L’IFAD coglie l’occasione della grande conferenza sul clima per mettere i fari puntati su una questione da sempre trascurata
Questo novembre, gli occhi del Mondo sono puntati sulla conferenza sul clima COP26. I leader globali si sono riuniti nel Regno Unito per discutere le migliori strategie per scongiurare un ulteriore peggioramento del clima e stabilire misure di adattamento dei cambiamenti già avvenuti. Nonostante la crescente avanzata dei mutamenti climatici, l’IFAD (Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo), ritiene che la sfida ambientale possa essere superata. Ciò, è possibile trasformando le economie rurali e i sistemi alimentari rendendoli più resilienti, inclusivi e sostenibili. Fattori che, uniti assieme, aumenterebbero anche la produttività.
Eppure, la situazione attuale mostra un quadro lontano dagli obiettivi fissati. Infatti, nel biennio 2017/2018 solamente l’1,7% dei finanziamenti per il clima la cosiddetta “Climate Finance” è stata diretta alla piccola produzione agricola. Una somma irrisoria rispetto alla reale necessità dei piccoli agricoltori, che rappresentano un elemento chiave delle economie rurali. Per questa serie di motivi l’IFAD sostiene che la COP26 per avere successo deve portare a un focus globale sull’adattamento ai cambiamenti climatici e finanziamenti sufficienti per il clima diretti a questi agricoltori. L’agenzia Onu illustra in 6 punti le sue ragioni per sostenere questo settore.
1 Sono i più vulnerabili ai cambiamenti climatici e allo stesso tempo i meno preparati per farvi fronte
L’IPCC l’organismo delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, ha dimostrato in modo inequivocabile nel suo ultimo rapporto che molti dei cambiamenti sono irreversibili. Nel documento è chiaro come gli effetti colpiscono con maggior durezza i più poveri e vulnerabili. Ovvero la rete di piccoli agricoltori e pescatori che sono la catena di sostentamento alimentare nei Paesi in via di sviluppo. Reti che a causa delle ridotte risorse, mancano della resilienza e dei sistemi di prevenzione per proteggerli da shock ambientali ripetuti.
2 Sono elementi fondamentali degli attuali sistemi alimentari nei Paesi in via di sviluppo
Lo scarso accesso a diete alimentari adeguatamente nutrienti e la fame colpiscono ancora milioni di persone nei Paesi in via di sviluppo. Nonostante ciò, la maggior parte del cibo in quelle aree proviene proprio dai piccoli produttori. Ci sono circa mezzo miliardo di aziende agricole di piccola scala nel Mondo in via di sviluppo, che danno sostentamento a quasi 2 miliardi di persone. In totale sono responsabili all’incirca del 80% del cibo prodotto nell’Africa subsahariana e in alcune aree dell’Asia.
3 Saranno parte integrante dei sistemi alimentari del futuro che permetteranno di eradicare la fame e nutrire in modo bilanciato tutti
Il grande obiettivo è raddoppiare la produzione agricola entro il 2050. In questo modo sarà possibile garantire che tutti nel Mondo ricevano sufficienti quantità di cibo sicuro e nutriente. Inoltre, fondamentale per questo traguardo è la riduzione degli sprechi alimentari e la trasformazione delle nostre catene di valore in sistemi sostenibili ed efficienti. I piccoli produttori coltivano e lavorano gli alimenti per i mercati rurali e i loro concittadini, essendo tutti vicini hanno catene di approvvigionamento piccole con pochi sprechi.
Il vero valore di questi sistemi consiste nella produzione di alimenti più diversificati rispetto alle grandi aziende. Un fattore che ha il potenziale per essere alla base di diete diverse e ricche dal punto di vista nutrizionale, specialmente per le persone più povere del Mondo. Per questo motivo bisogna investire e sostenerli nell’impegno di una produzione agricola sostenibile e catene di valore verdi. Questo aiuterà a prevenire se non del tutto invertire il degrado alimentare oltre che a permettere che venga prodotto cibo a sufficienza per tutti.
4 Sono i custodi degli ambienti naturali e spesso detengono conoscenze essenziali sulla produzione sostenibile
I piccoli produttori e le popolazioni indigene, sono connessi da un profondo legame con gli ambienti naturali in cui vivono e lavorano. È nel loro primario interesse garantire che la biodiversità prosperi e che risorse fondamentali come l’acqua e la terra siano gestite in modo bilanciato e sostenibile. Inoltre, queste comunità sono detentrici di ampio ma spesso sottovalutato patrimonio di conoscenze tradizionali sul loro ambiente. Con il supporto e gli strumenti di questa conoscenza possono trarre vantaggio delle risorse naturali senza sfruttarle eccessivamente.
5 Possono svolgere un ruolo nella mitigazione del cambiamento climatico
Un quinto dei terreni agricoli del Mondo è costituito da piccole aziende agricole di meno di cinque ettari. Di conseguenza, i piccoli agricoltori e i produttori rurali collettivamente hanno un ruolo importante da svolgere nella mitigazione e nell’adattamento ai cambiamenti climatici. Soprattutto nella protezione delle risorse naturali e nel ripristino degli ambienti degradati. Con l’adozione di soluzioni basate sulla natura e pratiche agroecologiche su misura, i produttori su piccola scala possono ripristinare gli ecosistemi, sequestrando il carbonio preservando allo stesso tempo la biodiversità. Ciò, permetterà di controllare la scarsità di risorse e di migliorare i loro mezzi di sussistenza.
6 La coesione e il dinamismo economico nelle comunità rurali hanno ampi benefici per la società
Il territorio rurale è un sistema delicato. Infatti, se gli abitanti delle campagne non sono in condizioni di poter guadagnarsi da vivere, molti non avranno altra scelta che trovare lavoro o sicurezza nelle città o in altri Paesi. Questo indebolisce la vitalità delle comunità rurali, soprattutto se si considera che i primi ad andarsene spesso sono giovani che portano con sé la loro creatività e spinta al cambiamento. Situazione che nel breve periodo può anche distruggere la coesione sociale e le economie locali dei loro punti di partenza e di arrivo.
Inoltre, è proprio quando i giovani sono privati delle opportunità che diventano anche suscettibili alla radicalizzazione, portando potenzialmente a disordini civili e conflitti. Invece quando le economie e le società rurali prosperano e gli abitanti delle zone rurali possono contare su buoni mezzi di sussistenza e su un lavoro soddisfacente nei loro luoghi di origine, non hanno alcun incentivo ad andarsene. L’investire in una produzione rurale sostenibile può essere il motore che crea scenari economici che offrono ai giovani le opportunità di cui necessitano.
James Sekitoleko
Foto © IFAD, Deutsche Welle, SIANI, Premium Times Nigeria, Agri4Africa













