Arezzo, lite tra vicini finisce a colpi di carabina

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Arezzo

Sale su una ruspa e assalta la villetta di un vicino di casa, quest’ultimo gli spara, uccidendolo. Ipotesi legittima difesa

Delle ruggini di vicinato ad Arezzo sfociano in una tragedia dai connotati rocamboleschi. Un episodio che ha sconvolto la piccola comunità locale e che inevitabilmente lascia adito a uno spazio di riflessione a riguardo del peggioramento che si è verificato negli ultimi anni a livello di collettività e rapporti umani.

Lo scenario

Mesi di tensioni e incomprensioni, poi la tragedia nella serata di giovedì 5 gennaio intorno alle ore 20:30. Il luogo, una villetta a due piani nelle campagne di San Polo, frazione di Arezzo. Al piano superiore della abitazione vive una famiglia aretina, Alessandro Mugnai di 53 anni, la moglie e il figlio. Al pian terreno invece risiedeva un albanese arrivato da pochi mesi, di cui non è stato reso noto il nome, operaio di 57 anni.

La ricostruzione dell’omicidio

Nella serata di giovedì l’ennesima discussione feroce che ha fatto degenerare la situazione. L’uomo albanese si è messo alla lite si è messo alla guida del suo escavatore e con la benna ha cominciato a colpire prima l’auto del rivale e poi di altri tre suoi parenti che erano a cena con lui.

L’aggressore si è poi scagliato proprio contro la casa distruggendo parte del muro perimetrale, una parete e il tetto. A quel punto Alessandro Mugnai (il padrone, ndr) ha reagito. Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri di Arezzo, l’uomo avrebbe incaciato un fucile da caccia regolarmente detenuto e dalla finestra avrebbe sparato almeno 5 volte, colpendo a morte l’aggressore. Mugnai e la sua famiglia, che tutti in paese considerano una persona per bene è stato arrestato e portato in carcere con l’accusa di omicidio volontario e nelle prossime ore si terrà l’interrogatorio di garanzia davanti al Gip. Sotto shock la moglie e il figlio, che con altri tre parenti erano a casa appunto. Il ragazzo in particolare ha raccontato quei drammatici momenti: “Dopo che aveva colpito le nostre macchine stava puntando la casa. Siamo scesi implorandogli di smettere, ma lui non si è fermato e ha colpito il tetto e la parete”.

Indagini in corso

Arezzo Gli accertamenti dei carabinieri che hanno sequestrato la casa, ritenuta inagibile dai vigili del fuoco, il fucile e le cartucce esplose, dovranno ricostruire la dinamica del misfatto, anche ascoltando di nuovo nelle prossime ore tutte le persone che hanno assistito al litigio. Gli inquirenti stanno comunque valutando tutti gli elementi raccolti, che potrebbero portare anche a esiti diversi. Come ad esempio ipotizzare la legittima difesa, che sembra già essere la strategia difensiva che intende adottare anche il legale ingaggiato dalla famiglia Mugnai. Intanto la salma della vittima è stata trasportata a Siena: si attendono quindi le decisioni del magistrato, il sostituto procuratore Laura Taddei, sugli accertamenti medicolegali.

 

Giulio Catalucci

Foto © lanazione, sr71.it, sr71.it

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