Dante, il cosmo e lo spirito

0
1166
Dante

Dal pianto per Paolo e Francesca alla preghiera di San Bernardo alla Vergine

Dante Alighieri, poeta fiorentino vissuto tra il XIII  e il XIV secolo, è il più grande artista dell’Europa medievale. E per la profonda ispirazione religiosa della sua opera, è da considerarsi anche il maggiore del Cristianesimo. Il Mondo che egli raffigurò nei suoi versi, l’uomo, la natura, la storia, la realtà divina, sono alla base del destino finale della persona.

Con il suo poema della Divina Commedia si formò la coscienza culturale europea e prese forma l’alta poesia in cui la concezione cristiana dell’universo e dell’uomo attraversano secoli di storia con un’elaborazione e assimilazione di una tradizione culturale greco – romana, venendosi a costituire l’identità stessa di quella che oggi è la civiltà occidentale.

I principi spirituali e cosmologici del racconto della Divina Commedia sono il valore primario della persona, la sua libertà, l’uguaglianza di tutti gli uomini, umili o potenti, il significato  provvidenziale della storia, il Cristianesimo, come novità rispetto al Mondo antico.

Individualità

Nel suo poema-viaggio, Dante vuole raccontare il destino eterno dell’uomo quale il cristianesimo lo propone, un essere di suprema dignità, creato da Dio a sua immagine e chiamato a riunirsi a lui nella pienezza della sua stessa vita divina (libertà, intelligenza e amore). Il racconto è un’opera di carattere letterario, un poema epico, dove non si celebrano eroi della leggenda e del mito, ma l’uomo storico nella sua determinante individualità. Accanto all’eroe protagonista ci sono personaggi oscuri che però hanno una assoluta dignità, nel tempo e storia, come portatori di valori eterni.

La struttura terapia della Commedia è quella della Trinità del Cristianesimo. Dunque subentra l’aspetto teologico tomistico. Dante è lo scrittore di Dio. Egli si considerò un profeta nel suo tempo, e forse tale fu. Nel poema accanto alla dimensione personale e privata della salvezza dell’uomo, Dante ha una seconda importante dimensione, quella pubblica e profetica: il poema è scritto “un po’ del Mondo che mal vive”, cioè pensato e composto come una grande opera profetica. Proprio dal profeta è da una parte la denuncia della corruzione morale di coloro che dovrebbero guidare il popolo loro affidato, dall’altra il preannunciare una prossima punizione divina e una restaurazione dell’ordine voluta da Dio. (Epistola ai cardinali 1334 sede papale da Avignone a Roma).

Il Dante moderno

Dante ci appare oggi, nel nostro tempo tragico e dubbioso, un testimone e maestro tra i più grandi della fede cristiana (Enciclica in praeclave 1921 di Benedetto XV), che esorta a studiare e amare il poema della Commedia. Auerbach ha individuato nella tensione all’unità l’autentica vocazione dello stesso giovane Dante, e nell’intensità di tale visione riflessa del Cosmo cristiano, il principio costitutivo della sua ispirazione di poeta e di pensatore politico.

Il rapporto tra lo storico e l’eterno, la tensione dialettica tra il temporale e l’assoluto, tra l’individuale e il fine ultimo dell’Universo sono al centro della problematica dantesca. La poesia della DanteCommedia è filosofica soprattutto perché lo spirito delle dottrine studiate, aristotelica, agostiniana, Boezio, hanno costretto Dante a comporre i suoi versi in maniera filosofica. Nella Commedia campeggia la storia universale dell’uomo dalla creazione ai disordini del presente. Così si spiega l’ammirazione di Dante per Virgilio, poeta del terreno, nonostante le apparenze mitiche e leggendarie, e acquista anche un valore antropologico.  Il nomen auspicato da Petrarca vuol far sopravvivere lo spirito che opera fra gli uomini in termini che sembrano presi in concorrenza, se non in opposizione, con la gloriosa beatitudine della celeste eternità.

 

Paolo Montanari

Foto © Consigli, Wikipedia, Parola di Vita

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui