Grecia – Israele: esercizio di risposta ad Ankara

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Mediterraneo orientale, nuove pressioni su Ankara e Tripoli: Italia e Tunisia contestano la Libia all’Onu, mentre Grecia e Israele rafforzano la cooperazione militare

Si intensificano le pressioni diplomatiche contro le rivendicazioni marittime sostenute dalla Libia e, indirettamente, contro la strategia della Turchia nel Mediterraneo orientale. La decisione del Governo di Tripoli di procedere unilateralmente alla delimitazione dei propri confini marittimi, facendo riferimento all’impostazione del memorandum turco-libico e senza basarsi sui principi del diritto internazionale del mare, ha provocato una serie di reazioni che vengono interpretate ad Atene come un nuovo duro colpo ai progetti revisionisti di Ankara.

La posizione della Grecia

Secondo la lettura greca, il tentativo della Libia di estendere unilateralmente le proprie pretese marittime riprende sostanzialmente l’impianto del controverso memorandum firmato con la Turchia nel 2019, un’intesa che la Grecia considera priva di validità giuridica e contraria alla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (Unclos). La risposta arrivata da Italia e Tunisia è quindi vista come un’ulteriore conferma del crescente isolamento diplomatico delle posizioni sostenute da Tripoli e Ankara.

Cooperazione militare

Parallelamente agli sviluppi diplomatici, la Grecia continua a rafforzare la cooperazione strategica con Israele. È infatti in programma un’importante esercitazione congiunta di rifornimento in volo nello spazio aereo a sud di Creta, organizzata sulla base del Notam emesso dalle autorità greche. L’attività rappresenta un ulteriore tassello della stretta collaborazione militare tra Atene e Tel Aviv e conferma che l’asse strategico tra i due Paesi rimane pienamente operativo.

L’esercitazione arriva poche settimane dopo la visita del capo di stato maggiore della Marina greca alla base navale della flotta israeliana di Haifa e, secondo fonti elleniche, testimonia la volontà di entrambe le parti di continuare a sviluppare procedure operative comuni e a migliorare l’interoperabilità delle rispettive forze armate, sia nel Mediterraneo orientale sia in altri scenari di interesse strategico.

Per gli osservatori greci, il rafforzamento della cooperazione assume anche un valore politico oltre che militare. Dopo il riconoscimento del genocidio armeno da parte di Israele, diversi analisti ritengono infatti che le relazioni tra Gerusalemme e Ankara abbiano attraversato una nuova fase di deterioramento, contribuendo a consolidare ulteriormente il partenariato tra Grecia e Israele.

Secondo le informazioni disponibili, uno o due aerocisterne dell’Aeronautica israeliana opereranno nell’area a sud di Creta, dove saranno raggiunti da decine di caccia dell’Aeronautica militare greca. L’obiettivo dell’attività addestrativa sarà consentire agli equipaggi ellenici di perfezionare le tecniche di rifornimento in volo, una capacità considerata essenziale per aumentare il raggio operativo e la prontezza delle missioni aeree.

Le reazioni di Italia e Tunisia

Sul piano diplomatico, nel frattempo, si registra una crescente mobilitazione nel Mediterraneo centrale e orientale. Roma e Tunisi hanno infatti trasmesso alle Nazioni Unite lettere ufficiali di protesta contro le delimitazioni marittime annunciate dal Governo di Tripoli, contestando il carattere unilaterale delle iniziative libiche. Secondo la ricostruzione, all’origine della nuova tensione vi è la nota verbale depositata dalla Libia presso l’Onu, con la quale Tripoli ha tentato di definire autonomamente i propri confini marittimi. La Grecia sostiene che tale iniziativa si basi su interpretazioni arbitrarie del diritto del mare e punti ad attribuire alla Libia aree marittime che spettano legittimamente agli Stati vicini, provocando così la pronta reazione delle Capitali interessate.

Particolarmente significativa viene considerata la posizione dell’Italia. Nella nota verbale trasmessa dalla Rappresentanza permanente italiana alle Nazioni Unite il 26 maggio 2026, Roma respinge con fermezza la delimitazione proposta da Tripoli, sostenendo che essa lede i diritti sovrani e gli interessi italiani nel Mediterraneo.

Nel documento, il Governo italiano contesta integralmente la cartografia presentata dalla Libia e richiama espressamente i principi del diritto internazionale e le disposizioni della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare. Roma sottolinea inoltre che la delimitazione delle aree marittime non può essere il risultato di decisioni unilaterali, ma deve avvenire attraverso negoziati e accordi tra gli Stati interessati.

