L’Euro si rifà il look 365 anni dopo la prima banconota

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Euro

Cittadini Ue chiamati alle urne digitali per scegliere le nuove banconote, un cambio di passo che racconta la comune storia europea

Sono passati ben 365 anni da quando, nel 1661, in Europa nacque la cartamoneta, (già utilizzata dai cinesi nel XIII secolo e descritta da Marco polo nel suo Milione), creata dallo Stockholms Banco in Svezia. E dopo mille vicissitudini, diversi tagli e diversi design si giunge fino all’euro di cui, proprio in questo periodo, la Banca centrale europea (Bce) rinnova radicalmente per la prima volta i temi grafici con una nuova serie di illustrazioni.

A livello tecnico questo non è proprio il primo aggiornamento in assoluto, occorre infatti ricordare l’emissione della serieEuropa” avvenuta nel 2013 che, introducendo nuove funzioni di sicurezza, ottimizzava gli elementi anticontraffazione modificando solo marginalmente il layout estetico delle banconote, a cominciare da quella da 5 €.

Oltre le logiche del passato

L’attuale operazione costituisce invece un vero e proprio rifacimento strutturale e tematico dell’identità visiva della valuta europea, che sostituisce le convenzionali architetture astratte a favore di illustrazioni dedicate alla comune cultura europea. Si abbandonano i tradizionali motivi di ponti e finestre, simboli statici e inanimati privi di vita, per lasciare il posto a elementi dinamici e vivi quali corsi d’acqua e specie di uccelli tipiche del Continente.

Inoltre, per la prima volta dall’introduzione della moneta unica, i cittadini europei potranno esprimere direttamente le proprie preferenze sul design della prossima generazione di banconote essendo invitati a dare un giudizio sul concetto visivo di fondo che meglio rappresenti l’identità dell’Europa.

L’importanza dell’evento è sottolineata anche dalle parole della presidente della Bce, Christine Lagarde in occasione della presentazione ufficiale dei progetti finalisti: «Le banconote in euro sono più di un semplice strumento di pagamento, rappresentano una delle manifestazioni più tangibili dell’Europa. Attraverso grafiche che fondono estetica e valore concettuale, daranno nuova forza alla nostra identità comune» e «le nuove banconote saranno il simbolo della nostra identità comune europea e delle diversità che ci rendono forti».

Cultura

Due i grandi filoni tematici finalisti, volti storici e biodiversità, selezionati nel 2023 dal Consiglio direttivo della Bce, per dieci i bozzetti in gara, risultato di un concorso internazionale al quale hanno risposto oltre 1.200 designer da tutta l’Unione europea.

Un sondaggio pubblico online, disponibile in tutte le 24 lingue ufficiali dell’Ue, aperto a tutti fino al 21 settembre 2026 sul sito web della Bce nella sezione dedicata a le banconote del futuro” mostrerà il consenso popolare indirizzando verso il layout grafico di partenza per la creazione del denaro reale che metteremo fisicamente nei portafogli nei prossimi anni.

L’esito della consultazione determinerà dunque la futura identità visiva della valuta. Se a vincere sarà il filone della cultura europea, sulle banconote verranno stampati i ritratti di sei illustri personaggi che hanno fatto la storia del Continente, Leonardo da Vinci, Maria Callas, Ludwig van Beethoven, Marie Curie (1903 Nobel per la fisica), Miguel de Cervantes e Bertha von Suttner (prima donna a vincere il Nobel per la Pace, 1905, nonché ispiratrice per la categoria), abbinati sul retro a spazi culturali iconici, di aggregazione e del sapere, quali biblioteche, piazze cittadine, scuole, teatri e biblioteche.

Natura europea

Se, diversamente, prevarrà il tema incentrato sulla resilienza nella diversità, biodiversità e ambiente, il lato principale presenterà la fauna continentale con le illustrazioni dei volatili più caratteristici del nostro ecosistema, quali la Cicogna bianca, il Martin pescatore, il Picchio muraiolo, il Gruccione e l’Avocetta e, sul lato opposto, una combinazione tra i grandi corsi d’acqua del Continente e i simboli sede delle istituzioni comunitarie europee, dal Parlamento europeo alla Commissione, dalla Bce alla Corte di giustizia, fino alla Corte dei Conti e al Consiglio europeo.

Così la natura ci racconta l’Europa vista in una continuità geografica naturale, senza frontiere biologiche, dove gli uccelli, così come i corsi d’acqua viaggiano senza conoscere passaporti o dogane e i personaggi storici ci descrivono le radici culturali comuni che, al di là e grazie alla diversità di lingue e tradizioni, sono il patrimonio genetico, culturale e vitale, di ogni cittadino europeo.

L’evoluzione della cartamoneta europea

È  bene infatti ricordare che l’Europa, come comunità di valori, scienza, arte e ideali di pace, preesisteva già secoli prima (dei trattati politici ed economici del secondo dopoguerra) nelle accademie e nello scambio continuo di idee nei salotti letterari o filosofici, nelle piazze e nei teatri come nei laboratori scientifici, unita dal genio e dai valori universali di uomini e donne insigni e poliedriche. La politica e l’economia, d’altronde, sono arrivate solo dopo le guerre mondiali per dare una struttura legale a quel desiderio di pace e bellezza che gli europei condividevano da sempre, un valore spirituale e intellettuale che non ha confine geografico né di genere.

La veste grafica definitiva della nuova cartamoneta euro scaturirà quindi dalla sinergia tra la cittadinanza, il Consiglio direttivo della Bce e una giuria tecnica, segnando di fatto il primo restyling integrale dal 2002, anno del suo esordio. I materiali saranno più sostenibili, maggiormente resistenti all’usura, facili da autenticare e con caratteristiche di sicurezza più avanzate per contrastare la contraffazione, inoltre un design inclusivo risponderà al preciso dovere etico e demografico, nonché fondamentale atto di civiltà, di garantire uguaglianza democratica e sociale, dato che le illustrazioni, strutturate e studiate in collaborazione con esperti di neuroscienze, permetteranno un riconoscimento visivo e tattile immediato per i cittadini ipovedenti e non vedenti.

Banconote che raccontano la storia

EuroNell’era dei pagamenti elettronici e del dibattito sull’imminente Euro Digitale (forse nel 2029 quale alternativa ai pagamenti elettronici nell’area Euro), la moneta fisica torna a rimarcare il suo valore emotivo, reale e concreto, come sottolineano le immagini, non più architetture inventate e astratte quindi, ma figure vere, condivise e proposte con l’intenzione di “dare un’anima” e rappresentare il cuore pulsante, biologico e spirituale dell’Europa e del suo progetto, un Continente che, memore del passato e dei drammi delle guerre mondiali, ha scelto la via della cooperazione, dei diritti umani e della diplomazia, per disegnare il proprio futuro.

 

Adamo De Palma

Foto © affaritaliani

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