Obbligo vaccinale e terza dose, il premier Draghi dice sì

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Obbligo vaccinale

L’articolo 32 della Costituzione infatti, prevede la possibilità di imporre un trattamento sanitario obbligatorio attraverso una legge

Continua l’avanzata per l’Italia verso l’obbligo vaccinale. Giusto o sbagliato che sia il Governo Draghi è a lavoro per varare un piano. L’estensione del Green pass obbligatorio sembra sarà previsto per i lavoratori della Pubblica Amministrazione e quelli a contatto con il pubblico. Dal 1°settembre il vincolo del certificato verde sui mezzi di trasporto ha portato reazioni contrarie da parte dei No Vax che hanno manifestato e in alcuni casi bloccato treni e autobus.

I due passi previsti

Il primo passo riguarderà l’estensione del Green pass, che secondo l’esecutivo può costituire un incentivo alla vaccinazione per tutti. Il secondo è quello di varare la legge che introduce l’obbligo. A quanto pare, secondo i costituzionalisti sarebbe fattibile in tempi brevi. Ma potrebbe riguardare soltanto alcune categorie o fasce di età (quelle più a rischio contagio e morte).

Il cardine principale

Il farmaco di Pfizer in Italia e in Europa è, attualmente, riconosciuto come farmaco emergenziale, mentre per essere obbligatorio deve essere riconosciuto come ordinario. Quindi è necessario che l’Ema (Agenzia europea del farmaco) e l’Aifa (Agenzia italiana del farmaco) dichiarino il vaccino come farmaco ordinario. Ciò che è già accaduto negli Usa. L’FDA (Food and Drug Administration) ha approvato in via definitiva il vaccino Pfizer dai 16 anni in su. Mentre persiste l’uso emergenziale per i ragazzi tra 12 e 15 anni e per gli immunodepressi. L’Ema deve esprimersi entro la fine di settembre. Soltanto a quel punto potrà partire l’iter legislativo per portare il vaccino obbligatorio in Parlamento.

Ci saranno delle conseguenze?

Obbligo vaccinaleCome tutti gli obblighi anche quello sul vaccino sicuramente avrà delle conseguenze. Multa? Responsabilità penale? Sospensione dal lavoro? Perdita del lavoro? Staremo a vedere come il Governo Draghi deciderà, ma ci sono vari precedenti. In fondo sappiamo tutti che in Italia c’è l’obbligo vaccinale. Il decreto vaccini del ministro Lorenzin, convertito in legge nel luglio 2017, ha portato il numero di vaccinazioni obbligatorie a dieci per i minori di età compresa tra 0 e 16 anni e per i minori stranieri non accompagnati. Sono obbligatorie le vaccinazioni contro la poliomielite, la difterite, il tetano, l’epatite B, la pertosse, l’Haemophilus influenzae tipo b, il morbillo, la rosolia, la parotite e la varicella. Altrimenti non ci si può iscrivere a scuola.

Attualmente l’obbligo vaccinale contro Covid-19 è in vigore in Turkmenistan e in Indonesia. In Grecia e Ungheria, come in Italia, vale per il personale sanitario mentre in Francia è stato esteso ad alcune categorie come i pompieri.

Il lavoro è una bella gatta da pelare

Una scelta graduale sembra essere l’opzione prevista per il lavoro. Potrebbero essere i dipendenti pubblici i primi a cui sarà richiesto il Green pass obbligatorio. Il provvedimento sarebbe simile a quello che ha introdotto il lasciapassare nella scuola. Una norma del genere potrebbe essere inserita nel decreto 6 agosto in fase di conversione in Parlamento. Per dire addio allo smart working per i lavoratori statali. Nel settore privato potrebbe arrivare subito dopo. Per i lavoratori privati si immagina di muoversi prima nei confronti dei settori a contatto con il pubblico: trasporti, ristorazione, eventi culturali, sport. E cominciando da quei luoghi in cui vige il paradosso dell’obbligo per l’utenza ma non per il personale.

Proroga per i tamponi

Obbligo vaccinaleIntanto, la Commissione alla Camera approva la proroga di due mesi per i tamponi a prezzo calmierato (fino al 30 novembre). Ma anche, il riconoscimento della validità dei test salivari molecolari ai fini del rilascio del Green pass provvisorio. Mentre sarà valido 12 mesi per i vaccinati e per i guariti. In base ai tassi di contagio, invece, nell’aggiornamento settimanale della mappa del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) finisce in rosso il Lazio (oltre il 4% con Basilicata, Calabria, Marche, Sardegna, Sicilia e Toscana) mentre la Campania torna in giallo.