La posizione italiana richiama anche la giurisprudenza consolidata della Corte Internazionale di Giustizia dell’Aia, evidenziando come le precedenti decisioni abbiano già stabilito criteri giuridici per la delimitazione delle zone marittime. Secondo Roma, qualsiasi soluzione dovrà quindi rispettare il diritto internazionale e perseguire un accordo equo tra le parti coinvolte.

La lettura di Atene

Dal punto di vista della Grecia, le prese di posizione di Italia e Tunisia rappresentano un importante sostegno alla linea sostenuta da Atene da anni. Il Governo ellenico ribadisce infatti che la controversia non riguarda esclusivamente le relazioni tra Grecia, Turchia e Libia, ma investe il rispetto delle regole internazionali che disciplinano la delimitazione delle aree marittime.

Per la diplomazia greca, il crescente numero di Nazioni che contestano formalmente le iniziative di Tripoli dimostra come le rivendicazioni fondate sul memorandum turcolibico e sulla cosiddetta dottrina della “Patria Blu” non trovino consenso tra i principali attori del Mediterraneo.

Implicazioni geopolitiche

La posizione della Libia nelle dispute marittime del Mediterraneo si fa sempre più difficile Grecia Israelesul piano diplomatico. Dopo le recenti prese di posizione di altri Paesi della Regione, anche la Tunisia ha deciso di reagire ufficialmente alle rivendicazioni avanzate da Tripoli, in quello che è interpretato come un ulteriore segnale dell’isolamento internazionale del Governo libico sulle questioni relative ai confini marittimi. Secondo quanto emerge, Tunisi ha depositato presso le Nazioni Unite una nota verbale il 19 aprile 2026, con la quale contesta formalmente le rivendicazioni della Libia riguardanti il confine marittimo occidentale tra i due Paesi.

Per numerosi osservatori, questo sviluppo conferma il crescente isolamento della Libia rispetto ai principali Paesi del Mediterraneo e costituisce, allo stesso tempo, un importante risultato sul piano diplomatico per la Grecia.

Nel frattempo, la Grecia continua a rafforzare anche il dialogo con i Paesi vicini. Il ministro della Difesa, Nikos Dendias, ha ricevuto ad Atene il suo omologo albanese per una serie di incontri istituzionali. Il programma ha previsto sia un colloquio bilaterale tra i due ministri sia riunioni allargate tra le rispettive delegazioni, nell’ambito del rafforzamento della cooperazione tra Grecia e Albania sui temi della sicurezza e della difesa.

 

George Labrinopoulos

Foto © Tovima.com, Iaf.org, Reddit, Analisi Difesa

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George Labrinopoulos
Sono quasi 52 anni che vivo in Italia, originario di Vitina, nel Peloponneso, Sono nato a Vrilissia, 13 km dal centro di Atene, dove ho vissuto i primi 20 anni della mia vita, finché non sono arrivato a Roma dove ho lavorato come corrispondente per la Grecia e a una Agenzia Onu. Ho cominciato a lavorare in Italia nel '78, come secondo corrispondente di un importante giornale greco. Nel 1980 sono entrato nella stampa estera in Italia, della quale tuttora sono membro effettivo e per la quale negli anni Ottanta ho ricoperto per tre volte la carica di consigliere nel direttivo dell'associazione. Nell'arco di questi anni ho lavorato per vari quotidiani greci, oltre che per un'emittente radiofonica, Da Roma riuscii a portare tra il 1984, fino gli anni Novanta, politici del calibro di Pertini e Cossiga, i primi ministri Andreotti e Craxi, il Papa Giovanni Paolo II, Prodi, e altri uomini politici che attraverso il loro operato scrivevano la storia dell'Italia in quegli anni, poi messi in un libro "L'Italia dei giganti", due anni fa. Sono arrivato in Italia nel 1972, iscritto all'Università per Stranieri in Perugia per imparare la lingua italiana. Sono stato iscritto all'Università di Roma nella facoltà di Lettere e Filosofia indirizzo lingue straniere (inglese). Durante le lezioni il mio professore all'epoca Agostino Lombardo, ci insegnava analisi di testo e di poesia, e gia mi è arrivata la voglia di cominciare di fare il mestiere che dovevo fare nella mia vita. Giornalista...vorrei ricordare che negli anni '70 non c'erano scuole di giornalismo, e il mio mestiere l'ho imparato facendo la gavetta dopo l'Università, ero andato ad Atene e facevo praticantato a un giornale ellenico...erano gli anni del sequestro Moro, e un'agenzia ellenica chiedeva un secondo per l'Italia, e cosi sono tornato come professionista giornalista a Roma

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