Etica ed economia, il futuro passa da Roma

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Etica ed Economia

Al Palazzo delle Esposizioni confronto tra istituzioni e accademici su sviluppo, responsabilità sociale e nuove sfide globali

In una cornice d’eccezione, definita come il «luogo sacro della cultura qui a Roma», si è tenuta la presentazione dell’opera di Daniele Damele, “Etica ed economia“. L’evento, svoltosi presso il Palazzo delle Esposizioni, ha riunito autorevoli esponenti del mondo politico, istituzionale e accademico per riflettere su come i valori morali debbano guidare lo sviluppo economico in un’epoca segnata da innovazioni tecnologiche e incertezze globali.

Ad aprire i lavori è stato Mino Dinoi, componente del CdA dell’Azienda Speciale Palaexpo, che ha sottolineato l’importanza del confronto tra diverse sfere della società: «Il pubblico e il privato sono come l’etica e l’economia: due volti della stessa medaglia e camminano insieme». Ha poi lanciato un appello sulla necessità di una preparazione adeguata per chi guida la Nazione, affermando che «abbiamo il dovere di costruire una classe dirigente competente. Perché un Paese che ha competenza sicuramente non può venir meno all’etica».

Interessi collettivi

Il dibattito, moderato dalla giornalista Marzia Roncacci, ha affrontato la complessità del binomio tematico, evidenziando che «mettere insieme l’etica con l’economia non è sempre facile», specialmente in contesti dove i conflitti globali sono spesso alimentati da interessi finanziari. Roncacci ha lodato lo stile divulgativo dell’autore, notando come «la semplicità diventa proprio la chiave di lettura per tutto e Daniele riesce a farlo molto bene», rendendo accessibili concetti altrimenti complessi.

Ettore Rosato, segretario del Copasir, ha concentrato il suo intervento sulla responsabilità della politica dinanzi alla velocità dell’informazione digitale. Analizzando l’impatto dei social media e dell’intelligenza artificiale, ha dichiarato: «Serve una regolamentazione, ma serve più formazione, serve più cultura, serve fare un passo indietro, forse uno stop». Inoltre ha sottolineato che nel mondo del lavoro e della partnership istituzionale, «nella staffetta il gioco di squadra è prevalente», e l’etica deve avere un ruolo decisivo nel mettere gli interessi collettivi davanti a quelli individuali.

L’onorevole Cristina Rossello, componente della Commissione Politiche dell’Unione europea, ha declinato il tema sul piano della sostenibilità aziendale e della dignità del lavoro, ricordando che «il comportarsi bene non è un tema di poco conto. Sapere di comportarsi bene è una regola». Per Rossello, l’etica agisce come un limite positivo che permette un progresso armonioso: «L’etica deve anche contenere uno sviluppo, deve dare delle linee. Rendere un “do ut des”: ti sviluppi ma secondo linee che ti consentono un convivere sociale». Ha inoltre richiamato l’importanza dell’identità nazionale, dichiarandosi «orgogliosa del mio Paese perché c’è la cultura, la bellezza… c’è tanta brava gente semplice magari ma dignitosa».

 

 

Tutela e collaborazione

Un profondo legame con i valori costituzionali è stato tracciato da Francesco Tufarelli, direttore generale della Presidenza del Consiglio, che ha richiamato l’Articolo 41 della Carta: «L’iniziativa economica è libera, però deve essere indirizzata a fini sociali». Ha poi lodato la capacità dell’autore di analizzare l’ultimo decennio, citando come il Next Generation EU abbia rappresentato un cambio di paradigma: «Era la prima volta che reagivamo in maniera “tra virgolette” etica alla crisi». Per sintetizzare il rapporto tra generazioni e istituzioni, ha proposto una metafora sportiva: «La parola chiave secondo me è staffetta», spiegando che la virtù si misura sulla capacità di cedere il passo nei tempi giusti.

Pietro Infante, presidente di Inbit Events & Education, ha citato il Premio Nobel Amartya Sen per ricordare che «l’economia nel momento in cui si è distaccata dall’etica si sia in realtà poi impoverita». Infante ha evidenziato la necessità di un «ritorno alla centralità della persona umana» e ha ricordato come la recente modifica dell’Articolo 9 della Costituzione abbia inserito la tutela dell’ambiente in un’ottica di sviluppo intergenerazionale. Ha infine proposto come concetto cardine quello di «collaborazione», fondamentale per lo sviluppo di «imprese coesive» capaci di coniugare performance economiche e benessere dei lavoratori.

Dalle parole ai fatti

Infine, l’autore Daniele Damele, presidente Fasi, ha concluso l’incontro ribadendo che «l’etica e l’economia siano due facce della medesima medaglia». Ha chiarito che il profitto è un obiettivo necessario, ma deve essere accompagnato dalla responsabilità sociale: «Il profitto non è una brutta parola è un obbligo per chi si mette a realizzare un’impresa», tuttavia l’imprenditore moderno deve «aprire il cancello della fabbrica e uscire dall’impresa, andare nel sociale, andare nel territorio». Il suo messaggio finale è stato un invito all’azione concreta: «Etico è disegnare il futuro», aggiungendo che «dobbiamo passare dalle parole ai fatti… con amore».

L’evento ha confermato che la riflessione su un’economia dal volto umano non è solo un esercizio teorico, ma un’esigenza pratica per garantire la competitività e la tenuta sociale del sistema Italia.

 

Angie Hughes

Foto © Eurocomunicazione
Video © Eurocomunicazione

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