Costituzionalmente legittimo

Per chi si stesse chiedendo se costituzionalmente questo fosse possibile, la risposta è si. L’articolo 32 della Costituzione infatti, prevede la possibilità di imporre un trattamento sanitario obbligatorio attraverso una legge. Determinando così un obbligo generale per i cittadini. Una legge di questo tipo sarebbe giustificata dai benefici documentati che il trattamento, in questo caso il vaccino, porterebbe alla comunità e ai singoli. Gli effetti positivi dei vaccini, secondo studi scientifici, dimostrano proprio il vantaggio per la comunità e anche per i singoli individui. Ci sarebbero dunque tutti i requisiti per una legge di questo tipo. Per ciò che concerne i tempi giocano un ruolo fondamentale le varie fazioni politiche.

La Lega fa muro, ma si divide

Il partito di Matteo Salvini si schiera, da subito, contrario: “La Lega era e rimane contro obblighi, multe e discriminazioni, ricordando che in nessun Paese europeo esiste l’obbligo vaccinale per la popolazione. Insistiamo invece, e porteremo la proposta al voto anche in Parlamento, perché lo Stato garantisca tamponi gratuiti, salivari e rapidi, per tutti coloro che ne abbiano necessità”. La Lega, unica forza di maggioranza nettamente contraria, elenca i risultati già raggiunti dalla campagna vaccinale. Una risposta che ha portato a un nuovo attacco del Pd.

Ma anche dentro il partito, già nelle scorse ore, c’erano diversi malumori. Lo strappo leghista sul Green Pass non era piaciuto anche a personaggi di spicco come Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia, che si era posizionato accanto al collega veneto Luca Zaia da settimane attivo per spingere la campagna vaccinale. Il governatore si era smarcato dalla mossa, inattesa e propiziata da Claudio Borghi: «Dico il mio punto di vista: difendere con grandissimo vigore la vaccinazione che trova fondamento nei numeri perché, da quando abbiamo vaccinato, i numeri della nostra Regione sono migliorati, sono eccellenti».

Forza Italia

Incentivare l’immunizzazione è la linea seguita da Forza Italia. «Vaccino e certificato verde, dichiara la presidente dei senatori azzurri Anna Maria Bernini, sono le uniche vere assicurazioni sul futuro e il partito coerentemente le rivendica».

La deputata forzista Annagrazia Calabria rimprovera gli altri partiti del centrodestra, che resta quindi spaccato. «Sarebbe un errore grave regalare alla sinistra il copyright politico delle misure. Dal premier Draghi un importante messaggio di chiarezza sul vaccino obbligatorio. Esiste una prevalente responsabilità sociale e collettiva».

Posizioni che indicano in maniera inequivocabile come, nonostante le parole distensive del coordinatore Antonio Tajani (“L’unità non è che si basa sul Green pass…”), gli ostacoli sulla strada di una maggiore integrazione del centrodestra di Governo siano destinati ad aumentare.

Approvazione alle posizioni di Draghi arriva anche da un altro pezzo di centrodestra: «Dall’inizio della pandemia – afferma il governatore della Liguria Giovanni Toti – continuo a dire che il vaccino è l’unica arma a nostra disposizione. Se è necessario, l’obbligo vaccinale dovrà essere esteso a una categoria più ampia di lavoratori. Lo stesso orientamento del presidente Draghi che si è espresso in maniera possibilista anche su un’eventuale terza dose di vaccino. Un segnale forte di uno Stato presente».

E il Pd?

Dopo lo scontro per il voto in commissione sul Green Pass, torna ad attaccare Enrico Letta. Dicendosi molto d’accordo con la linea che sta portando avanti Draghi, definita di “sicurezza”. Il segretario del Pd spiega: «Va bene per noi andare avanti ed estendere l’obbligo vaccinale e il Green pass. Per noi è la condizione essenziale per poter andare avanti. Ecco perché nella maggioranza di Governo chi è contro il Green pass è contro la libertà e contro la sicurezza. Non si può stare con le parole di Draghi oggi e allo stesso tempo votare contro il Green pass in Parlamento: le due cose sono incompatibili».

 

Ginevra Larosa

Foto © Bafa, BU, Mater Dei, IlPost

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