Monaco, il ricordo della strage durante le Olimpiadi

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Monaco, strage alle Olimpiadi del 1973

La manifestazione sportiva doveva segnare un evento storico che avrebbe portato la Germania a diventare un simbolo positivo

Le Olimpiadi di Monaco di Baviera del 1972 vengono ricordate in tutto il Mondo non per l’evento sportivo, ma per l’attentato ai danni di atleti israeliani.

Le Olimpiadi

La manifestazione sportiva doveva segnare un evento storico che avrebbe portato la Germania a diventare un simbolo positivo e Monaco la capitale della fratellanza. Un taglio deciso col passato, in riferimento soprattutto alle Olimpiadi tenutesi a Berlino nel 1936, passate alla storia come un mero strumento propagandistico del Nazismo e del Terzo Reich. Per la prima volta vi furono manifestazioni in favore del boicottaggio delle competizioni.

Occasione di rinascita

Per questo, le Olimpiadi del 1972 furono organizzate a Monaco di Baviera, dove furono previsti circa 7mila atleti provenienti da tutto il Mondo. All’interno del villaggio olimpico anche la sicurezza era ridotta al minimo, probabilmente per favorire un clima di festa e serenità. Gli agenti della sicurezza erano tutti in borghese e non erano armati. Scelta che poi si rivelò fatale, portando la Germania ad ammettere il grave l’errore di valutazione.

Il piano

Il 15 luglio dello stesso anno, a Roma, Muhammad Dawud Awda e Salah Khalaf esponenti di AlFatah, organizzazione politica e paramilitare facente parte dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina, e Abu Muhammad appartenente a Settembre Nero si incontrarono per discutere del bisogno di un’azione decisiva, che portasse vigore alla causa palestinese. Soprattutto dopo il dirottamento di un aereo della Sabena diretto a Tel Aviv, che si era concluso con la morte dei dirottatori. Dopo aver letto che il Comitato olimpico internazionale avesse ignorato la richiesta di partecipazione ai Giochi, della Federazione giovanile della Palestina, fu deciso l’obiettivo.

Settembre Nero

L’organizzazione è un gruppo terroristico armato fondato nel 1970 da alcuni fedayn palestinesi e deve il suo nome al conflitto iniziato nel settembre del 1970 in Giordania quando Re Husayn cercò di riprendere il controllo del Paese in seguito a diversi attentati. Tentativo che portò alla morte di migliaia di palestinesi.

I membri dell’assalto

Gli uomini scelti per l’assalto erano: Luttif Afif, capo e negoziatore, aveva lavorato come ingegnere alla realizzazione del villaggio, divenuto famoso per indossare un cappello bianco e avere il volto ricoperto da lucido per scarpe. Yusuf Nazzal, conosciuto come “Tony”, portava un cappello da cowboy, aveva lavorato come cuoco all’interno del villaggio. Gli altri erano Afif Ahmad Hamid, Khalid Jawad, Ahmad Shiq Taha, Mohammed Safadi, Adnan alGashei con il cugino Jamal alGashei

I Sopralluoghi

Due giorno dopo l’incontro, Muhammad Dawub si recò a Monaco per un primo sopralluogo del villaggio in costruzione, per tornaci nel mese di agosto insieme a Yusuf Nazzal. Fu in questa occasione che scelsero il luogo dal quale sarebbero entrati, aiutandosi a scavalcare la rete di recinzione. Il 24 Agosto, a due giorni dall’inizio dei Giochi, Salah Khalaf giunto a Francoforte con un uomo e una donna con delle valigie identiche, riesce a portare le armi a Dawub, il quale da questo momento, le sposterà continuamente all’interno degli armadietti della stazione ferroviaria di Monaco.

“Tifosi brasiliani”

Messe al sicuro le armi, Dawub torna al villaggio accompagnato da una donna con la quale si fingono tifosi brasiliani, per visitare gli alloggi. Sfruttando lo stesso stratagemma torna al villaggio con Luttif Afif e Yusuf Nazzal, arrivando alla palazzina degli atleti israeliani, memorizzando ogni particolare. Sarebbe iniziato tutti da lì.

L’attacco terroristico

Alle primissime luci dell’alba di quel 5 settembre, un commando facente parte del movimento terroristico Settembre Nero, superata senza troppe difficoltà la recinzione esterna, si introdusse all’interno del villaggio olimpico, nella palazzina 31, verso la Connollystraße, dove alloggiavano gli atleti israeliani uccidendo subito l’allenatore di lotta grecoromana, Moshe Weinberg e Yossef Romano, specializzato nel sollevamento pesi, che morì dissanguato sul piazzale esterno. Successivamente presero in ostaggio altri 9 atleti.

