Il Festival, vincitore del premio teatro musicale austriaco, riveste un ruolo di primo piano in ambito europeo
Fresche vincitrici del Premio Teatro Musicale austriaco nella categoria miglior festival, le Innsbrucker Festwochen der Alten Musik si confermano luogo imprescindibile per la musica antica, fulcro di nuove e interessanti scoperte. Pochi altri luoghi offrono una integrazione così ricca fra la città e la programmazione musicale (www.altemusik.at).
Musica diffusa in città
Grazie all’iniziativa denominata concerto mobile, è possibile passeggiare per le strade di Innsbruck imbattendosi in improvvisi e inaspettati squarci musicali, che animano di volta in volta un caffè o un parco pubblico. Da ricordare anche la consueta Festa di Ferragosto in costume nel castello di Ambras, arricchita da giocolieri, acrobati, mangiatori di fuoco, danzatori in abiti storici. Concerti nelle splendide sale del maniero arricchiscono la programmazione. Un avvenimento adatto alle famiglie quanto a chiunque voglia fare un salto nel passato. Un appuntamento fisso per gli abitanti e i turisti che si trovino a transitare nella capitale del Tirolo.
Un Festival che promuove la ricerca
Il Festival non si è mai fermato, neppure di fronte a ostacoli difficili come quello della pandemia. In particolare non si è mai rinunciato a fare ricerca, cosa al giorno d’oggi per nulla scontata. Per questo motivo è diventato un punto di attrazione europeo per le più accreditate formazioni, specializzate nella prassi esecutiva della musica antica. Tutto questo garantisce una programmazione di alto livello, come è avvenuto anche in questa edizione.
L’edizione 2021
Ricordiamo in primo luogo il recital del controtenore Jacub Józef Orlinski, tenutosi nella sala grande della Haus der Musik. Il cantante polacco ha letteralmente incantato il pubblico, grazie alle sue innate doti comunicative. Si presenta sul palco come un consumato attore, l’abito singolare, la presenza scenica importante. La sua loquacità e i suoi modi di fare conquistano immediatamente il pubblico. Poi viene il canto. Dotato di una voce limpida e omogenea, Orlinski esprime perfettamente tutte le sfumature del sentimento d’amore, fulcro di un programma incentrato su arie desuete del barocco. Da Cavalli ad Händel, da Bononcini a Mattheson la serata è un tripudio di colori e di emotività. Brillante l’esecuzione della giovane orchestra Il Pomo d’oro diretta dal primo violino Zefira Valova. Orlinski concede ben tre bis, a testimoniare un vero e proprio trionfo.
L’opera in prima esecuzione moderna
Di grande interesse poi l’opera L’Idalma di Bernardo Pasquini, eseguita anch’essa nella Haus der Musik visti i restauri in corso nel vicino teatro. Si trattava di una prima esecuzione in epoca moderna. Il direttore Alessandro De Marchi si è dedicato anima e corpo a questa realizzazione, lavorando sull’unico manoscritto esistente.
La musica appare di pregevole fattura. L’ambizione di Pasquini, come sempre nel teatro seicentesco, è quella di rendere la complessità dell’esistenza in tutte le sue sfaccettature, dal comico al drammatico. La vicenda si basa su un groviglio di equivoci legati al sentimento d’amore. Spettacolo intelligente e minimalista, che mira unire passato e presente. I protagonisti dell’opera si aggirano in una dimora nobiliare, che in contemporanea è fatta oggetto di restauro da parte di un gruppo di operai contemporanei. La mescolanza fra i due piani temporali è risolta con brillante ironia dalla regista Alessandra Premoli. Molto belli i costumi di Anna Missaglia, essenziale per forza di cose la scenografia di Nathalie Deana, adatta allo spazio della sala da concerto.
Esecuzione musicale impeccabile, animata da vivace teatralità. Nel cast, tutto di livello, spicca Arianna Venditelli nel ruolo protagonista. La sua Idalma è colma di emotività. Di notevole presenza scenica Rupert Charlesworth nel ruolo di Lindoro, un impenitente libertino costantemente accompagnato dal proprio servitore che richiama alla mente la mitica immagine di Don Giovanni. Calorosissimi applausi per tutti, con l’orchestra ad accompagnare al ritmo di passacaglia come è ormai consuetudine.
Oksana Tumanova
Foto © Riccardo Cenci (Schlossfest), Felix Pirker (Orlinski), Birgit Gufler (Idalma)













