federalista europeo (Mfe). Da quell’incontro è nata una stretta collaborazione professionale tra Anselmi e Chenaux, sfociata nell’organizzazione e nella realizzazione del VeneTour.
Il tour è partito il 4 maggio da Verona, nell’ambito del Festival di Verona. All’interno della Società letteraria, a pochi passi dall’Arena, l’autrice e Giorgio Anselmi hanno dibattuto con il prof. Luca Mori, professore associato di Sociologia generale, e Giacomo Cona, consigliere comunale con delega alle Politiche comunitarie, su astensionismo e nuovo ordine mondiale, per finire al ruolo del politico nell’era contemporanea.
Villorba, in provincia di Treviso, ha invece ospitato la seconda tappa, martedì 5 maggio. All’interno della libreria Lovat, l’autrice ha dialogato con Franco Lorenzo, ex sindacalista Cisl Veneto e attuale presidente Mfe Veneto. Anche in questo caso, sala gremita e grande partecipazione di pubblico. Al centro, temi quali la sfiducia degli elettori verso la politica e le possibili soluzioni a questo fenomeno di disaffezione.
Europa e populismo anche al centro dell’incontro di Padova del giorno successivo.
Nel prestigioso centro culturale Altinate-San Gaetano, l’autrice ha dialogato con Anna Lucia Pizzati, responsabile della sezione padovana del Mfe. Al centro della discussione, il ruolo degli Stati Uniti nello scenario internazionale attuale. Inoltre, le prospettive della relazione transatlantica in una nuova era geopolitica, e le implicazioni del populismo europeo sul futuro dell’Unione.
Tappa conclusiva di questa serie di presentazioni di “Crisi dello Stato-nazione e populismi europei: il caso di Italia e Germania” è stata Vicenza. Qui, presso l’Antico Caffè Nazionale, l’autrice ha partecipato a un dibattito coordinato da Enrico Peroni, responsabile Mfe della sezione vicentina e segretario provinciale del Pd per due mandati tra il 2010 e il 2018. Al suo fianco, tre professioniste ed ex amministratrici locali: Monica De Bortoli, Francesca Lomastro e Caterina Soprana. Un pubblico più giovane rispetto alle tappe precedenti ha orientato il dibattito verso le prospettive future. Come costruire quella “narrativa emotiva europea”, assente dal 1989, che per la Chenaux è condizione necessaria per riavvicinare i cittadini alle istituzioni.
Il VeneTour ha rappresentato, per Camille Chenaux, un’occasione concreta per seminare consapevolezza sul momento politico e geopolitico in atto. Il tutto, affrontando il fenomeno populista non in chiave ideologica, ma come oggetto di analisi critica. «Comprendere le radici di questo fenomeno» – sostiene – «è la condizione indispensabile per ridefinire il paradigma dei partiti tradizionali e arginare la progressiva disaffezione dei cittadini. I riscontri raccolti nei quattro incontri veneti hanno costituito un primo passo nel tentativo di colmare il divario tra dimensione micro e macro della partecipazione democratica».
Domenico Bonaventura