L’allarme

Intorno alle 5:30 un agente di polizia nota il corpo in strada e vedendo delle figure incappucciate dal quale non ottiene risposta, lancia l’allarme. Uno degli atleti riusciti a fuggire, Gas Tsobari aveva raggiunto un gruppo della ABC, ma questi, vedendolo trafelato e non capendo la lingua, pensarono fosse uno scherzo.

Le richieste di Settembre Nero

Monaco, OlimpiadiA un’ora dal sequestro degli atleti, iniziarono le trattative. Le richieste furono scritte su dei fogli di carta lanciati dal balcone della stanza in cui erano asserragliati. Queste consistevano nella liberazione di alcuni “fedayn” palestinesi, di alcuni terroristi tedeschi della Rote Armee Fraktion Andreas Baades e Ulrike Mainhof e di due aerei che avrebbero dovuto portare sequestratori e ostaggi allo scalo di Furstenfeldbruck, da cui poi avrebbero proseguito il viaggio verso l’Egitto.

Le trattative

Per dare il via alle negoziazioni fu creata un’unità di crisi a cui presero parte il capo della Polizia di Monaco, Manfred Schreiber, Hans-Dietrich Genscher ministro federale degli Interni, Bruno Merk ministro degli Interno della Baviera e dal cancelliere federale Willy Brandt. Brandt si mise prontamente in contatto con Golda Meier, primo ministro israeliano per renderle note le richieste dei terroristi. Sin dall’inizio la posizione della Meier fu di totale chiusura e di nessuna intenzione di scendere a compromessi con i terroristi, offrì di inviare in Germania la Sayeret Matkal, una unità speciale delle Forze di Difesa israeliane per effettuare un blitz e salvare gli ostaggi. I tedeschi rifiutarono l’offerta intenzionati a guadagnare tempo adducendo alle scuse più disparate, e a mediare coi terroristi.

I tentativi della Polizia

I terroristi rifiutarono tutte le offerte di denaro fatte dall’unità di crisi, affiancata in quel momento da Magdi Gohary, consigliere egiziano per la Lega Araba, Ahmed Touny rappresentante egiziano del Comitato Olimpico Internazionale, da Walther Tröger, capo del villaggio olimpico e Hans-Jochen Vogel, Borgomastro di Monaco che si offrirono come ostaggi al posto degli israeliani. L’unità pensò di inondare la stanza di gas narcotizzante e di far entrare gli agenti dai condotti d’aria. Tutto inutile. Data la pressione dei media sulla vicenda, anche i terroristi sapevano le mosse degli agenti, vanificandone ogni mossa.       Golda Meier

L’epilogo

Giunta la sera, i terroristi e gli atleti furono fatti salire a bordo degli elicotteri che dal piazzale del villaggio li avrebbero condotti alla destinazione designata, dove li attendeva un aereo che li avrebbe portati al Cairo. Giunti alla base aerea di Furstenfeldbruck i terroristi ebbero una triste sorpresa: l’aereo era un “Cavallo di Troia”, una trappola per liberare gli ostaggi. Furono abbagliati dall’improvvisa accensione delle luci da parte della polizia bavarese che li attendeva. La sparatoria durò per circa un’ora e a trovare la morte furono cinque terroristi, un poliziotto tedesco e gli atleti israeliani. I terroristi che riuscirono a salvarsi vennero arrestati ma liberati in seguito a una trattativa per il dirottamento di un aereo della Lufthansa, sopra Zagabria. Il massacro macchiò indelebilmente le Olimpiadi di Monaco che vennero aspramente criticate dato che non furono annullate, ma si fermarono per un giorno in ricordo delle vittime.

Risarcimento alle famiglie

Ci sono voluti anni e numerose trattative ma alla fine il Governo tedesco, dopo aver ammesso la disastrosa gestione della vicenda, ha stabilito il risarcimento per le famiglie degli undici atleti uccisi. Secondo l’agenzia di stampa tedesca, DPA, la cifra ammonterebbe in tutto a 28 milioni di euro. L’accordo prevederebbe anche l’istituzione di una commissione di inchiesta per riesaminare i fatti del 1972 e stabilire le responsabilità. Dopo quei fatti in Germania nacquero le Forze Speciali di Polizia per interventi antiterrorismo, guidati dal colonnello Ulrich Wegener.

 

Gianfranco Cannarozzo

Foto© IlPost, FirstOnline, Milanopiusociale, Wikipedia

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